giovedì 10 ottobre 2013

Un Amore Altrove

Erano una coppia, una coppia  come tante.
Lei una donna fragile e sognatrice,  talmente  sognatrice da trasformarsi in un camaleonte della realtà. sempre pronta,  come era, ad adattare la realtà al sogno e non viceversa.
Lui chiuso in se stesso, pragmatico, realista fino allo spasmo, combatteva contro i suoi stessi sogni nell’eterna paura di vederli realizzati, nella paura che se ne realizzasse almeno uno.
Due mondi limitrofi e paralleli, che trovavano, però, nel dialogo incessante e completo, il terreno della condivisione dell’esistente, in una distrazione di se stessi.
Poi lei smise di parlare con lui, e lui non seppe chiedere mai il perché. Non era per indifferenza o  egoismo,  aveva solo perduto il gusto della parola. Così continuarono a dormire uno accanto all’altra in una empatia stravolta, vivendosi di spalle.
Un giorno d’autunno, mentre i mille colori delle foglie raccontavano una tardiva improbabile  allegria, lui scostò le tende su una figura esile che attraversava l’orizzonte, scomparendo oltre esso. Oltre il quotidiano, oltre le cose. Oltre.
Si scrissero migliaia di lettere non spedite, in una sorta di sfida al silenzio che nutre e custodisce. E finalmente si riconobbero appartenenti, nell’ombra di un Altrove.





Per il video ringrazio immensamente Ray :)





26 commenti:

  1. ...molto suggestivo....ma anche molto triste...almeno questi sono i sentimenti che suscita in me....non so se riuscirei a dormire nello stesso letto ed a vivere il giorno di spalle....
    Ciao
    Andrea

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    1. .... eppure ci son coppie che vivono questo stato di cose!
      Grazie, Andrea, un abbraccio

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  2. è un frammento di vita. e nella vita avviene di tutto. ognuno ha la sua storia. nel racconto di Perla c'è l 'urlo che blocca la parola. l'amaro nello stomaco. il raggomitolarsi in se stessi a spalle avverse .la comunione è finita . non vanno in pace. l'autunno della vita improbabile allegra è questo. né prendere né lasciare. e così sia. Perla segna un giorno mosso dal vento nelle tende. lei se ne va esile veloce ma lascia all'ombra la sua ombra e le lettere non spedite - requiem. bel racconto .un sospiro. di chi sa . .Perlina una sbronza ci vuole qui per rassettarsi a vivere

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    1. La comunione che, nel caso della coppia del romanzo era fatta di sole parole, è finita.
      Ma le parole, da sole, posso riempire una vita?

      Guarda non bevo, ma una sbronza insieme a te la prenderei... tanto a me basta una birra o mezzo bicchiere di vino per essere brilla :)))

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  3. Una pugnalata al petto. Bellissimo ma questa incomunicabilità è davvero tagliente, E quell'altrove potrebbe solo essere un altra vita, sempre ce ne possa essere un'altra. Quel mancato coraggio reciproco, è come non guardarsi avendo paura delle risposte dell'altro. E' come scappare, morire. E' devastante. Quella apparente malinconia autunnale che si sente nelle tue parole lascia però spazio alla storia ed a quell'incomunicabilità come un muro trasparente ma invalicabile.

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    1. ERRATA CORRIGE: "Un'altra vita" ovviamente il tasto apostrofo non ha ubbidito

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    2. Quell'altrove cui fai riferimento tu potrebbe essere un'altra vita, dici bene: non importa il luogo, è sempre un Altrove :)

      beh, volevo narrare proprio dell'incomunicabilità :) hai colto

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  4. Riuscivano a stare insieme solo stando lontani.
    Al3ph

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  5. Molto bello! Bello e straziante.
    Mi ricorda un po' i due personaggi co-protagonisti di "Molto forte, incredibilmente vicino".

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    1. Non ho visto questo film, ahimè.

      Bentornata Dealma!!! un grande abbraccio :))

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    2. Neanche io ho visto il film. Parlo del libro. Molto bello.

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    3. Non sapevo nemmeno che ci fosse il libro :(
      Ho spulciato qualcosa in rete, credo che lo comprerò.

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  6. Struggente e drammatico...Concordo con Nheit...una bella sbronza e passa tutto... :)

    ps. a me ricorda qualcosa che non vorrei proprio ricordare

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    1. ma la sbronza per chi??? per i protagonisti o per noi?? :))))

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  7. Katherine anche me ricorda qualcosa di incredibilmente vicino . irreale nella sua realtà come la banalità del male . da scordare . ma la mente perfida prende ciò che si allaccia a esperienze lontane le ripropone a torchio e si diverte.
    Perla con arte scrive e poi si ferma . però concede a noi lettori con bruciature e calli di variare i finali . ce lo concedi Perla ? E allora dopo la sbronza / solo mia/ Perla non beve / sono certa che Lui dentro le tende emette un sospiro di sollievo per quell'andata Oltre . compone un numero al cellulare acceso . stira la piega delle labbra alla voce della sua nuova Lei. meravigliosa donna con lo spasmo incollata alla realtà . le promette il libro di Kant Immanuel con dedica "altra corsa altro giro" .
    Intanto L'ombra esile figuretta gentile e sognatrice dopo la curva lenta a spalle appesantite ora cammina svelta nel viale dell'autunno. ha varcato l'Altrove e non è male. Lui meraviglioso sognatore le offre un suo libro di poesie con dedica per sempre... mura di Gerico cadano i teli che nascondono le facce - speriamo che non siano strabici

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    1. Il tuo è un finale "reale", realistico... non è così che funziona, in fin dei conti, per la maggior parte delle persone?? Ma nei racconti possiamo far fare quel che vogliamo, ai protagonisti... anche farli ritrovare, ognuno felice per conto suo :)))
      Per la sbronza ti ho risposto sopra :)) per i ricordi... beh, rispondo anche a Kathe, ogni storia a ben guardare ha qualcosa di noi, fosse anche solo una sensazione! :)

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  8. anch'io sono stato subito calamitato dalla storia di questo amore dal finale in "altrove", se amore è energia non si distrugge ma si trasforma ... (e qualche povero simpatico pazzo continuerà a cercarne l'equazione non sapendo che si btrova "altrove")
    E con il contorno di Magritte io mi ripasso la lettura col mio personalissimo soundtrack: "Il Vento" (portata dal successo da Battsti, ma scritta dai Dik Dik) Canzone triste, solo apparentemente ...
    Un abbraccio Francesca ;) Buone Giornate
    Simone Ray

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    1. ... in quell'Altrove surreale, ben rappresentato dai dipinti di Magritte :)
      Vado a cercare il brano e lo allego al racconto, grazie :)
      Ricambio l'abbraccio
      F

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  9. ...volevo scrivere che si trova altrove (senza una b)
    chiedo scusa ...
    Simone

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  10. Cerchiamo la condivisione profonda per tutta la vita e poi ci ritroviamo dentro una cella.
    A volte quella cella è fatta di parole, altre volte di silenzio, altre volte di disattenzione e inappetenza verso la Vita. Il modo più comune di spegnersi, appassire, cessare di frequentare la Vita.
    Il modo di sopravvivere a se stessi di milioni di persone.

    E' allora che l'Altrove ci viene a trovare.
    E' allora che l'Altrove assume una dimensione salvifica.
    L'Altrove nelle vite di tante persone ho l'impressione che finisca per coincidere con l'elemento poetico. E' la luce che fissi sopra l'orizzonte dentro un tramonto sul mare. E' il richiamo che scorgi nel cielo traslucido al di là dell’ultima montagna. Oltre la sua azzurra lontananza.
    Sono i passi di una sconosciuta che contempli come dentro una visione
    sul binario di una stazione.
    L'altrove è una stazione.
    I binari sono punti interrogativi
    Finisci per porti tutte le domande.
    Scruti i volti di tutti i passeggeri che incontri
    e ti chiedi se anche loro si stanno ammalando della tua stessa malattia

    Ti commuove il bagliore del mattino
    Quel cielo terso che ti invita a nuovi battiti, a nuovi sentieri, a nuove patrie
    Non c'è Altrove senza malinconia e non c'è malinconia senza Altrove.
    Arrivi a conoscere quel sentimento dolce-amaro
    che ti convince che la vita è bellissima
    e che tuttavia tu sei irreparabilmente separato da quella Bellezza "possibile".

    Non ti rassegni eppure impari l'arrendevolezza.
    Ti dibatti, lotti e insieme impari il silenzio, la saggezza
    Tenti continuamente di spezzare quel cristallo che ti separa dall'autenticiità
    e insieme impari la tua personalissima distanza dalle stelle.

    L'Altrove finisce per brillare della stessa luce della stella polare.
    Luce che ti svela il pozzo in cui sei finito e insieme,
    ti convince che appartieni alla stessa materia degli astri.

    Accarezzi la disperazione eppure desideri
    che i tuoi passi disegnino strade nuove.
    Lo sfrigolio dei passi sulla ghiaia fine
    del sentiero che farai domani: il miglior suono, delle tue notti bianche.

    La dolce musica che non si spegne.
    L'Altrove, come una voce che chiama...

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    1. Commento interessante e bello, Carlo, cui mi riservo di rispondere quando sto un po' meglio. Ora nn son molto lucida, ho di nuovo la febbre

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    2. o tuo bellissimo commento, Carlo, bello, interessante, illuminante, contiene una vera e propria riflessione filosofica su quel che potremmo intendere per "Altrove"
      Trovo che queste tue parole: "E' allora che l'Altrove assume una dimensione salvifica. L'Altrove nelle vite di tante persone ho l'impressione che finisca per coincidere con l'elemento poetico. E' la luce che fissi sopra l'orizzonte dentro un tramonto sul mare. E' il richiamo che scorgi nel cielo traslucido al di là dell’ultima montagna. Oltre la sua azzurra lontananza." siano fortemente significativo per una individuazione di dove potremmo trovare il nostro peculiarissimo "Altrove"... che come luogo metafisico sfiora l'astratto per radicarsi dentro quelle anime incessantemente battute dal vento del dubbio e dagli interrogativi della vita.
      "L'Altrove finisce per brillare della stessa luce della stella polare.
      Luce che ti svela il pozzo in cui sei finito e insieme,
      ti convince che appartieni alla stessa materia degli astri."

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    3. EC: Questo tuo bellissimo (etc) ...

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  11. Cara Francesca ... grazie a te che hai saputo valutare questa canzone! ... con troppa fretta tanta gente la ritiene troppo triste o ansiogena.
    Ossequiosamente :-)
    Simo Ray

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    1. Grazie a te per avermela segnalata, Simo :)
      Un abbraccio

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