venerdì 18 ottobre 2013

Il Bel Paese

Nell’aria di burrasca che avvolgeva
tutte le cose e tutte le persone
solo un insegnante di pianoforte
nutrendosi di musica, si astraeva
dal caos che vigeva nel paesone.
Non era un piccolo paese, attenzione,
era quel che si definisce una nazione
ma dalla mentalità così oscura, contorta  
da stare tutta insieme in un cilindro
senza coniglio da usare come scorta
Ognuno aveva una ricetta nel suo antro
ma non una ricetta da libro di cucina,
quanto ricette miracolose in quantità
come l'idea di come guidare una nazione
facendo solo promesse a vuoto da esibire.
Da queste poche righe si capisce
che quella era una nazione particolare
una repubblica delle banane  che imbruttisce
dove ognuno, che banalità!, voleva comandare
spargendo sugli altri sale e fiele, senza scampo,
come doni, al vetriolo, dei quali ringraziare.

Il temporale, pur se preavvisato
da segnali indubbi e inconfutabili
arrivò all’improvviso sul paesone
e piovve, come potete immaginare.
Piovve, però, sulle solite persone:
piovve sugli ignavi abituati a delegare
piovve sugli arrabbiati senza potere
piovve sui poveri in canna  e su metà del cielo.
Perché la pioggia, in questo bel paese
aveva una straordinaria propensione:
risparmiava i furbi e gli arrivisti
i destrorsi che non mollavan l'osso
i comici con blog e gli affaristi
i  noiosi, litigiosi politici a sinistra
i guru di ogni campo, che fan proposte a iosa
i ruffiani e i leccapiedi che non mancan mai.

Qualcuno bravo l’aveva previsto, tempo fa
“o serva Italia di dolori ostello
nave senza nocchiero in gran tempesta
non donna di province ma bordello”
ma l'esperienza in questo bel paese, lo si sa
è ritornello da dimenticare in maniera lesta
meglio pensare di esser sempre i migliori
cullandosi, come idioti indotti, sugli allori
Siate sereni  queste cose non me le ha dette Giove,
non le ho lette su un giornale, un gazzettino
un biglietto di cioccolatini  o chissà dove:
questa è la situazione nel nostro bel paese
è sotto gli occhi di chi vuol guardare
alla portata di chiunque voglia capire.
Morale in questa storia non ce ne è
è arrivato il tempo che ognuno pensi a sé
non scordandosi del fratello in difficoltà.
Un ossimoro, quest’ultimo, non da niente, in verità
 se  dalle astratte "prediche" 
passi, in prima persona, alla REALTA’.



16 commenti:

  1. Sono giorni straimpegnati per me :)
    Non è negligenza, se non passo a leggervi... è solo mera mancanza di tempo (certo il raffreddore cronico che mi ha colpita, insensibile a qualsiasi trattamento farmaceutico o semplici rimedi, non mi aiuta di certo) ma non dispero di ritornare a breve alla mia routine di lettura. Una volta tanto la routine ha un sapore dolce e bello...
    Buoni giorni a chi passa qui :)

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  2. Grazie ti auguro di guarire presto in modo definitivo. Davvero un "Bel Paese" non c'è che dire...

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    1. Grazie :)... lo spero, anche se le condizioni climatiche complottano contro di me :))))

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  3. l'avevi lasciato Perla sospeso questo canto o invettiva.l'hai limato arricchito minuito sempre con passione e perfino dispiacere. bene bene. mi piace . Morale c'è però aperta nell'ossimoro-
    ma in verità oggi che la terra tende al grigio nero io penso che siamo diventati il paese dei fagiolini a 80 euro al chilo .Cronaca dei giornali prima pagina . lettori in balìa di stronzi

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    1. Siamo "merce" per loro e ci trattano secondo una codificata strategia comunicativa :) ne sono convintissima!!! quando ho più tempo ne parleremo :)

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    2. Ciao Perla, aspetto di sentire la tua al riguardo :) buon tutto

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  4. Partendo dalla fine si può dire che se in questo Paese non ci fosse un legame forte tra parenti e soprattutto tra genitori, nonni e figli la situazione sarebbe ancora più grave. Spesso sono proprio i nonni con la loro pensione a sopperire alla mancanza di un vero welfare.
    Al3ph

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    1. Già, concordo appieno, Aleph, i tanto maltrattati legami familiari, specie in certe zone d'Italia, sono l'unico vero welfare che esiste!!!

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  5. Già...oggi i nonni aiutano i nipoti e i loro genitori ed è solo grazie a loro che molte famiglie vanno avanti. Al prossimo turno però, chi aiuterà i figli dei nostri figli? Noi saremo ancora nonni capaci di aiutare i nipoti? Già oggi, come genitori, siamo in difficoltà. Il Bel Paese finirà per trasformarsi in un bruttissimo Paese!

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  6. L'ascensore sociale in discesa a tutto gas!

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  7. Perché la pioggia, in questo bel paese
    aveva una straordinaria propensione:
    risparmiava i furbi e gli arrivisti
    i destrorsi che non mollavan l'osso
    i comici con blog e gli affaristi
    i noiosi, litigiosi politici a sinistra
    i guru di ogni campo, che fan proposte a iosa
    i ruffiani e i leccapiedi che non mancan mai.

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    corruzione italiana. a tutto campo. affaristi . non hanno mai avuto il senso della comunità ma solo della propria parte.della propria famiglia della cosca di Cosa nostra . tutto è concesso al particolare. micidiale storia vecchia che si ripete fino ai nostri anni . l'Italia non ha mai avuto una rivoluzione e una rottura completa della classe dirigente corrotta - senso dell'altro valore zero. ognuno fa la sua parte . pubblico e privato -s'intrecciano. oh come è bello parlar d'amore all'amichetta amante sulla rete quando la moglie vede e ascolta. sudici

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  8. La classe dirigente ce la siamo scelta...in un catalogo che aveva poca scelta! Che ci vorrà a quest'Italia, al mondo intero, forse più gente di Cuore, consapevole, più gente che capisca che non si porta dietro niente e che se il mondo va in rovina non avranno dove spendere i loro bei quattrini... una classe dirigente senza nessuno da dirigere... che faranno? Un Pianeta prosciugato, vita soggiogata, seviziata, sfruttata... altro che ripresa! Senza ripresa culturale temo sia difficile, parecchio difficile, una ripresa sociale!!!

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  9. la classe dirigente sì la abbiamo votata. e non votata. col porcellum non avevamo scelta . si sono scelti da soli. la cosa che fa male è che siamo un popolo intronato senza morale nè discernimento. loro brigano e brigano e lo sappiamo ormai. ma ci va bene così. indignazione solo in parte dell'Italia . agli altri non frega nulla. s'arrangiano .e la smettano i nonni a parare il culo ai nipoti . si prenda coscienza delle difficoltà e in marcia.

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  10. Perla hai aperto il vaso di Pandora, un tempo forse ci saremo buttati a capofitto su una discussione di questo tipo, oggi siamo rintronati o scoraggiati, il profondo senso di inutilità che ci circonda fa passare anche la voglia di discutere.
    Eppure la chiave per una certa, sicura ma lenta soluzione non è impossibile, l'abbiamo davanti e non la vediamo: dobbiamo leggere ( da questo punto di vista il commento di Gabriella è esemplare) leggere senza paraocchi e sfondi di comodo ideologico, leggere la storia di questa penisola negli ultimi 2 secoli. Se conosciamo la storia non ci risulterà più incomprensibile quello che stiamo vivendo e potremo finalmente affrontarlo...assieme? NON LO SO, questo proprio non lo so. L'unità è artefatto letterario da noi, un arto staccato dal resto che vive socialmente, geograficamente e storicamente altre condizioni. Potremmo cominciare a chiederci perchè è così. Perchè le annessioni del 1860 e COME. Chiederci di Cavour, Garibaldi, I Savoia.. della lotta al brigantaggio, Di Cialdini! chiederci quando è iniziata la nostra emigrazione. Chiederci dei Florio, e della grande guerra e dei suoi postumi dai quali nacque il fascismo. Non siamo così per caso e quando parliamo sproloquiamo perchè ormai non sappiamo, non sappiamo più; è su questa immensa e diffusa ignoranza che i bastardi seduti in Parlamento fanno affidamento. Fuori da questo contesto c'è rimasto solo quell'altro, L'IDEOLOGIA che è cosa diversa dall'idea, il sistema migliore per continuare a massacrarci è quello degli antichi romani, DIVIDE ET IMPERA, litigate, continuate a darvi dei fascisti...comunisti, continuate. Ci hanno già sconfitti. E venduti.
    Mi accorgo di portare anch'io acqua al mulino della nostra completa macinazione. Mi taccio.

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  11. [[b]Nheit, Kathe, MG, Gabriella, Enzo[/b]
    lascio una risposta collettiva, perché penso che, anche se sotto vari punti di vista, i vostri commenti vadano verso una conclusione comune. Ed anche perché è bello leggerci l'un l'altro.

    C'è un aspetto della società italiana, che la contraddistingue rispetto ad altri Paesi europei, ed è il ruolo della famiglia e (in passato ) il ruolo del vicinato, come unica rete sociale efficiente, l'unica che servisse effettivamente e conoscesse i bisogni della società nel suo complesso, pur se con qualche differenza tra nord e sud.
    Una differenza che si è andata assottigliando negli anni, con l'aumento dell'individualismo esasperato, con una certa tendenza all'indifferenza verso gli altri, verso quell'imperativo: mi faccio i fatti miei.
    Il punto è che a forza di farsi i fatti propri, distogliendo gli occhi dalle sofferenze altrui, si fa il deserto attorno.
    La corruzione è un cancro che interessa, da sempre a qualsiasi latitudine e in qualsiasi periodo storico, ogni società. Nel nostro bel Paese però è stata fatta diventare "sistema", però, ed è questo quel che rende un Paese "normale" in un Paese marcio. Sono almeno 30 anni, se non di più, che valori come onestà, lealtà, dignità, integrità morale, etc etc, sono stati progressivamente affossati, fino a ribaltare completamente la scala valoriale della società.
    Se sai "camminare" sopra gli altri pur di arrivare ai tuoi obiettivi, se sei disponibile a chiudere gli occhi davanti a furberie e sopraffazioni, pensando che questo possa avvantaggiarti, se operi una sistematica denigrazione del tuo prossimo, se sei disponibile a credere a qualsiasi panzana ti venga propinata se la stessa collima con i tuoi interessi, se sei disponibile a vendere l'anima per avere successo... allora sei figo, sei in gamba, sei intelligente.
    E' un aberrante modello che ci è stato subliminato in tutte le salse e con qualsiasi mezzo: dai programmi tv, alla carta stampata, alla pubblicità.
    Solo chi SA LEGGERE, e legge di tutto con attenzione e con senso critico, riesce a fare una qualche differenza, riesce a discernere i pensieri indotti dai pensieri propri.
    In effetti la differenza tra ideologia ed ideale sta tutta qui.
    Se le tue idee - che siano di destra, di sinistra, di alto, di basso, di vatteneapesca - sono effettivamente TUE idee, anche se son simili a una teorizzazione altrui, allora la tua non è accettazione acritica, ma scelta consapevole, NON E' a mio avviso ideologia, poiché i tuoi bisogni effettivi, reali, consapevoli, hanno forgiato il tuo ideale. Bisogni, sogni e non interessi personali!!!
    E gli ideali uniscono, dovrebbero unire, non dividere. PERCHE' NESSUNA IDEA E' MIGLIORE DI UN'ALTRA, IN SENSO ASSOLUTO, ma tutte dovrebbero andare verso quel che è il miglioramento delle condizioni umane.
    Chi, attraverso il potere, riesce a "dividere et imperare" non si rivolge a cittadini con intelletto, ma alla massa acritica che vede il proprio beneficio dalla sistematizzazione di quelle idee, che segue come un gregge l'idea d uno, o di pochi, senza porsi domande e che, in tal maniera, diventa IDEOLOGIA.
    Concordo con quella esortazione a LEGGERE, informarsi, comparare e non chiudersi MAI IN UNA SOLA IDEA CREDENDOLA LA MIGLIORE, come unica strada per non abdicare dalla propria capacità di decodificare il mondo che ci circonda. E non dimenticare mai quel che la Storia ci ha insegnato.
    I margini di libertà di pensiero sono molto ma molto ristretti, ma io credo che ancora ci siano. Se non avessi questo sogno, questa idea, questa determinazione non avrei nemmeno più la voglia di combattere, di protestare, di provare a cambiare nel mio piccolo quel che non va: sarei semplicemente una morta che cammina.

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  12. Mi è venuta in mente una canzone dei MCR....la posto qui....cambiano i simboli, ma non l'essenza...

    Ho quarant'anni qualche acciacco troppe guerre sulle spalle
    Troppo schifo per poter dimenticare
    Ho vissuto il terrorismo stragi rosse stragi nere
    Aereoplani esplosi in volo e le bombe sopra i treni

    Ho visto gladiatori sorridere in diretta
    i pestaggi dei nazisti e della nuova destra
    Ho visto bombe di stato scoppiare nelle piazze
    E anarchici distratti cadere giù dalle finestre

    Ma ho un armadio pieno d'oro di tangenti e di mazzette
    Di armi e munizioni di scheletri e di schifezze
    Ho una casa piena d'odio, di correnti e di fazioni
    Di politici corrotti, i miei amici son pancioni,

    Puttanieri, faccendieri e tragattini
    Sono gobbi e son mafiosi massoni piduisti e celerini.

    Ho quarant'anni spesi male fra tangenti e corruzioni
    Ho comprato ministri faccendieri e giornalisti
    Ho venduto il mio di dietro ad un amico americano
    E adesso cerco un'anima anche di seconda mano

    Ma ho un armadio pieno d'oro...

    Ho quarant'anni ed un passato non proprio edificante
    Ho massacrato Borsellino e tutti gli altri
    Ho protetto trafficanti e figli di puttana
    E ho comprato voti a colpi di lupara

    Ma ho scoperto l'altro giorno guardandomi allo specchio
    Di essere ridotta ad uno straccio
    Questo male irreversibile mi ha tutta divorata
    È un male da garofano e da scudo crociato

    Ma ho un armadio pieno d'oro...


    Ciao
    Andrea

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