lunedì 17 giugno 2013

L'Oltre


Sono figlia dei miei passi,
in perenne divenire.
E buio e luce, e asprezza e dolcezza,
sono le mie due mani
e si fondono in un solo afflato:
che si porge.

Puntando sempre verso un Oltre
che non sempre è un Altrove.

E non c'è niente da capire.




 Matisse


18 commenti:

  1. ..anche a te quell'oltre sembra sempre molto lontano (nel tempo non nello spazio) ?
    :-)

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    1. L'Oltre è il mio orizzonte e, come tutti gli orizzonti, si sposta continuamente.
      Uno/a ad un certo punto pensa: ecco, ci son vicino, l'ho raggiunto... per poi scoprire che quello si è spostato ancora.:))

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  2. Che bello questo tuo porti...
    Sempre in cammino verso una meta più alta!

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    1. Grazie, Kathe :)
      Sì, in cammino, anche se non so per dove....

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  3. un affannoso rincorrere o piuttosto un porsi un nuovo orizzonte da guardare e raggiungere quando si è forse raggiunta la prima meta.

    Ti linko anch'io con vero piacere di nuovo!

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    1. Ricordo a tal proposito una bella frase di Nietzsche che fa, più o meno: "quanto manca alla vetta??? tu sali e non pensarci" :)) Credo tu la conosca: ne abbiamo sempre un'altra, di vetta da scalare... :)

      Ci ritroviamo, Daniele :))... certe strade non si perdono nel tempo.

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  4. un Oltre che cambia prospettiva con il nostro divenire....in continuo movimento, in cerca di forma e colore...

    abbraccissimi

    lu

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    1. .. in cerca di forma e colore. Per porgersi.
      Abbracci ricambiati, Lu :)

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  5. Pensavo ad una parola spesso citata da Lu e mi ritrovo a scrivere dopo il suo commento :)

    allora mi prendo qualche istante e lascio che sedimenti assieme alle tue parole Francesca

    Niente da capire ... vero ... solo cum-prendere

    ed in questo cum-prendere c'è l'abbraccio, l'amore, che ci inisce, ci tiene saldi negli opposti, nelle discrepanze del divenire (e qui mi riferisco ad un post appena letto sul blog di albafucens ... deve essere nell'aria questo argomento, tanto caro e così germogliante in tanti noi)

    Qui da te trovo una sintesi aperta ... ampia, che respira, da il senso dell'onda che avanza

    :)

    andiamo

    anna

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    1. Quando tutto deve essere spiegato, tra anime vicine, c'è qualche difetto di comunicazione. Le troppe parole non amano la comun -ione - anza.
      ... il divenire non è mai omogeneo, presenta quelle increspature necessarie al "percorso", ed è nelle discrepanze che si costruiscono, a mio avviso, le pieghe del dubbio e della, come tu citavi, cum- prenzione:))

      Un abbraccio
      Francesca

      ps: Anna :) io e Lu eravamo affini, nel linguaggio, anche quando ancora non ci leggevamo. Ora che son passati anni, da quando ci "riconoscemmo", e abbiamo condiviso molto attraverso continui scambi... il linguaggio usato, e spesso anche la concettualizzazione, è diventato ancora più simile, se vogliamo. Ognuno nella sua originalità, ovviamente :))

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  6. "Oltre" a mio modesto parere è superiore ad "altrove" ... o perlomeno eleva il potenziale dell'indefinita locazione, in avanzamento... o in "hesitation", e si abbandona con coscienza ogni ipotesi dubitativa. Per me non fa una grinza
    ... ma io ti devo soprattutto ringraziare !!! e non sai quanto per lo squisito contributo lasciato da me, mi sono permesso di evidenziarlo con il tuo link di riferimento. Se eventualmente non ti facesse piacere fammi sapere, rimetterò le cose a posto ... ad ogni modo grazie, grazie ancora :-)
    Simo - Ray

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  7. Infatti, Simone :)) ... infatti!!
    Lo dicevo anche in risposta ai commenti precedenti: l'Oltre è indefinibile, in continuo divenire, pur se ha caratteristiche definite:))
    ... in questo contesto è il mio Orizzonte, orizzonte di Vita.

    Non ringraziarmi :) , non è necessario... è stato un flash, rileggendoti, che mi ha colpito. Ed ho scritto!!
    A sapere l'onore che gli avresti accordato, avrei curato meglio la forma e la sostanza :) Felice che ti sia piaciuta, comunque.
    Ciao

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  8. "Puntando sempre verso un Oltre
    che non sempre è un Altrove."
    Ecco, per me questo è molto importante perchè ha a che fare non con un vagabondare o uno spostarsi spesso inconcludente, ma con uno "stare" dove ci si trova già...
    Questo "stare" per andare "oltre" è molto più difficile e stimolante.
    Perchè fa di noi stessi il centro della nostra vita, senza delegarlo a ciò che può sfuggirci di mano.
    Noi possiamo perfezionare il nostro io, anzichè perderci o disperderci.
    E' solo la mia interpretazione, eh?
    Salutone.

    P.s. anche il discorso sull"Altrove" è molto stimolante, eventualmente ne riparlerò.

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  9. C'è un divenire "statico" che interessa le profondità più intime dell'essere... in questa cornice l'Oltre diviene un andare al di là di se stessi, verso quell'orizzonte in movimento dentro di noi, che non è vagabondaggio anzi, è il suo contrario.
    L'Altrove invece, è più afferente allo "spostarsi" nel concetto di essere "in altro luogo da".
    A volte l'Oltre e l'Altrove si sovrappongono, e succede, a mio avviso, nel momenti di confusione interiore, nei momenti di insoddisfazione.
    Non ho mai studiato filosofia, Riccardo. Non ho un percorso mentale fluido e codificato... a volte torno sui miei passi perché mi accorgo di aver imboccato un "vicolo cieco" ... ma sono sempre assetata di Sapere :)... per cui ne sarei felicissima di eventuali altre chiacchierate :))
    Grazie

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  10. Direi che siamo parecchio d'accordo, sai?
    Un modo per evitare la "sovrapposizione" di cui parli potrebbe consistere nel concepire l'Altrove come Utopia, lotta per la giustizia, fratellanza reale, non retorica tra gli esseri umani, con-divisione...
    Ma purtroppo, non è facile; non lo è per niente!
    Allora, ecco che in mancanza di quell'Altrove, l'Oltre può renderci più forti: può farci ripartire da noi stessi per avere una "base solida quando soffia il vento dei cambiamenti" (Dylan, "Forever young").
    Aver studiato filosofia non è importante, soprattutto perchè il tuo "tornare sui passi", il "vicolo cieco" ecc. è proprio... fare della filosofia!
    Hegel parlava appunto della filosofia come di una tela di Penelope: per capire qualcosa, dobbiamo di continuo fare e disfare la sua trama, incessantemente.
    La conoscenza, infatti, non è mai acquisita una volta per tutte...
    Un salutone e grazie a te!

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  11. Riccardo, questa tua frase:
    "Un modo per evitare la "sovrapposizione" di cui parli potrebbe consistere nel concepire l'Altrove come Utopia, lotta per la giustizia, fratellanza reale, non retorica tra gli esseri umani, con-divisione..."
    mi ha dato l'idea di un racconto. Sono solo pensieri alla rinfusa , per ora, se riesco a concretizzarlo ti informo... così allarghiamo questa nostra piacevole conversazione su Oltre e Altrove :-)
    Grazie infinite
    Francesca

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  12. questa poesia è uno strale
    con chiusa da capogiro

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    1. ... una freccia lanciata, verso chi o cosa è da stabilire:)
      Grazie Frantzisca, e benvenuta tra le mie Note :)

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