domenica 10 novembre 2013

Esistenza Altrove

Aprì gli occhi di scatto.
Un buio ovattato ed indefinito  la accolse, e in quel buio  non riusciva a scorgere niente anche se percepiva il confine delle cose. Quel  confine  che, da un po’ di tempo, era anche il confine quotidiano del suo sguardo.
Un fruscio. No, non era un fruscio; era il suo cuore che batteva nonostante tutto. Portò la sua unica mano libera  sullo sterno e lì la fermò, con quella sorta di  bracciale  di stoffa penzolante a fare da cuscinetto tra le dita e il cuore.
Da quanto tempo era in quell’Altrove  che altri definivano pazzia?
Non lo sapeva.
Era stato un processo graduale,  un progetto iniziato in una fredda serata autunnale,  scatenato da quel rifiuto, “le nostre strade si dividono”,  e che da allora si era nutrito  di abbuffate notturne, di strenua difesa delle sue posizioni, di diniego e di asserragliamento, di rifugio nei sogni  come il solo Altrove ove poteva definire la proprie realizzazioni, idee, progetti in divenire..
Il solo Altrove ove si sentisse adeguata alla sua indole e al suo scibile, di cui era stata, insieme, architetto e costruttore: una  piazza  esclusiva, e di esclusione, che le corroborava il cuore,  che le somigliava,  nella ferrea decisione di solitudine.
Il buio del suo Altrove prese improvvisamente  forma e consistenza quando i suoi occhi, abituati all’oscurità, si spostarono per accarezzare il suo mondo. Le sue labbra erano serrate da tempo, non articolava  suono che somigliasse a locuzione da tanto di quel tempo che si era persa memoria del tono, del timbro.
Ma la sua mente no, la sua mente sapeva suonare, cantare, anche se con strumenti e voce altrui….

… ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto
in una smorfia il singhiozzo e 'l dolor
Ah, ridi, Pagliaccio,
sul tuo amore infranto!
Ridi del duol, che t'avvelena il cor!

… la sua mente aveva la voce del tenore Corelli adesso, e lei era Canio, e con Canio condivideva  il  dolore intimo e la pubblica briosità.
Un rumore di passi nel corridoio, molti passi, spense la melodia nella sua mente. Mentre dalla porta entravano lame di luce e camici bianchi, lei richiuse gli occhi, immobile.
Nessuno parlava, ma lei ne avvertiva i respiri, gli sguardi. Poi, come per rispondere ad un segnale, così come erano entrati, i camici bianchi andarono via. Mentre la porta si richiudeva alle  spalle  dei loro passi, sentì bisbigliare:
“…mettere la sua foto sul giornale è stato inutile, nessuno l’ha riconosciuta, nessuno ne ha denunciato la scomparsa. Come è possibile, per una persona, essere inesistente al mondo?”.
Quando fu  di nuovo sola, nel suo buio amico, riaprì gli occhi.

Inesistente? Il suo Altrove esisteva eccome!!! Un labirinto di emozioni oltre la routine, oltre il quotidiano. Oltre.



Immagine è di Sciac, che ringrazio infinitamente

24 commenti:

  1. tutto in maniera quasi istantanea, la progressione che ha scatenato l'evento non lascia scovare, un mistero come tale non si svela, è conosciuto solo da chi possiede il dominio del sogno. Un sogno che seppur fragile combatte per non lasciarsi scalfire ...

    Grazie per questo testo, ha il potere, sia bene o che male, di farmi ragionare :) Un abbraccio Francesca !

    Simo - Ray

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    1. Simone, mi hai fatto uno dei più bei complimenti che io contempli :)

      Sogno e realtà sono una cosa sola oramai nella sua mente ferita da chissà quali forme di rifiuto e incomunicabilità :)

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  2. Mi scuso con tutti, son senza connessione, oggi mi ha abbandonata. Ora son con una connessione di fortuna e non posso stare molto.
    A presto, o meglio a quando Kathe convincerà Terry a prestarmi la sua polverina magica :)

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  3. Dolore che porta alla pazzia? Dolore che spinge ad allontanarsi dagli altri fino ad essere dimenticati? Dev'essere stato un dolore immenso, troppo grande da sopportare...

    In quanto a Terry, senza aver letto questo post avevo già pensato di prestartelo, tanto da mandarti un messaggio in merito. Chissà...magari la sua polverina magica potrebbe funzionare anche dalle tue parti ehehehehehh!

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    1. Hai colto, Kathe :)... la mente scatta in difesa davanti a certi dolori insopportabili.

      Per ora mi funziona, forse il black out era dovuto al cattivo tempo. Per ora Terry può restare da te :))) ... ma non è escluso che debba ricorrere al suo aiuto prossimamente eh!!! :))

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  4. Come è possibile, per una persona, essere inesistente al mondo?”.
    ma Franci succede di normale realtà. e sta qui l'eroico della banalità del bene . rendersene conto e imparare a prendere in pugno la realtà. stringere il pugno lasciare un varco per le scorie e vivere anche così. inesistenti a un certo mondo che poco prima appariva l'unico desiderabile. il tuo racconto sta stringendo il pugno con lei nel Sogno . troppo forte. lasciale un varco. unisci sogno e Realtà in un tutt'uno-. Lei si è fatta fagocitare da strutture che se la mangeranno viva. diventerà una Cosa da curare quel che basta al corpo e alla mente. per tenerla calma. ma lei esiste e si porta dentro un mondo pur se poco reclamizzato . e poi ha come compagni Corelli ridi pagliaccio ribollimento vitale dello stomaco e le foto di Sciac che dio lo benedica e benedica la sua Liguria nelle foto in fiore. dono degli dei e dell'Autore degli scatti. d'amore. ci vuole qui questa parola abusata che non uso mai- Lei si porta dentro Perla che nella mano sua sa stringere le creature che nessuno vede. che non hanno realizzato tutti i desideri della vita che sanno di malinconia e di compassione . senza compiacimenti di se stessi e di orgoglio per i propri cromosomi. che non sa più ridere e ha gli occhi quasi persi nell' Altrove . prendila per mano e riportala anche qui .salva .soprattutto da una certa fauna umana. Ecco a cosa serve scrivere . far conoscere gli altri . anche quelli che nessuno vede. Ecco a cosa serve leggere

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    1. Io questo tuo commento me lo stampo e lo incollo sul vetro della mia libreria :)
      E'.... emozionante, bello. E mi scombussolato lo stomaco :)

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  5. "Esistere" è essere percepiti, dice qualcuno, ma al limite siamo percepiti dalla nostra coscienza e dalle nostre emozioni. Quindi, nessuno è davvero inesistente.
    Al3ph

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    1. Inesistente agli altri... io lo ritengo possibile. Ce lo racconta molte volte la cronaca!

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  6. La follia come progetto. Bellissima intuizione.
    Per i più la follia è una disgrazia, un accidente che capita. Ma quando si parla con i malati appare spesso evidente un momento della vita, un punto di non ritorno, in cui la follia diventa scelta, scelta di vita - o di non vita-, di ribellione. La scelta disperata compiuta di fronte a un bivio che appare disperante, una scelta di rottura, che purtroppo diventa distruzione totale.
    Bel racconto, Perla!

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    1. Dea :)
      Quella della protagonista è proprio una scelta, infatti. Ha chiuso il mondo fuori.... per ora non sa che sta costruendo il suo personale inferno. Forse.

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    2. Chi disse: "La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni"?

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    3. Qualche imprenditore a cui avevano negato un appalto :D

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  7. Cancellazione della realtà equilibri che si spezzano per ricrearsene altri propri ed del tutto "esclusivi". Il tuo racconto fa male non so darti una ragione specifica ma fa male. Male per la solitudine concreta in cui il tuo personaggio versa, male per quello che significa non essere coscienti di se stessi e della realtà. , male per la paura di diventare così. La mente mia va anche all'alzeihmer anche se non è il caso specifico di questo tuo racconto. Davvero un grande post, quelli che ti lasciano quel disagio emotivo dentro che non ti puoi togliere da dosso e ti costringe a pensare e riflettere "oltre" l'emotività del momento.

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    1. ERRATA CORRIGE " DI QUELLI" CHE TI LASCIANO ECC...

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    2. Fa male, forse, perché descrive una delle nostre paure inconsce?

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  8. Vedi, quando scrivi di pancia e di intelletto. la magia arriva sempre.

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    1. Grazie , Enzo :)... il fatto è che la pancia abbonda ma l'intelletto è scarso ..... (LOL)

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  9. La pazzia è sempre un mistero pauroso e affascinante , fonte di dubbio sul senso del reale

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  10. Follie e progetti sono tutti parte della stessa mente. I sentimenti e le emozioni si accavallano nei creativi.
    Un sorriso per il fine settimana.
    ^__^

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    1. Cosa sarebbe la vita senza un pizzico di Follia? La vita umana stessa non è altro che un gioco della Follia, diceva il grande Erasmo.
      Ciao Key :) un buon fine settimana anche a te

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  11. ...se perdessimo il bandolo che ci ancora alle convenzioni, forse tutti diventeremmo folli...non so se perderlo sia veramente un errore....
    Un abbraccio.
    :-)

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    1. Le convenzioni sono quelle odiose prassi che ci garantiscono "identità" quando tutto intorno a noi diventa sfocato. Perderlo un errore?? Non lo so,, forse sarebbe solo "altro".
      Un abbraccio
      F

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