giovedì 11 aprile 2013

Neruda, Pinochet e la lady di ferro

“È curioso”, scrive Jon Lee Anderson sul New Yorker, “che Margaret Thatcher sia morta lo stesso giorno in cui in Cile è stata riesumata la salma del grande poeta Pablo Neruda. Autore di Venti poesie d’amore e una canzone disperata e vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1971, Neruda morì il 23 settembre 1973, dodici giorni dopo il colpo di stato con cui l’esercito cileno spodestò il presidente socialista Salvador Allende e portò il generale Augusto Pinochet al potere”.
Neruda era un amico intimo e sostenitore di Allende. Era malato, ma nei giorni dopo il colpo di stato stava pensando di trasferirsi in Messico. Ai suoi funerali, migliaia di cileni sfilarono per le strade di Santiago, e al cimitero i presenti intonatarono l’Internazionale, nell’unico gesto pubblico di dissenso possibile dopo il colpo di stato. Nel frattempo, gli uomini del regime andavano in giro per la città a bruciare i libri di autori non graditi e a cercare, per uccidere o torturare, i sospetti dissidenti politici.
Un paio d’anni fa l’ex autista di Neruda ha espresso dei sospetti sulla morte del poeta: l’uomo ha raccontato che i dottori avevano fatto un’iniezione a Neruda, in seguito alla quale le sue condizioni di salute erano drasticamente peggiorate. Ci sono anche altri indizi che fanno pensare che il poeta possa essere stato avvelenato, ma bisognerà aspettare i risultati dei medici legali per sapere di più.
(Nell'immagine: Margaret Thatcher fa visita ad Augusto Pinochet a Wentworth, nel Regno Unito, dove l’ex dittatore era agli arresti domiciliari, nel marzo del 1999)

Amicizia di ferro. Ma cosa c’entra Margaret Thatcher con questa storia? L’8 aprile Barack Obama ha omaggiato l’ex premier britannica definendola “un esempio di libertà”. A dire la verità, non lo è stata affatto. Nel 1980, un anno dopo essere andata al potere, Thatcher ha eliminato l’embargo per la fornitura di armi al regime cileno che era stato deciso in precedenza dal governo britannico. Nel 1982, durante la guerra delle Falkland, Pinochet ha aiutato il governo britannico fornendo informazioni di intelligence sull’Argentina. Da quel momento in poi, la relazione tra i due politici è diventata una vera e propria amicizia: ogni anno la famiglia Pinochet si recava a Londra, e il generale e la premier si incontravano spesso per pranzare insieme o bere un bicchierino di whisky.
Jon Lee Anderson racconta anche che nel 1998, quando Pinochet è stato arrestato per ordine del giudice spagnolo Baltasar Garzón, Thatcher ha mostrato la sua solidarietà andandolo a trovare. In quell’occasione, di fronte alle telecamere della tv britannica, ha detto: “So quanto siamo in debito con te, per il tuo aiuto durante la guerra delle Falkland”. Poi ha concluso: “Sei stato tu che hai portato la democrazia in Cile”.
I conti con il passato. Pinochet è morto nel 2006, agli arresti domiciliari e con più di trecento capi d’accusa sulle spalle, dalla violazione di diritti umani alla frode. Fino alla fine, la sua unica difesa è stata un’umiliante dichiarazione di incapacità di intendere e di volere.
Negli anni della transizione alla democrazia, il Cile non ha fatto molto per esorcizzare i suoi demoni, e Pinochet ha continuato a esercitare una forte influenza sul paese. “Anche per questo è importante”, scrive Jon Lee Anderson, “sapere la verità su Neruda. Anche se si accertasse che il poeta è effettivamente morto di cancro, è importante per riaffermare un messaggio agli autocrati di tutto il mondo: le parole di un poeta sopravvivono alle loro, e sopravvivono anche agli elogi ciechi dei loro amici potenti”.

2 commenti:

  1. Francesca.. non basta morire per divenire santi..

    La Thatcher è un personaggio che ha attaccato e derubato i poveri per difendere i ricchi, ha fatto sparare a delle persone che manifestavano, ha distrutto una nave militare Argentina che non era in zona di guerra provocando 320 morti, ha puntato ad un liberalismo che è l'equivalente del pesce grosso che mangia il pesce piccolo..

    Se ha vinto le elezioni è stato solo grazie ad una guerra, altrimenti era finita.. e se oggi io e te non avremmo mai la pensione è solo grazie a quel modo di vedere..

    Questa è la realtà.. poi se ne può raccontare una diversa, ma anche io potrei salvare l'Italia privatizzando tutti i servizi e lasciando la gente morire di fame mentre i ricchi diventano sempre più ricchi..

    Non ci vuole certo un grande capo di stato.. :(

    Un abbraccio!!
    Manlio

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  2. Dopo quattro anni ti rispondo, Manlio, ma solo per dire che le tue
    parole sono frutto di puro buonsenso.
    Intanto si è appurato, a quanto pare, che Neruda è effettivamente morto di cancro,ed è morta anche "il grande capo di stato" come la hai definita tu, e forse se si legge l'ironia in quel "grande" non è sbagliato. Chi, tra i due, vive ancora nella mente di migliaia, se non milioni, di persone?
    Ricambio l'abbraccio

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