domenica 17 novembre 2013

Gatti neri

Questo che vedete  in foto è Sam, un soriano tutto nero, ed è il gatto della mia amica Mariafrancesca. Ora si trova in Usa con lei, ovviamente, ma c’è stato un tempo che Sam parlava italiano.  Tra me e Sam è stato amore a prima vista. Come non innamorarsi di quel batuffolo nero, pasticcione, ingenuo, ruffiano al punto giusto? Insieme a Sam ci stava Speedo, un persiano altezzoso e cinico, che non degnava nessuno della minima considerazione. E pure se ti sforzavi di rincorrerlo ti guardava dall’alto in basso come se tu fossi il più reietto dei suoi sudditi. Invece Sam no; lo chiamavi e lui puntuale accorreva. A dire il vero si aspettava che ad ogni chiamata tu avessi un boccone succulento con cui farlo felice, ma poi se non lo trovava, metteva da parte il suo disappunto e ti faceva comunque le feste.
Un giorno mi aveva seguito, senza che io mi fossi accorta, sul terrazzino dove mi andavo a fumare la mia sigaretta, visto che i padroni di casa non fumano ma, quando ho richiuso le imposte lui era rimasto fuori. Mariafrancesca, che è molto attenta come mamma gatta, si è accorta immediatamente della sua assenza. E’ andata in ansia anche perché affermava che Sam era capacissimo di buttarsi giù a costo di spiaccicarsi  e se non mi ha riempita di botte per aver chiuso fuori il suo gattino,   suppongo sia perché sa che io adoro Sam.
In tutta onestà credo che alla mia immediata simpatia, per questo singolarissimo esemplare felino, abbia concorso il colore del suo manto: nero.
Da piccolina avevo una gatta nera, o meglio mia nonna materna ne aveva una.  Ci adoravamo. Credo che definirla gatta sia riduttivo. Visto che a casa ero figlia unica con tutta gente adulta intorno io preferivo stare dalla nonna dove ci stava una zia che avevo solo un paio d’anni più di me.  La gatta, vedendomi sempre gironzolare li, e in virtù del fatto che stavo sempre ad accarezzarla e a parlarci, mi aveva adottata (si avete letto bene, lei a me e non viceversa); solo così posso spiegarmi alcuni suoi comportamenti. Alla sera, quando dovevo tornare (obtorto collo) a casa mia, mi seguiva sempre di un passo, accompagnandomi fino al portoncino di entrata e poi tornava indietro. Credo che immaginasse di essere un pastore tedesco, chissà! Ero adolescente quando lei morì, di vecchiaia. Ne feci una malattia. E’ rimasta per sempre nel mio cuore. 
Invece qualche anno fa una mia amica aveva una cucciolata di gatti da dar via. Erano bellissimi, frutto di un incrocio tra la mamma, persiano di colore bianco e un papà  di razza soriana. Era riuscita a trovare per tutti una famiglia, tranne per un cuccioletto di colore nero senza neppure un pelo bianco.  Dalle nostre parti il gatto nero porta sfiga. Io, cresciuta con l’esempio di una nonna intelligente, che se fregava allegramente degli stereotipi e delle superstizioni visto che una gatta nera era stata per anni padrona di casa, decisi di prendermi il cucciolo.
Lo chiamai Ilic ed era adorabile(anche se in un primo momento lo chiamai Pettegola perchè stava sempre a miagolare e pensavo fosse femmina). Educato fino all’inverosimile; dopo avergli insegnato che per i suoi bisogni c’era la sua cassettina non mi aveva mai procurato un problema. Era di una taglia super, incredibilmente grande. La cosa fantastica era  che per  la testa e le zampe anteriori era soriano, poi il pelo cominciava ad infoltirsi e terminava con una coda da persiano che era uno spettacolo. Quando non c’ero  si metteva sulla poltrona  che lui avev scelto come "sua", sulla quale avevo steso una copertina per non fargli far danni ,e aspettava che tornassi dal lavoro.
Avevo fatto un grave errore però, non lo avevo castrato, anche se il veterinario me lo aveva consigliato. Quindi Ilic, diventato adulto, era diventato molto irrequieto. Nonostante fosse stato sempre in casa non mostrando mai di voler andare alla scoperta del mondo, il periodo degli amori arrivò anche per lui. Fu così che per non fargli correre pericoli lo chiudevo in stanza prima di uscire, nonostante le sue proteste. Un giorno però qualcuno deve aver dimenticato la porta aperta.
Quando tornai a casa  non feci neppure in tempo a pranzare che venne a suonare uno dei miei vicini. Mi disse: << Fra, c’è una cosa terribile che ti devo dire. Ilic stava attraversando la strada mentre stava sopraggiungendo una macchina. Questa avrebbe potuto benissimo evitarlo ma,invece, ha accelerato e lo ha volutamente ucciso. Sono intervenuto subito, ma non c’era più nulla da fare>>
Mi accompagnò al bordo della strada, sotto una panchina, dove aveva spostato il mio gatto per non farlo straziare dalle altre macchine che sarebbero passate. Ilic era li, in un bagno di sangue.
Non riesco a descrivere il dolore che invase il mio cuore. Una rabbia sorda contro la stupidità umana mi pervase, un senso di impotenza. Se avessi avuto il numero di targa lo avrei denunciato. Non mi rimase che andare a prendere una bellissima scatola che io stessa giorni prima avevo rivestito con carta colorata gialla e arancio, vi adagiai lentamente quel che restava del mio povero Ilic e seppellii il tutto sotto un grande albero di more. Maledicendo la stupidità umana.



12 commenti:

  1. Avevo scritto un lungo commento parlando del mio gatto Pallino, ma quando ho cliccato su pubblica è scomparso. Dove sarà finito? http://www.webalice.it/s.marino7/pallino.natale2.JPG

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  2. Accendo anche io una candela. Ho avuto come prima gatta Tippy, splendore di gatta con due enormi occhi dorati. Morta, per fortuna, di vecchiaia. Considero i gatti una delle migliori prove dell'esistenza di Dio....

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    1. Paolo, se credessi inconfutabilmente in Dio, la penserei come te :)

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  3. Ok, ci riprovo. Ho avuto per ben quindici anni un meraviglioso gatto nero di nome Pallino. Era grande e grosso, con due enormi occhi gialli. Quando dormiva acciambellato era così scuro che non si capiva dove fossero la testa o il sedere.Era buonissimo e pulitissimo. Non aveva mai tirato fuori le unghie, nemmeno quando mia madre gli si sedeva sopra, e nemmeno quando gli medicavo gli occhi dopo i graffi ricevuti durante le lotte con gli altri gatti. Avevo dovuto farlo castrare,perchè pare odorasse troppo di maschio, attirando le ire degli altri gatti, ma era successo quando era già adulto e non se n'era nemmeno reso conto, tanto che non disdegnava di balzare sulle gattine quando le incontrava. E' morto di vecchiaia, diventando improvvisamente cieco e incapace di reggersi in piedi. Lo abbiamo seppellito sotto un albero in giardino e ancora adesso, a distanza di un anno, mi sembra di vederlo acciambellato sul divano, o sullo zerbino davanti alla porta, quando ci aspettava dopo un'uscita serale.
    La sua foto a questo indirizzo http://www.webalice.it/s.marino7/pallino.natale2.JPG
    o anche a questo http://www.webalice.it/s.marino7/pallino.tav.JPG

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    1. Io lo ricordo perfettamente , Pallino :)
      Ricordi la storiella con lo slide che costruiii con le foto di tutti i gatti, compreso Ilic e Pallino, ma con Speed, nn con Sam? :)
      Caterina ci conosciamo da tanto di quel tempo, che possiamo comciare a raccontarci i ricordi :)))

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  4. Come non capirti, Perla?
    Altro che denuncia: quel marrano io lo avrei malmenato, se ne avessi conosciuto le generalità.
    Certa gente è stupida ed inutilmente crudele: meriterebbe una sorta di punizione divina.
    I miei gatti sono sterilizzati: fra due, tre mesi toccherà al piccolo Salem, che adesso ne ha sei.
    Mi dispiace immensamente, ma se voglio salvarli e tenerli con me, al sicuro, devo farli sterlizzare.
    Oscar era una peste, adesso è un pacioccone tranquillo e affettuosissimo.
    Adesso i due maschi stanno dormendo accanto a me, testolina contro testolona.
    La Micia se n'è andata a dormire in soggiorno: lei non vuole dividermi con gli altri.
    E' incredibile come questi esserini riescano a farci compagnia, a farci stare meglio quando siamo giù di corda.
    Mi spiace tanto per Ilic: se c'è una giustizia spero che il boomerang di cattiveria gli sia tornato indietro.
    Un bacio. :**

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    1. Io che nn sono sanguinaria, Nico, gli ho augurato, da subito, che la sfortuna lo perseguitasse fino a farlo rinsavire :))

      Grazie Per Ilic... e per me :)

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  5. Quello che mi piace dei gatti è che con loro il rapporto è assolutamente paritario. Non sei il loro padrone, semmai il contrario. Con loro si condivide l'appartamento, da buoni amici. E se c'è da pagare qualcosa, beh, è ovvio che sei tu a frugarti in tasca, non certo loro, superiori a certe banalità.
    Dopo venti anni passati con la irascibile Penny (persiana), adesso condivido la casa con moglie, figlia e Gigio, rigorosamente nerissimo.

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    1. Mi ricordo la tua Penny :)
      Come dicevo a Kathe, ci conosciamo da un bel po' di tempo :)
      Penso sia morta un tre anni fa, massimo quattro.

      Sui gatti, come non essere d'accordo con te??? :) Io poi, penso di essere stata un gatto in un'altra vita... poi ho avuto una qualche punizione e sono diventata umana :)

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  6. vergognoso!!!! Da me dove abito ci sono molti gatti ed anche un gattone nero fantastico che però tutti noi amiamo per fortuna :-)

    PS: io adoro i gatti tutti e tantissimo!

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  7. ...anche io avevo un Pallino...per 13 anni, ma era rosso, e maledettamente intelligente...
    Ora invece c'è Theodore...il gattonto che verso giugno sembra uscito da un campo di concentramento ed invece in questa stagione è soprannominato trottolino adiposo....ha paura di tutto, anche degli starnuti...e per quello che riguarda la scaramanzia....la mia vicina (800 mt) abita alla fine di una lunga strada bianca, ed ha intere cucciolate di gatti neri...con tutti quelli che mi hanno attraversato la strada dovrei essere morto da molti anni...
    :-))))))))

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  8. Adoro i gatti neri, mi rattristano tanto quete storie di crudele stupidità , ignoranza e superstizione.

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