sabato 26 agosto 2017

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Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo

In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare…. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E’ un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco.

“Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…”

Pier Paolo Pasolini

giovedì 24 agosto 2017

Incontri ravvicinati



Avete mai guardato negli occhi una volpe? A me è successo oggi. Non che non abbia visto volpi, prima d’ora, ma si era in campagna, loro si muovevano velocissime, magari le avevamo disturbato noi.
Invece oggi, mentre andavo al lavoro, noto da lontano quel che mi era parso un cagnolino che attraversava la strada nella mia direzione. Una strada trafficatissima, a quell’ora, perché è il centro cittadino e snodo cruciale tra uffici, bar, chiese e quant’altro.
Quando incontro un cane, un gatto, di solito mi fermo, li chiamo, rarissime volte si avvicinano, così ho fatto oggi: solo che guardando bene mi rendo conto che quell’esserino davanti a me è una volpe. In pieno centro? Mai visto animali selvatici in pieno centro, se non conto un lupo, durante un inverno di freddo terribile, quando ero piccola. Una volpe piuttosto malandata, magrissima ma con gli occhi vividi come fari di notte. Forse gli incendi dei giorni scorsi l’hanno sospinta verso le case, per la fame.
Il nostro dialogo muto è durato qualche secondo, poi è sfrecciata via, facendo gincana tra le auto. Che tu possa sopravvivere, le ho sussurrato.
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"Chi sei?" Domandò il piccolo principe, "sei molto carino..."
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono così triste... "
" Non posso giocare con te ", disse la volpe," non sono addomesticata ".



martedì 22 agosto 2017