domenica 8 settembre 2013

I Blogs

Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.

Jack Kerouac

Se è vero che i blogs sono l’espressione diretta del “carattere” del blogger,  è anche vero che, a volte, rappresentano  non tanto quel che siamo  quanto  l’aspirazione verso quel che si vorrebbe essere: lo stile usato, le argomentazioni, la veste grafica, tutto parla di noi e di come ci percepiamo. Parla di quel che siamo, di cosa siamo, ma spesso non dice il perché, la motivazione originaria che ci ha spinti ad aprire un blog.
Voglia di comunicare? Voglia di sostituire l’obsoleto diario cartaceo? Voglia di mettersi alla prova in una qualche maniera? Queste e tantissime altre, tante quante sono le persone che fanno blog. 
Tuttavia c’è, a mio parere, una motivazione che sta  a monte di quelle che ci spingono a scrivere sul blog, ed è la motivazione che ci ha spinti ad affacciarsi nel web, una motivazione "di base" che  è (sempre secondo il mio parere) da ricondursi a una sostanziale solitudine o, comunque, a una difficoltà a relazionarsi nel quotidiano, vuoi per mancanza di interlocutori che riteniamo capaci di capirci, vuoi per nostra timidezza. Solo in seguito si scopre il piacere del fare blog per fare blog, a prescindere dalle motivazioni di cui sopra.
Così è stato sicuramente per me. A voler essere precisi, io non nasco come blogger ma come chatter. In un mio momento esistenziale difficile ero entrata, dieci anni fa, nella defunta chat di Yahoo; lì sono rimasta per circa un anno ma non era un ambiente consono a me, quindi me ne uscii, ma lì ho incontrato, in un magma variegato,  persone squisite con le quali ho costruito ottimi rapporti amicali  che, con alcune, ancora durano. Fu in quella chat che Viola mi parlò dei blogs e di Splinder.
E così ebbe inizio la mia avventura "splinderiana". Chiacchierare con la gente, accogliere molta gente la più disparata, ascoltare tutti, parlare di tanti argomenti. In questo mio percorso ho incontrato virtualmente centinaia di persone. Di queste, ho rifuggito solo due categorie: i cafoni abituati ad usare il turpiloquio e coloro, magari acculturati, che troppo spesso ho letto giudicare gli altri blogger, con evidenti tentativi di omologarli al proprio pensiero ed al proprio terreno culturale. Amo le condivisioni ma sono allergica alle omologazioni.
Autocontrollo, educazione, rispetto per gli altri, libertà di espressione, stile. Sono queste le mie “cifre”.
Poi un altro dei miei “periodi difficili” mi aveva allontanato dai blogs prima ancora che Splinder scomparisse. Ho avuto modo, durante questa mia “assenza forzata”, di osservare  un modificarsi prima lento , poi sempre più veloce, della maniera di fare blog. Non parlo dei singoli bloggers ma, in generale, parlo dei grandi numeri,  del panorama blog.  Si è consolidata un certo modo “mordi e fuggi” di commentare, tipico di altri  network  quali ad esempio Facebook. Un bisogno quasi compulsivo di saltare da un blog all'altro, lasciare frasi brevissime, un mi piace magari, un saluto,  senza nemmeno aver letto il post e tanto meno i commenti, che ha  stravolto, a mio avviso, quel che è di per sé la natura del fare blog. Certo, è più facile fare così, ma questo non è fare blog e , se vogliamo, questo ha decretato sì, un ridimensionamento  del numero complessivo dei blogs ma a favore, spesso, della qualità degli stessi. Perché uno zoccolo duro di persone che  ha ignorato sostanzialmente Facebook e similari esiste:  sono persone che amano scrivere, approfondire, confrontarsi, mettersi in gioco.

Personalmente non capisco che senso abbia seguire molte persone senza “leggerle”,  senza intuirne “l’anima”, preferisco seguirne pochi, quelli che mi piacciono di più e che destano il mio interesse, quelli che riescono a portare anche un eventuale dialogo non solo tra l'autore del post ma anche tra i vari commentatori: questo io intendo per “fare blog”,  questo è sempre stata la mia maniera di stare sui blog, questo è il mio "viaggio" qui.
Il vostro?






Naturalmente,  parlando dei blogs,  parlo di noi comuni bloggers, non parlo  dei Vip e della moda  di tenere un blog per fare "propaganda" politica... qui si aprirebbe un altro capito, quello di cosa sia l'informazione del futuro, e come si evolverà in un futuro prossimo il far politica... magari ne parliamo in un altro post. :)

37 commenti:

  1. Finite le ferie :)... riprendo il mio solito tran tran e, insieme, mi riprendo il piacere di rileggervi.
    Auguro a tutti un buon inizio settimana :)

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  2. da tempo è mia convinzione, dopo svariati anni passati prima in chat (Mirc) e poi in blogosfera, iniziando con splinder, che il tutto è preferibile per me rispetto ai più quotati Facebook o Twitter. Non m'aggrada quando si va troppo veloce, quando troppi galli cantano in unica arena senza ascoltarsi tra loro, a volte persino in cacofonia. Io sono contento, e credimi ero partito assai sfiduciato, di aver aperto il blog con il quale ho conosciuto gente davvero speciale. E mi spiace per chi ha lasciato, qualcuno aveva potenzialità di incantare senza saperlo, ed è stato un peccato.
    Teniamo duro ! :) Un forte abbraccio, buona settimana

    Simo

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    1. Eh si, Simone, noi siamo quello zoccolo duro cui accennavo!! eheheh!!
      Anche io conoscevo gente che scriveva in maniera meravigliosa, davvero... e che non son più riuscita a ritrovare. In un paio di casi ho trovato qualche post seguente alla migrazione da splinder... poi più nulla, ahimè :(

      La settimana è cominciata in maniera durissima, lavorato moltissimo, ma la fatica la sento doppia rispetto al solito.... mi ero adagiata nel dolce far niente :))))
      Un abbraccio a te :)

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  3. Io ho iniziato parlando di cinema , ora parlo anche di altro.
    La prima motivazione e' quella che indichi tu, una solitudine di fondoun incapacita' di trovare nel reale persone che avessero voglia e tempo di parlare anche solo di cinema.
    Ho trovato e conosciuto poi anche di persona , persone colme di mondi da manifestare, mondi interiori e passioni e interessi da condividere, e capacita' di ascolto e di confronto.
    Noto anch'io che c'e una tendenza al commento veloce che per nulla corrisponde a cio' che cerco, ma la selezione avviene naturalmente. Ed in ogni caso rispondo sempre in maniera educata.
    Sono felice di essermi affacciata in questo mondo e ancora oggi , dico a tutti i detrattori del mondo virtuale che non capiscono il valore vero e la livello di scambio che si puo' avere con questo mezzo.
    Ciao Perla!

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    1. Beh, Egle, non tutti hanno la forza, o forse la consapevolezza, di ricostruire alcuni tratti di strada della propria vita :)
      In quanto a conoscere di persona... non posso che essere d'accordo con te. Io conoscevo di persona la gran parte delle persone che scrivano su Agorà :)... e quando li ho conosciuti non è stata una sorpresa... era come se li avessi conosciuti da sempre, perché sul blog ci eravamo affacciati esattamente come eravamo... ed è stata una gran bella esperienza :)
      Ciao Egle ! :)

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  4. Ciao Perla, ho anch'io un blog dal quale sono stata assente per circa due anni non avendo più tempo per seguirlo, anch'io ho iniziato per desiderio di condivisione ma, scrivendo poesie, racconti e romanzi, il blog era partito con l'intento di capire se ciò che mettevo su fogli e fogli potesse piacere, quanto e cosa riuscissi a comunicare. Andando avanti nella mia brevissima esperienza, il blog ha accolto anche fatti quotidiani e vicende comuni.
    Preferisco di gran lunga anch'io un bel commento articolato, e ben vengano anche quelli che offrono spunti per approfondire e ampliare "la discussione" anche se uso facebook...ma quella è un'altra cosa, un tipo di comunicazione diverso e veloce molto utile per far "girare" alcune notizie, per rilassarsi con una canzone apparsa in bacheca perché un amico l'ha condivisa, etc
    Un saluto

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    1. Gabriella, innanzi tutto benvenuta tra queste Note :)
      Sì anche io ho FB, in quanto ad usarlo... non, si può dire che non lo faccio. Ad istinto non mi è mai piaciuto, aprii un profilo poichè, un amico su splinder, alla mia esplicazione circa il non piacermi, mi disse: ma se nn lo conosci come fai a dire che non ti piace?? Lo aprii ... e rimasi della mia idea. Mi ritornò utile però, allorché splinder chiuse i battenti, per mantenere alcuni legami amicali, per nn perderci di vista, insomma :)
      Ringrazio per il saluto e lo ricambio, sperando di farti visita a breve :)

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  5. Cara Perla, io aprii il blog su Splinder nel 2003 ( ilvecchiodellamontagna) con l'intenzione di riflettere insieme e comunicare conoscenze. Sono stati anni formidabili, con decine di commenti ( anche 80 ) e approfondimenti che spesso erano meglio del post che li aveva originati. Poi, lentamente, il clima culturale ( sì, culturale ) è cambiato. Scrivere un post non è facile; ci vuole una passione e una fatica che con Facebook non serve. Anche meno con le 140 battute di Twitter. Leggere stanca, figuriamoci pensare.

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    1. Sai Paolo che mi ricordo il tuo nick?? :))
      Io ho "l'insana" abitudine :)) di leggermi tutti i commenti (salvo i rari casi che non lo faccio perché vado di fretta) e spesso e volentieri ti ritrovavo dalla nostra comune amica LU :)... mi sa che qualche volte ti ho pure commentato... :) Mi ricordo i nick che mi hanno colpito, in una qualche maniera :)

      Come concordo circa la tua frase di chiusura commento!!! :))
      ... parlo di me stessa eh :)))... che io son nata stanca e vivo per riposare :)))) ( o meglio, vivei, se nn dovessi lavorare!!! ) :))
      Va beh :) io scherzo, ma nn troppo :)
      Un grande abbraccio :)

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  6. Io nasco come poeta, Rockpoeta :-) Il blog è nato dall'esigenza di scrivere di quello che succede intorno a me, a noi, sia in prosa che con la poesia.

    Sono stati anni straordinari e mi spiace molto che ora i blog abbiano meno fortuna. La colpa è anche di facebook ma soprattutto della gente che è cambiata nel tempo ed anche dell'uso che di un mezzo si fa.

    La crisi nasce con un certo disimpegno sempre maggiore (anche nel commentare in modo più attento a prescindere dai contenuti dei post ossia sociali o personali) e quindi con la nascita di un desiderio sempre maggiore di limitarsi a pochi segni quasi eterei e poco tangibili del proprio passaggio. Ecco quindi facebook che viene visto come soluzione unica e straordinaria. Facebook non liofilizza le menti ma permette di farlo attraverso un facile uso di fotine, "mi piace" ecc...

    In realtà se osserviamo i blog, tecnicamente non sono inferiori a facebook.Io posso postare una foto un video, scrivere una riga o due come post ma in realtà nessuno o quasi lo faceva e quindi esisteva un certo pudore ed imbarazzo a lasciarsi andare. Inoltre, e qui sì che può esistere una differenza con i blog, sui blog altrui puoi solo commentare e non "invadere" lo spazio del blogger come puoi fare, se ti viene permesso, su facebook scrivendo sulla bacheca dell'utente.

    Infine concordo con Paolo. anche i bloggers si sono stancati. Scrivere un vero post è cosa non facile e dispendiosa al contrario di facebook e twitter...

    Un abbraccio

    PS: di dove sei? Tanto per sapere se ho le possiblità di fare un reading o uno spettacolo teatrale anche dalle tue parti :-)))

    Daniele

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    1. Concordo sostanzialmente con quanto scrivi, Daniele :)
      ... solo su una cosa io apporterei una lievissima modifica: non è vero che nn si possa "invadere" un blog altrui... lo si può fare benissimo lasciando commenti articolati, come questo che hai lasciato tu, per esempio :) ... perché nella mia ottica, quando si riesce a stabilire contatti tra i vari commentatori, allora il post diventa quasi un alibi :)... ed i commenti, come succedeva a me, e come succedeva a Paolo ad esempio, erano sempre (o quasi, più belli del post stesso :))

      Io sono una cosentina, Daniele :) pensavo te ne ricordassi... scusami se non l'ho indicato, son stata un po' presuntuosa :))
      Magari arrivassi dalle mie parti!!! :) Me lo ha promesso anche Roberto, ma ancora non è successo :))
      Vorrei tanto ammirarvi sul palco, voi due :))

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    2. Cosenza per un genovese non è dietro l'angolo ma mi ci impegnerò :-)))

      Hai ragione sul fatto di "invadere" i blog altrui con commenti articolati (grazie per avermi annoverato tra questi) ma devi giustamente elaborare qualcosa di minimamente sensato e decente e non puoi mettere (e questo oggi limita tanti) il "mi piace" o meglio potresti anche ma è molto meno imbarazzante se lo si fa in un luogo dove quel comportamento è la regola e non l'eccezione.

      Ciao Perla!
      Daniele

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  7. E se fossimo tutti un po’ più stanchi, se ci fossimo stancati di raccontare noi stessi o almeno quella parte di noi che vogliamo esporre in queste vetrine di parole? Me lo sono chiesto più volte dopo la morte di splinder. Cambiando piattaforma tutto quello che avevo scritto su splinder di me è andato perduto. Avevo deciso di ‘filtrare’ il vecchio materiale e di ripubblicarlo sul nuovo blog, ma adesso penso che non abbia più gran senso. Che oblio sia!

    Il mio spazio nasce nel 2005 su innocente consiglio di Pino Scaccia, di cui ero un assiduo lettore ai tempi del suo blog di inviato di guerra. Il mezzo permetteva di saltare di colpo tutte le fasi della conoscenza, l’anonimato permetteva di esporre sé stessi per quel che si è veramente, non mediati da aspetto, voce, timidezza o altri lacci che ingombrano le relazioni della vita reale. Solo parole e pensieri su sfondo bianco, nient’altro. E così col tempo, pian piano, ho intrecciato, come tutti, rapporti con persone meravigliose, attente, sensibili e intelligenti. Ma i fili che uniscono sono sottili e la caduta di splinder ha significato un’ecatombe, una migrazione verso altre piattaforme meno adatte e molto meno sociali di splinder. Se a questo si aggiungono i nomali problemi della vita quotidiana, i problemi sul lavoro e una certa stanchezza ci si rende forse conto che tutto quello che avevamo da dire è stato detto e scritto. Questo almeno sembra essere il mio caso.

    Questo tuo spazio, Perla, è una delle poche isole rimaste dopo il diluvio. Meglio tenerselo stretto.

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    1. Dodo! :) Ci conosciamo dal 2005, infatti. Mi sembra verso Natale capitasti sul mio blog... io non sapevo ancora "muovermi" molto, facevo dei post che a rileggerli oggi mi viene il rimpianto per quanta ingenuità e "purezza" trasudavano :)... va beh :)
      Vedi da quanto tempo ci leggiamo???
      Ti ricordi le nostre "discussioni" su prosa, poesia e prosa poetica??? Ti ricordi quando ti dicevo che scrivevi poeticamente, che eri un poeta e tu a negare, schernendoti? :))Sai che ho ancora quella poesia che estrassi da un tuo post?? Qualche volta la pubblicherò:)).
      Tutto vero circa i problemi che sono aumentati a dismisura... vero quel che dici circa la stanchezza.... ma io vorrei aggiungere un elemento di riflessione a questo tuo commento che condivido: si ha un bel dire che si scrive per se stessi! Lo si fa per soddisfare un nostro bisogno, certo, ma è il fatto che si è letti, che si condivida, che si inneschi un confronto su quel che si è scritto, che induce a scrivere ancora, che fornisce quella linfa da cui scaturiscono idee e voglia di confrontarsi.
      Per me è stato così. Io avevo "abbandonato" splinder prima ancora che sparisse e quando ho cercato di ricominciare, in concomitanza proprio con "il diluvio" mi sono sentita "persa", non c'erano più le persone che mi leggevano e che leggevo, mi pareva senza senso scrivere: per chi??? perché farlo???
      All'inizio, quando cominciammo, io avevo molti post senza neppure un commento, e la cosa non ci pesava affatto. Poi non era stato più così... e ricominciare senza commenti era come parlare al vento, come spargere idee nel deserto.
      Ho saltellato qua e là, tra le varie piattaforme, ho creato blog ovunque... mi sono di nuovo distaccata perché non ritrovavo la stessa "atmosfera", sono entrata in un'altra chat, proprio per guarire dalla "agoraite" :)))
      Quando ho visto, dentro di me, che riuscivo a reggere anche all'assenza allora ho ricominciato a scrivere qui, con costanza anche se non con gli stessi ritmi:)
      Quindi ne ho tratto l'idea, se vogliamo l'insegnamento, che la perdita di un blog equivale a un "lutto" che bisogna elaborare, un lutto come può essere la perdita di un'amicizia, un divorzio... insomma un lutto metaforico))

      Io credo che tu abbia tantissimo da scrivere :)... io ero affascinata dai tuoi scritti e lo sai :) sia quando parlavi di viaggi tra i luoghi del pianeta, sia quando descrivevi certi viaggi dell'anima. Devi solo superare l'empasse, elaborare il lutto della perdita del blog... poi con una iniziale difficoltà, come quando si affronta una strada in salita irta e perigliosa, piano piano si ritrova se stessi, si ritrovano i propri passi.
      Dai, ti aspetto... :) ogni sentiero è più interessante quando si fa in compagnia.

      Nam myoho renge kyo :))

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  8. Sono entrato nel mondo dei blog e di splinder in particolare perché c'era una ragazza che avevo conosciuto in vacanza. Poi lei è andata via ed io sono rimasto e ho cominciato ad apprezzare il blog. Io vedo il blog prima di tutto non come forma di comunicazione, ma come forma di espressione. Forma di espressione è una poesia, un racconto, una scelta di dipinti, una bella frase ecc. Poi naturalmente uno vuole anche essere letto e comunicare, e per fortuna sui blog si trova sempre gente interessata a quello che si scrive, e credo si formino anche bei rapporti, virtuali, ma comunque importanti. E' importante vedere il blog come forma di espressione, perché mi sono accorto che "scrivendo si migliora la scrittura", cioè i pensieri diventano più chiari e forse diventiamo anche leggermente persone migliori. Bello il brano che hai scelto, credo di avere un cd di Bjornstad solo che non so più dov'è. AL3PH

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    1. Al3ph, benvenuto tra queste Note! :)
      Mentre tu scrivevi il tuo commento, o stavo rispondendo a Dodo :))... ed in parte abbiamo scritto cose simili :)
      No, su Splinder nn avevo avuto l'occasione di conoscerti. Ho notato una tua risposta, che mi piacque molto, sul blog di Monica ed entrai sul tuo blog, che trovai interessante. Commentai pure, ti ripersi di vista, per poi ritrovarti ... ed ora eccoti qui :)
      Potrei sottoscrivere il tuo pensiero circa la definizione di blog. Anche io penso la stessa cosa. Tu non puoi saperlo ma, quando c'era Splinder, avevo, insieme agli amici che commentavano su Agorà (che era il mio blog) un blog collettivo dove pubblicavamo tutti e dove si parlava di tutto che recava come sottotitolo: "Ogni poesia, racconto, immagine, dipinto è sempre espressione dell'anima"... ed il titolo del blog era, appunto, Immagini d'anima :).... quindi, come puoi notare, siamo lì :)

      Bjornstad non lo conosco da tantissimo, saranno un tre anni circa ed ho cercato a lungo suoi CD quando andai a Roma, da me non ne esistevano... ma neppure a Roma li trovai :)
      C'è un brano di Ketil Bjornstad che amo tantissimo, Lovers Infiniteness, che riprende una poesia bellissima di J Donne. Per me una delle più belle poesie d'amore, in assoluto :)

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  9. Ah io l'ho scritto tante volte, il mio ingresso nel mondo blog è avvenuto proprio per caso, su richiesta di un collega che voleva fare un blog per i suoi alunni e non sapeva da quale parte cominciare. Così costruii un blog per me come prova e lo feci su varie piattaforme contemporaneamente per testarle: Excite, iobloggo, bloggers e splinder. Dopo aver confrontato e verificato quelle migliori, continuai su bloggers e splinder, in "carta carbone" senza crederci troppo. Ero pure preoccupata perchè non sapevo cosa scrivere. Poi iniziarono i primi commenti, le prime amicizie. Cominciai ad incuriosirmi leggendo i post altrui, scoprii tante belle persone ed imparai molto, fino ad appassionarmi e a non lasciare più questo ambiente. Sono qui dal 2004 e sono quasi dieci anni. Facebook mi è servito per ritrovare le persone reali del mio passato, il blog per conoscere persone nuove e allargare il mio mondo. Del resto io sono una logorroica e le brevi frasi che si scrivono su facebook non fanno per me. Il mio è un blog senza pretese, semplice come sono io, ma mi ha permesso di conoscere persone stupende come te, Dodo, Giuseppearmando e tanti altri con cui sono rimasta in contatto anche se non scrivono più. Ho imparato qualcosa anche dai conflitti e, ammettiamolo, persino i fuochi d'artificio con Astrogigi sono stati sicuramente costruttivi. ;)

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    1. Anche io dal 2004, Kathe, fine 2004 :)
      Il tuo è un blog sereno, Kathe :)... è il blog dove amo entrare quando sono alla ricerca di "realtà", di saggezza semplice ed efficace, visto che io ogni tanto amo i voli pindarici :))

      Astrogigi,Amalteo... sai che mi piacerebbe rileggerli??? Nonostante gli innegabili "fuochi d'artificio, come li chiami tu :)))... mi piacerebbe rileggere se per loro qualcosa è cambiata oppure no.
      E poi anche gli "scontri" più violenti servono a farci crescere, anche se a volte non portavano da nessuna parte, se non ad un irrigidimento delle proprie posizioni :)
      Grazie per l'immeritato complimento :)

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    2. Ah, non so Amalteo, ma Astrogigi è sicuramente ancora in circolazione e il suo blog è attivo. Mi pare che, ultimamente, si sia anche addolcito un po'. Chissà...sarà l'età eheheheh!

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    3. ehhhhhhhhhhh allora non ci butterà fuori dal suo blog se si è addolcito, Kathe :))... che dici, lo commentiamo??? :)))

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  10. Splinder è morta, viva Splinder!
    Scusa la battuta, Perla, ma il tuo post ha generato una serie di scambi che portano tutti a un denominatore comune: il rimpianto per ciò che è stato e che ora non è più. Parli di elaborazione del lutto, ma l'impressione che ne ricavo è che il lutto sia ancora da rielaborare.
    Ma passiamo al tema che proponi.
    Al blog sono arrivata come naturale evoluzione del mio tardivo avvicinamento al mondo virtuale (per "ricerca", preferisco dire, piuttosto che per "solitudine") e della mia passione per la scrittura. Ho iniziato con alcuni brevi testi su un sito in cui il blog è solo un accessorio mal sviluppato e ora su un sito che conosci e che mi trattiene.
    Ho provato, su tuo consiglio, Blogger (che forse somiglia alla defunta Splinder), ma lo trovo difficile, farraginoso, poco elastico. Insomma, qui non riesco a trovare la stessa facilità di incontro e intreccio che misuro sull'altro sito. Mi sto cioè rendendo conto che la struttura della piattaforma condiziona quanto i contenuti che ci si possono trovare.
    Per continuare sulla linea del tuo post, non considero il blog un succedaneo del diario personale (i contenuti del mio non li svelerò nemmeno sotto tortura!) ma un'occasione di mostrare parti di sé che in altre epoche sarebbero state relegate a pochi fogli vergati a mano e cuciti con cura, legati da nastri di raso e chiusi in vecchie scatole di cartone. Ora invece, le stesse cose che un secolo fa sarebbero rimaste dimenticate in un angolo della casa, possono venire mostrate. Il virtuale offre, come dici tu, un'occasione in più per confrontarsi con altri su questioni profonde, meditate, su temi che stanno a cuore. Anche per scherzare (ma con intelligenza).
    Un'occasione in più, insomma. Per crescere, mi viene da dire, per aprire le nostre menti attraverso il confronto e lo scambio.
    Uno scambio che mi piacerebbe riprendere anche con te, sul mio blog.

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    1. Tu mi insegni, Dealma :) che quando di un qualcosa se ne parla è perché l'elaborazione è avviata, magari non è stata del tutto completata, manca una piccola parte ... manca la "smitizzazione", ma a questa ci stiamo arrivando :)
      Questo post era nato con un altro intento... o meglio io intendo dire altro quando ho cominciato a scriverlo... poi quando ho finito mi sono resa conto che, in effetti, sembrava un amarcord ma l'ho lasciato così... e le risposte che sono arrivate hanno dato ragione alla mia intuizione: ci siamo raccontati... e raccontarsi significa conoscersi di più, anche perché su questo blog scrivono molti nuovi "amici bloggers". Raccontarsi, tu me lo insegni, significa creare un terreno comune, passaggio fondamentale se si ha come obiettivo quello di creare conversazioni condivise non solo tra me e chi lascia un commento, ma anche tra i vari commentatori :)

      Blogger non somiglia neppure un po' a Splinder ma tra le varie piattaforme che ho visitato è, insieme a wordpress, la migliore per funzionalità. Naturalmente a mio avviso
      Ho scelto Blogspot perché questa piattaforma non obbliga chi commenta a lasciare la sua mail... in un certo qual modo è meno invadente.
      Nel sito che tu citi, e che è il luogo ove ci siamo "ritrovate" esiste quel che nessuna piattaforma (tranne Splinder) ha: la community, anche se sostanzialmente diversa da quella di Splinder stessa. Capisci ora perché tutti la rimpiangiamo?
      Il sito che tu citi a me non è mai piaciuto. Come a te gli altri.
      Posso anche sbagliarmi, anzi forse è sicuramente così, ma credo che sia solo questione di abitudine. Ovvero, io mi abituo a certe funzioni, a un certo modo di stare sui blog, a una certa maniera di creare legami virtuali e una volta abituata avrò difficoltà a cambiare, ad apprezzare appieno quel che trovo.
      Non è chiusura mentale, bada bene :) non dico questo.
      Dico che siamo animali abitudinari, e ne paghiamo lo scotto :)
      Concordo appieno su quanto scrivi circa i blog e la loro funzione... in quanto a noi due, ai nostri scambi... ebbi modo di dirtelo :)... se non me ne sono andata del tutto, se non ho cancellato il nick è proprio perché ho incontrato gente come te :) ( e pochissimi altri)...uno scambio che non intendo far venir meno :)
      Ma è un

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    2. "Ma è un " non c'entra niente, sorry... Come cavolo si trova qui??? :)))

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    3. ...appala! con tutti i tuoi "tu mi insegni" e "come tu mi insegni" pare che io abbia la scienza infusa. O che (peggio!) io creda di esserne dotata! :-D
      Sulla questione piattaforme, concordo a pieno: ci si abitua a certi strumenti, a certi modi di fare conoscenza e di coltivarla, il che avviene appunto attraverso le funzioni messe a disposizione dal sito.
      E d'altro canto ci sono modalità a cui ci si abitua più facilmente, altre meno: credo che sia qui che entra in gioco la scelta. Si sceglie lo strumento che si preferisce, e lo si preferisce perché risponde ad abitudini (relazionali, in questo caso) pregresse.
      Ripensandoci (e ripensando alla struttura del blog come strumento di comunicazione) credo che il blog in sé sia nato come vetrina (la ricerca di quel qualcuno con cui poter parlare sentendosi ascoltati) intimistica (il concetto di diario, appunto).
      La successiva associazione del blog a delle community ha permesso alla vetrina di diventare più "visibile" ma anche più inflazionata, e così la selezione, che altrove avveniva in modo naturale, è diventata meno accurata; e così ci si ritrova a leggere commenti di cui si farebbe volentieri a meno o a venire coinvolti in beghe insulse. E totalmente sconnesse dal contenuto del post.
      C'è un po' più di disordine, insomma, e un po' più di superficialità, in certi siti. Ma se il disordine e la superficialità (in certa misura!) è ciò a cui siamo abituati, allora quei siti ci piacciono.
      Ma è un...
      (a me come chiusa non dispiace!)

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    4. Dealma :)... la scienza infusa credo non l'abbia nessuno, mentre passa attraverso il riconoscimento altrui la propria "autorevolezza" :)
      Mi spiego? Io penso di essere una persona dotata di grandissima cultura e mi pongo, verso gli altri, un gradino più su. Questo non solo è sintomo di un complesso di inferiorità, ma anche di inesatta percezione di sé, se a quel che mi sento di essere non corrisponde l'altrui riconoscimento.
      Fromm (vedi che devi leggertelo??? :))) io sono una frommiana convinta e lo trovo appropriato in svariati contesti) diceva (più o meno) che siamo animali solitari che hanno bisogno del gruppo per sopravvivere , quindi forzatamente animali sociali, che inviano "messaggi " verso la società, per poter poi essere da questa riconosciuti come facenti parte di essa. E nei messaggi che la società riflette, costruiamo la nostra identità.

      Che Fromm mi perdoni se la mia memoria imperfetta mi ha fatto scrivere assurdità :)))

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  11. Perla,
    scrivere per noi stessi, mettere su un foglio bianco i propri pensieri è un esercizio che trovo utile; condividere con altri alcuni di questi pensieri è anche piacevole. Forse ci illudiamo di scrivere solo per sé, ma confrontare ciò che scriviamo con il pensiero altrui ci aiuta anche a capire noi stessi, ad posizionarci in relazione agli altri, forse è anche un po' terapeutico.
    Non sono il numero dei commenti che mancano, ma il loro contenuto, quella certezza che i soliti noti avrebbero lasciato traccia di sé approvando, criticando, smontando pezzo per pezzo il tuo ragionamento per rimontarlo in altra forma e colore (a proposito, perché non provi a stanare anche il perfido pittore dal suo antro di vernici?).
    Ricordo bene le chiacchierate e le discussioni con te, ma non ricordo la poesia di cui parli.
    Vedrò di darmi una mossa e di scuotermi di dosso un po’ di polvere.

    Kat,
    Non vorrei essere troppo nostalgico … Delle tue leggendarie discussione con astrogigi ne ricordo un paio che arrivarono ad occupare persino i cento commenti in un paio di occasioni. Peccato. Avreste potuto arrivare a cento. ;-) In compenso se a questi si aggiungono i messaggi privati relativi alla discussione in corso si può benissimo raggiungere cifre vicine al fantastiliardo.

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    1. Dodo, lo vedi che io ho ragione ( io ho sempre ragione, ehehhehehe!!... va beh , dai, lo sai che esagero :)) )
      Tu scrivi:
      "Non sono il numero dei commenti che mancano, ma il loro contenuto, quella certezza che i soliti noti avrebbero lasciato traccia di sé approvando, criticando, smontando pezzo per pezzo il tuo ragionamento per rimontarlo in altra forma e colore "
      ... io volevo dire la stessa cosa, solo che sono meno poetica di te :))
      Il perfido pittore ho provato a stanarlo... mi ha risposto che non intende più impegnarsi in un blog poiché ha trovato qualcosa di meglio in cui impegnarsi ( e visto cosa, non riesco a dargli torto)... ma non ho perso del tutte le speranze di farlo affacciare qui, prima o poi... lo sai, io sono tenace ... :)
      Nel prossimo post risponderò a Giuseppe, poi posterò la poesia... la riconoscerai :) (io ricordo benissimo il post da cui è stata tratta!!) :)

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    2. Ahahahahah Dodo, tu forse non sai che, dopo quell'epico scontro con Astrogigi e relativa provvisoria pace, sono riuscita a farmi cacciare pubblicamente un'altra volta dal suo blog con la motivazione che "siamo troppo diversi"!Poi ho avuto l'impressione di un nuovo momento di tregua e adesso, chissà, non so nemmeno su quale sponda ancora mi trovi!Ma non tutto è perduto...tutto è ancora possibile! :)

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  12. Sicuramente io appartengo alle I due categorie, vorrei sperare anche alla III.
    Telegrafico non sono, anche se, a volte, mi escono risposte fulminanti.
    Ti ho risposto, Frà, dedicandoti un post. Questo il link http://ipazia.iobloggo.com/139/dedicato-a-francesca
    Spero non ti addormenterai prima di arrivare in fondo.
    Non sono riuscito trovare il tempo perscriverlo più completo, come ho indicato alla fine.
    Attendo i tuoi commenti

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  13. Ho letto e commentato , Giuseppe... almeno un primo commento, poi ne seguiranno altri. Per me è iniziato un periodo di intensissimo lavoro, quindi mi devo ritagliare dei piccoli spazietti qui e là.
    Su idee e ideali ti risponderò qui con un altro post :)
    Tu telegrafico??? ... ehm ehm... Giuseppe se era una battuta è riuscitissima :))
    Ti voglio bene, ti conosco un po', penso che non ti arrabbierai con me se qualche volta provo a prenderti in giro , vero???

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  14. Anche io mi sono affacciata al web attraverso le chat di yahoo ai tempi in cui 15 anni fa la rete non era così inflazionata e, forse, era migliore almeno culturalmente.
    Il mio lavoro mi porta a viaggiare ed a conoscere persone interessanti e 'impegnate' ma questo non significa che in rete io non abbia conosciuto persone altrettanto valide che mai avrei incontrato diversamente.
    Di quel periodo sono rimaste tre amicizie molto profonde consolidatesi negli anni.
    E' poi subentrato il blog che sicuramente è collegato con una forma più o meno riconosciuta di narcisismo.
    Tu asserisci che dal modo di scrivere, dalla 'presentazione', da quel che sono gli argomenti trattati si rivela l'essenza delle persone.
    Questo vero ma solo in parte e come in tutte le cose (e le persone) visono molti non detto.
    Le mie 'heads' variopinte, colorate rientrano in una forma di gioco, una tavolozza che mi piace modificare e 'intonare'.
    Perchè scrivo? Innanzitutto scrivo 'sino a un certo punto' e dico (o non dico) solo quello che voglio dire.
    I miei sentimenti sono una cosa privata e ne ho grande pudore e continuo a consegnarli all'ultimo quadernetto di quella pila nascosta sopra la libreria.
    Poi c'è la condivisione con un mondo 'altro' dal tuo. Un modo di interfacciarsi che va oltre il cerchio protetto nel quale solitamente agiamo.
    Poi, ovvio, ce la grande solitudine, il bisogno di trovare un amico immaginario, insomma è difficile da dirsi.
    Nel mio post che tu hai commentato su Face book io condanno (eccessivo?) l'esibizionismo cui il mettersi in vetrina comporta. L'esigenza di essere sempre qualcosa di più. Di 'postare' le foto meglio riuscite, le dichiarazioni di stima ricevute, i 'mi piace' e il numero degli 'amici'.
    Condanno il web quando si sostituisce alla realtà e ne crea una da soap.
    Condanno le ore passate a guardare il monitor a discapito di una passeggiata.
    Ecco qua, sono andata troppo a ruota libera? Piove forte e la cagnola vuole uscire (di lei e dei miei animali mi piace raccontare ;) )

    Buonanotte dunque e buongiorno e 'Che il web sia con noi'.

    sherannieannimainpienaautonomia


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    1. Più che di narcisismo vero e proprio io parlerei di riconoscimento di sé, Shera :)... secondo la mia visione del narcisismo esso contiene una componente patologica che non necessariamente il blogger (generico) possiede.

      Tu scrivi:
      "Le mie 'heads' variopinte, colorate rientrano in una forma di gioco, una tavolozza che mi piace modificare e 'intonare'."
      Beh, a mio parere questo è un esempio lampante di quel che affermavo circa l'evidenziazione della propria "essenza" tramite il blog... Dici che è un gioco, e non è forse il gioco uno dei tratti della propria personalità?
      Naturalmente so bene che ci son persone che indossano una maschera, qui dentro, e costruiscono un blog che nn somiglia loro per niente. Ed è a questa tipologia di persona che mi riferivo, quando dicevo "che, a volte, rappresentano non tanto quel che siamo quanto l’aspirazione verso quel che si vorrebbe essere".

      Per quanto riguarda la tua interessante analisi di Facebook, la condivido in massima parte, ma mi chiedo: cosa c'è dietro l'esibizionismo (che l'esibizionismo è l'effetto di un qualcosa, non la causa) ??? Che ci sia una inconscia solitudine interiore, un disagio non sempre manifesto?

      Bella la tua esortazione ... e che il web sia con noi, dunque! :)

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  15. Beh, io ci ho riprovato un po' di tempo fa ( dopo la seconda epica cacciata, un bel coraggio, no?) non mi ha risposto, ma non mi ha nemmeno cacciata. E' un bel progresso, ti pare? Chissà se gli stiano fischiando le orecchie hihihi! ;)

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    1. Immagino proprio di sì, Kathe :)) gli faranno male tanto fischiano :)))

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  16. Evidentemente mi ero sbagliata, sui blog.
    Il tuo è vitale come lo era il mio alcuni anni fa.
    Poi mi sono persa.

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  17. Evidentemente mi ero sbagliata, sui blog.
    Il tuo è vitale come lo era il mio alcuni anni fa.
    Poi mi sono persa.

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  18. Evidentemente mi ero sbagliata, sui blog.
    Il tuo è vitale come lo era il mio alcuni anni fa.
    Poi mi sono persa.

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