mercoledì 18 settembre 2013

Dedicato a Dina

Sognare Lenin, Collage di IdaKrot


Francesca  si guardò attorno, era davvero uno strano hotel! Invece dei numeri, sulle  porte delle stanze, che si affacciavano su quel minuscolo corridoio di albergo di periferia, campeggiavano delle frasi.
A Francesca quelle frasi erano note, eppure non riusciva a collocarle mentalmente: ‘Karl Marx’,  ‘Stato  e rivoluzione’,  ‘I compiti del proletariato nella rivoluzione attuale’ … ma non è troppo lungo questo nome, per una stanza???  si chiese. Poi scrollò le spalle, ci sono cose stranissime al mondo, non poteva capirle tutte, l’importante  era che la  sua stanza fosse pulita e tranquilla,  delle altre poteva fregarsene, qualsiasi nome avessero. Fece qualche passo ma la  sua curiosità innata la fece tornare indietro e provò, con estrema  cautela,  ad aprirne qualcuna.
La stanza ‘Karl Marx ‘ era avvolta in un buio assoluto… qualcuno doveva essere in fondo alla stanza, chissà, perché le arrivarono, veicolate da una voce grave e stentata, le parole: ‘Il marxismo ha aperto la via a uno studio universale, completo, del processo di origine, di sviluppo e di decadenza delle formazioni economico-sociali, considerando l'insieme di tutte le tendenze contraddittorie, riconducendole alle condizioni esattamente determinabili di vita e di produzione delle varie classi della società, eliminando il soggettivo e l'arbitrario nella scelta di singole idee direttive o nella loro interpretazione, scoprendo nella condizione delle forze materiali di produzione le radici di tutte le idee e di tutte le varie tendenze senza eccezione alcuna...’. Non ascoltò il resto… sull’ultima frase aveva richiuso piano la porta dietro di sé. Era perplessa. Ma era un hotel quello, oppure la sezione di un partito?
Esitò davanti alle altre porte chiuse: provare ad aprire?
No, si risolse, era troppo stanca, e con determinazione  si avviò verso la sua stanza. Guardò la scritta sulla chiave che aveva in mano, la controllò con la scritta sopra la porta, sì, era la sua stanza. Sorrise, quel ‘Che fare?’, così interlocutorio, così sospensivo, le sembrò di buon auspicio.
Entrò, le serrande erano alzate, un neon di una qualche insegna, proiettava nella stanza una luce azzurra intermittente. Cliccò sul pulsante e una luce bianca illuminò la stanza.  Chiuse la porta alle sue spalle, andò dritta  verso l'armadio, lo aprì, controllò che fosse vuoto, diede uno sguardo nel bagno e tirò un sospiro di sollievo. Finalmente posò la piccola sacca che aveva con sé sul letto, ne estrasse una magliettina e uno slip puliti, si spogliò, prese l’accappatoio e si concesse una doccia ristoratrice.
La stanchezza prese il sopravvento sui suoi pensieri, ed alla luce pulsante del neon che a tratti illuminava la stanza si addormentò…. per riaprirli  di colpo, dopo un lasso di tempo che non seppe quantificare, con l’impressione che ci fosse qualcuno nella stanza.
Scorse una sagoma ma,stranamente, non ne ebbe paura, solo aguzzò la vista per vedere meglio e vide un uomo non molto alto, stempiato, con baffi e pizzetto e una vividissima luce negli occhi. Alzò il braccio, puntò il dito verso di lei e cominciò a parlare:
Francesca, Francesca, ti rendi conto di quel che hai fatto?? Hai smesso di lottare per i tuoi ideali, mettendo quei libri sotto al tuo sedere!  Senza il tuo apporto, come farà il partito di rivoluzione sociale a tramutarsi in partito democratico di riforme sociali??  Approfittando della tua distrazione c’è chi *nega la possibilità di dare un fondamento scientifico al socialismo e di provare che, dal punto di vista della concezione materialistica della storia, esso è necessario e inevitabile; si nega il fatto della miseria crescente, della proletarizzazione, dell’inasprimento delle contraddizioni capitalistiche; si nega l’opposizione di principio tra liberalismo e socialismo; si nega la teoria della lotta di classe, che sarebbe inapplicabile in una società rigorosamente democratica, amministrata secondo la volontà della maggioranza… * Francesca ma che fai, dormi o mi ascolti? Francesca, Francesca???
- Francesca, svegliati!  Francesca… Dina la stava scrollando.  Francesca mi ascolti??? Che ti succede??? Blateravi di socialismo, liberalismo, lotta di classe….
- Ma dove sono, che ora sono???
- Sono le tre e siamo a Roma, Francy, siamo andate a letto tardi, abbiamo conversato fino a tardi, scherzando sui libri di Lenin che hai a casa, al posto del  materasso...  poi poco fa hai cominciato a parlare nel sonno…
- E Lenin dove è?
- Lenin?Sarà a Mosca, nel mausoleo  che lui non voleva.... ma che c’entra adesso Lenin???
- Niente Dina, niente….  Ho fatto solo un sogno,  domani  te lo racconto ...ah! ricordami di chiedere a Ida se fa uno dei suoi collage sul sogno che ho fatto…dormiamo ora !!
Francesca spense la luce, ritornò il silenzio e, nel silenzio, udì Dina che cantava sottovoce: allons enfants de la Patrie , le jour de gloire est arrivé…..!!!!  
Ma... era proprio la voce di Dina??? Aveva uno strano accento  russo...


N.B.:da * a * è tratto da "Che fare?" di Vladimir Il'ič Ul'janov detto Lenin

30 commenti:

  1. ohi Santo Robepierre arrivo arrivo. niente dubbi Franci .sono io . anche con canto soffice. con rispetto il silenzio che si deve al sonno .ma tu tendi l'orecchio predisposta a buttar dal trono i figli degli dei maggiori e a tagliar scalpi e parrucche riportini e trecce della storia antica e quotidiana, ritorno.e intanto canto, Le jour de gloire ( n'est pas encore) arrivé.. ma. non disperiamo . Franci a mattina se ancora dormo in stanza scendi a prenotare colazione . caffellate tè e pane naturale .
    non brioches mi raccomando .portano male

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    1. Ah no no, pane e miele... il pane lo abbiamo, abbasso le brioches :)))))
      N'est pas encore arrivè?... mi devo aggiornare :)))

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  2. la tua fantasia al potere Francesca e gli anni della Storia le pagine andate luci e ombre trovano quasi pace nell'ironia e nella voglia di parlare e di scherzare fino alle tre di notte. bello.
    e sai che Lenin non si svende.troppo facile col senno di poi
    "Cari compagni, la guerra di rapina imperialistica sta per essere contrastata dalla guerra dei popoli contro i loro sfruttatori capitalisti che li hanno mandati al macello... L’alba della rivoluzione socialista mondiale è spuntata".
    non è spuntata e gli ideali socialisti non hanno avuto trionfato. il corso della storia e le azioni degli uomini hanno snaturato teorie e filosofie di socialismo. Ora i bastardi la governo non danno più emozione e l'inno di forza italia li avvolge tutti a lenzuolo bianco.




    brava Francesca. aspettiamo il collage di Ida del tuo sogno.intanto ne cerco un altro sempre suo.

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    1. Lenin è l'unico che salvo, tra coloro che hanno guidato l'URSS. Se non fosse morto così presto credo che avrebbe dato un'altra impronta alla politica sovietica... invece , purtroppo, gli è successo stalin...

      Sì, aspettiamo Ida :)))

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  3. ...che piacevole lettura...che poi io ho un legame particolare con la "madre russia", o meglio, con L'Unione Sovietica, quando in quel di Mosca aprii gli occhi per la prima volta sul mondo (ebbene si, forse non lo sai, ma sono nato proprio là, in senso anagrafico, non spirituale) :-)

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    1. Caspita!!! Sei un moscovita??? :)) Non lo avrei mai potuto immaginare!!!
      Mi verrebbe da chiederti: che ricordi ne hai, ci ritorni mai.... ma sarebbe argomento da conversazione, non da blog, mi sa :)
      Un abbraccio
      Francesca

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    2. ...ricordi...forse neonatali, perchè sono venuto in Italia a 6 mesi. I miei genitori sono entrambi italiani. Si sono incontrati a Mosca facendo l'università. Io ci sono tornato nel '79, e ci sono stato un mese....ma è una storia lunghissima...
      :-)

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  4. Francesca,scusami ma non è sempre "jurnata ppi mmia"..poi senza Lenin è dura e senza Marx pure,CHE VUOI FARE,QUELLI NON SI fanno TROVARE con quegli altri che se li vogliono accaparrare senza averne i meriti e senza conoscerne la storia ,già abbiamo visto che fine facemmo fare al nostro Gramsci..Bello il racconto e dà una certa emozione che si sia parte di un sogno..quasi incubo .pero'..Arriverà il collage.

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    1. Oh, Ida, non c'è nessuna fretta eh!! Quando arriva, arriva... e io lo posto qui, anche se si tratterà di settimane :)
      Questo è un racconto che ha origine da uno scambio di battute tra me e Nheit sul post precedente, i libri e io falò: lei mi chiedeva se avessi libri di Lenin da buttare, io risposi che non ne avrei buttato nemmeno uno, al massimo li avrei usati al posto del materasso :))... da lì l'idea.
      Forse ho solo sbagliato il titolo, alcuni commentatori son passati oltre, son andati in post precedenti, forse avranno pensato che fosse troppo intimo come post, boh???
      Un abbraccio
      Francesca

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  5. un certo fascino una certo mistero vero Francesca avere avuto i natali in Russia come Sysjena. fascino per noi che siamo vissute in un regime Dc clericale e bigotto. Dc e Chiesa . la chiesa in parrocchia eravamo ancora coi denti la latte faceva i suoi guai su di noi.

    vero.però . il discorso qui è difficile e per forza di cose episodico. e parlare di fatti così lontani sembra cosa vana. diciamo però che se non è giusto e non è produttivo cancellare quanto di eticamente e umanamente intollerabile è stato fatto dal regime successivo alla Rivoluzione in Russia è altrettanto sbagliato seppellire la portata storica e sociale del 7 Novembre 1917.
    Dietro a Lenin e Trotsky c’era un popolo compatto che credeva fosse possibile una società radicalmente diversa da quella oppressiva che aveva conosciuto per generazioni. E Franci peccato diciamo. poteva essere storia diversa. ma per ogni storia è cosi. peccato . pure il movimento cristiano e il movimento radicale e i senza partito quelli lontani dalle masse e in fuga dalla superficialità non ci convincono con gli strombazzamenti dell'amore universale e del perdono . dissimulano e personalmente le maggiori carogne nella vita mia le ho trovate tra i "cristiani " e gli atei amorevoli peri quali l'unica strada è quella dell'amore. cavoli. ma sono opinioni di esperienze mie. vado .però ripeto " bello il tuo sogno e grazie d' esserci stata e d'avermi inclusa .

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    1. "vero.però . il discorso qui è difficile e per forza di cose episodico. e parlare di fatti così lontani sembra cosa vana. diciamo però che se non è giusto e non è produttivo cancellare quanto di eticamente e umanamente intollerabile è stato fatto dal regime successivo alla Rivoluzione in Russia è altrettanto sbagliato seppellire la portata storica e sociale del 7 Novembre 1917. "
      Condivido in pieno, Nheit. Chi pensa di poter seppellire certi aneliti dell'anima, non solo è antistorico, quanto fazioso.
      Un abbraccio

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  6. Si è lottato e si continua a lottare, purtroppo spesso male con gli strascichi ideologico mistificati da precedenti impuri e non sempre intercettati, ma che hanno sedimentato in maniera silente su una base che fu veramente pura, quasi riconducibile all'etica o per vari aspetti a certe istruzioni evangeliche. Oggi si considera quasi anacronistico coltivare certi ideali, eppure sarebbe non difficile constatare che son ben radicati nei nostri "giardini" ... ormai senza più clorofilla.
    Grandissimo il tuo scritto !

    Affettuosamente
    Ray Simone

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    1. Grazie, Simone :)
      La penso come te: rispetto per tutte le idee, senza pensare di aver alcuna verità rivelata in tasca :)... e difesa delle idee propre, cmq :)

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    2. ps: dimenticavo di porgerti il mio affettuoso abbraccio, Simo :)

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  7. http://www.flickr.com/photos/99227511@N00/9871248694/
    eccolo il collage,non riuscitissimo..però un po' troppo didascalico..

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  8. Ancora nn lo ho visto, Ida, vad ora a postarlo :)
    Non lo ho visto ma son sicura mi piacerà, perché non è tanto l'estetica che conta, quanto l'idea che è racchiusa dentro al collage :)

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    1. Ida non me lo fa postare. manca qualcosa nel link.
      Appena posso, passo dal tuo sito foto e copio il collage :)
      Grazie, un abbraccio

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  9. che bella la finestra di slide in movimento di immagini.vien voglia di prendere quella donna e insieme alle altre sempre lei farla girare in tondo. farla sorridere di più.c'è un punto come spillo che le trafigge tutte. tante finestre e specchi e porte aperte e luce bianca... sì, si è soli sul cuore della terra ma poi toc toc si sente un ticchettio di dita e di qualcuno qualcosa che entra a compagnia.

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    1. Sì, a me le immagini di Ida che rappresentano l'universo femminile, con le sue contraddizioni, con la sua fierezza, con i suoi dubbi e gioie e dolori piace molto: parla di una donna che sa guardarsi dentro, con onestà e consapevolezza, e chesa mettersi in gioco.
      Volevo provare a fare un omaggio a Ida, ora che ho imparato a farlo lo perfezionerò, anche ci vorrà un po' di tempo, son cose, queste che richiedono tanta pazienza e voglia di fare :).... ma è una gioia farlo perché, come dici tu, si sente un ticchettio di dita, di qualcuno o qualcosa che entra a compagnia :)

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  10. STRAORDINARIO racconto, cara Francesca!
    Secondo me Lenin e Marx, pur nelle mutate (ma lo sono davvero?!) condizioni storiche, devono esser tenuti sempre presenti.
    Il rischio infatti di inseguire, mollando loro, ideologie o filosofie da poco (postmoderno, misticismi, pragmatismo, tecnocrazia ecc.) che non fanno altro che perpetuare un sistema semi-schiavistico, c'è sempre.
    Ma il tuo racconto, a giudicare da numero dei commenti, ricordi ed entusiasmo, non è solo un sogno o un racconto: è invece qualcosa che dice a tutti noi il socialismo non era un sogno o un'illusione.
    E' invece un progetto a cui possiamo-dobbiamo rimettere mano.
    Salutone e grazie!

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    1. Riccardo, al posto mio ti ha brillantemente risposto Nheit :)) (commento che condivido appieno)
      Che cosa bella, quando due blogger dialogano su un blog terzo. Credo sia il massimo auspicabile in questo mondo :)

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  11. sì Riccardo . è un'appartenenza a un progetto comune di un Paese . scuola famiglia salute sport lavoro ricerca diritti e doveri .leggi costituzionali giustizia vita sociale modelli etici ,tutela ai deboli .. quello che fa rabbia oggi soprattutto è che il nostro Paese è in mano ai politici che lavorano per il bene di un ceto sociale preciso. il loro ceto la loro famiglia il loro gruppo professionale . cardine di un paese. ai figli loro tutte le opportunità. discorso complesso. e butto giù una rabbia precisa ad esempi che sappiamo . l'abolizione dell' Imu che difende il patrimonio dei facoltosi . una politica che non scaccia un Capo corrotto. gli italiani che hanno votato berlusconi e lo votano .i professionisti di successo che si tramandano diritti di famiglia in buona parte lo hanno votato. lo votano .certo a questi parlare di Lenin e di Marx fa girar le palle

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    1. Sottoscrivo il tuo commento, Nheit, grazie per le tue parole :) e la tua presenza

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  12. Grazie è poca cosa,Francesca,per farlo mi hai pensata e ti sei dedicata a me,cara mia calabrisella e conterranea..

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    1. Ida... mi è venuto dal cuore, credimi :)
      I tuoi collage sono tanti percorsi da esperire, in alcuni mi ci ritrovo in toto :) in quelle che ho selezionato, ad esempio.
      Grazie infinite :)

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  13. ecco ora ci vuole un canto note armoniose allegre. da sorridere. da riconcilarsi un po' con questo mondo scemo. con ora ci penso. ciao calabriselle

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  14. eh sì. il mio primo amore 16 anni oh oh oh oltre Lenin Gramsci e il professore di filosofia e tanta voglia di scappar da casa si chiamava Amedeo veniva dal . versante ..settentrionale di Aspromonte, siamo morti entrambi. ma qualcosa rimane

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    1. Ahhhhhhhh lo sapevo che tu avevi un qualche contatto pregresso ai blog, con la terra calabra!!! :))
      Ci deve essere qualche sintonia sconosciuta, chissà... io ho sempre incontrato gente sarda meravigliosa :)... anche quando poi il rapporto amicale si è distaccato o interrotto, son sempre bellissimi ricordi :)

      Grazie ad entrambe :)

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  15. @ Nheit: sottoscrivo in pieno!
    E naturalmente, anche per quanto riguarda l'immenso Gramsci, le cui riflessioni sull'egemonia (e non solo quelle) sono ancora straordinariamente attuali.
    E meravigliosamente fastidiose, se pensiamo che quel macellaio di Pinochet considerava pericoloso "il marxista italiano Antonio Gramsci"!
    @ Perla: Francesca, grazie a te per averci dato la possibilità di interloquire su temi che di solito, sono tabù.

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    1. ... è quello che io intendo per fare blog, Riccardo :)
      (cmq è bellissimo che due sardi si conoscano, e dialoghino, sul blog di una calabrese :) )

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