venerdì 20 dicembre 2013

'O presebbio



LUCA- “Te piace ‘ o presebbio?”
TOMMASINO (freddo)-  “Non mi piace”.

In questo scambio di battute si costruisce la commedia di Eduardo, che è un autentico monumento  ad una “necessaria” incomunicabilità tra Tommasino, il figlio di Luca, un giovane  che è espressone del tempo in cui vive, sfaticato e imbroglione che tira a campare e Luca, il padre di Tommasino, anima candida  che al mondo in cui vive è estraneo, rifugiato nel passato e   in quella visione mentale che è la costruzione di un presepe, come emblema della famiglia unita.

LUCA-“Quando viene Pasqua, Natale, queste feste ricordevoli …Capodanno…allora ci rinuriamo, ci nuriniamo…ci uriniriamo…(Non riesce a pronunciare l’espressione “Ci riuniamo”; sbaglia, annaspa ci riprova inutilmente) Insomma, voglio dire…mia figlia non abita con noi”.
E continua: “ Mesi e mesi non ci vediamo…ecco che quando viene Natale, Pasqua…ci rinunchiamo…ci ruminiamo,    (Prova ancora un paio di volte, finalmente spazientito decide di chiarire a modo suo quel concetto formulando una frase più comune) Vengono e mangiamo insieme”.


Riunirsi è, per Luca,  l’emblema dell’armonia familiare che a casa Cupiello non c’è più. Ed in quella estrema difficoltà a pronunciare “riuniamo”  si scorge con estrema chiarezza l’incapacità di Luca  di sovrapporre  significato e significante, quale rappresentazione dell’incapacità di coniugare il suo mondo di adulto a quello infantile, il mondo al quale si è rifiutato di conformarsi e quello a  cui è rimasto ancorato.
Il precipitare degli eventi, la dissoluzione della famiglia,  costringerà Luca alla morte: non c’è spazio, per uno come lui, in un mondo che ha smesso di sognare.
In un mondo in cui l’allestimento del presepe, ma anche dell’albero natalizio, sono rituali quasi meccanici, anche per chi non è credente, privi di quel significato intimistico originario, come esatta rappresentazione di una umanità priva, o apparentemente priva di valori universali di riferimento, proiettata verso l’effimero, il consumistico, l’edonistico..

                                                              
                                                              A me me piace ‘ o presebbio!



BUON NATALE A TUTTI VOI!!!

33 commenti:

  1. Grazie del bel post, mi consenti di liberare una riflessione che mi è rimasta giusto nello stomaco. Chiedo scusa se andrò sul personale.
    Stamattina, ci ho pensato dieci volte prima di inviarti l'ultimo commento al "girotondo". Volevo aggiungere Buon Natale! ma, in questi ultimi giorni, le risposte ricevute all'augurio mi hanno così tanto turbata, da farmi optare per l'astensione. Proprio in mattina, l'ultimo episodio. Mi è stato gentilmente risposto "Buon natale un cazzo" (chiedo scusa per la fedele trasposizione). E dopo tutti i bla bla di veleno addotti come pseudo-spiegazione al perché il mio augurio era un insulto, queste persone mi hanno parlato del veglione da 150 euro, a cui, cascasse il mondo, non mancheranno, come l'unico momento sano e salutare delle feste. Come dicevi? Effimero, consumistico, edonistico. In effetti, ci stanno dentro tutti, anche nel mio banalissimo vissuto giornaliero.
    Sto preparando le valigie, e trascorrerò dieci e passa giorni in famiglia. Mi è stato detto: "Ma come fai a resistere? Non ti rompi le palle?" (chiedo scusa anche qui) Mi sono sentita un aliena, anche un po' triste.

    Un abbraccio e Buon Natale, Francesca!
    Antonella

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    1. Condivido il tuo disagio, Antonella, davanti alla maleducazione, all'aggressività, al conformismo appiattito sul buzzurrismo, fammi passare il neologismo, che rendono questa società ancora più brutta di quanto sia effettivamente (e come ha sintetizzato egregiamente Aleph).
      Questo post è una sorta di difesa d'ufficio di me stessa.
      Della mia ingenuità, innanzitutto, vituperata da altri e difesa a denti stretti da me, come valore.
      Del mio preferire sempre toni smorzati, quando mi rivolgo agli altri, come mia identità verso una gentilezza che amo e che preferisco, sempre.
      Quando, nel post del gioco, prendevo in giro le mie stesse paure, mettendo alla berlina il "modello tanghero", ce lo siamo detto, stigmatizzavo un comportamento sociale che, sinceramente, mi fa orrore.
      Spero perdonerai questa piccola autocelebrazione (che non faccio mai) ma certe volte serve ricordarsi chi si è, sottolineare la propria peculiarità.
      C'è una bella canzone di De Andrè e Brassens , che parla un po' di quel che si perde buttando via la propria semplicità , alla maniera del Faber.
      Ero indecisa se postare quella come post natalizio, la dedico a te, a me, a tutti quelli che preferiscono la dolcezza e la gentilezza senza sentirsi per questo sminuiti.
      Ti auguro buon viaggio, Antonella, oltre che Buon Natale. Spero siano giorni lieti e di serenità. Non so se potrai collegarti, se non potrai agiungo anche gli auguri di Buon Anno e ci si rilegge nel 2014.

      Parlavi alla luna giocavi coi fiori
      avevi l'età che non porta dolori
      e il vento era un mago, la rugiada una dea,
      nel bosco incantato di ogni tua idea
      nel bosco incantato di ogni tua idea.

      E venne l'inverno che uccide il colore
      e un babbo Natale che parlava d'amore
      e d'oro e d'argento splendevano i doni
      ma gli occhi eran freddi e non erano buoni
      ma gli occhi eran freddi e non erano buoni.

      Coprì le tue spalle d'argento e di lana
      di pelle e smeraldi intrecciò una collana
      e mentre incantata lo stavi a guardare
      dai piedi ai capelli ti volle baciare
      dai piedi ai capelli ti volle baciare.

      E adesso che gli altri ti chiamano dea
      l'incanto è svanito da ogni tua idea
      ma ancora alla luna vorresti narrare
      la storia d'un fiore appassito a Natale
      la storia d'un fiore appassito a Natale.

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    2. ps: cliccare sui versi per ascoltare la canzone :)

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    3. Eduardo che scava, scava una terra complicata, riproduce con intermezzi di assoluta normalità (perchè non si dovrebbe mangiare stasera ? - cit. da Filumena Marturano.
      Grazie anche er la canzone di natale di Faber, oltre il contesto .. oltre .. la sto passando mentalmente sul mio nastro giornaliero in questi giorni di abbrivio.
      Sono passato per gli auguri di Natale, volevo dirti che sei stata fra i miei migliori incontri di quest'anno, e sono pochisimi :) Auguri !
      Simone - Ray

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    4. Simone... non so cosa rispondere, davanti ai complimenti mi imbarazzo così tanto che perdo la capacità di rispondere in maniera consona.
      Ed il tuo complimento è uno dei più belli che mi siano mai stati rivolti :) Grazie, di cuore.

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  2. Antonella manifesta un disagio diffuso e crudele: l'ho provato anch'io in questi giorni quasi ci si debba vergognare di essere cattolici o di sperare in una maggiore solidarietà, in un sogno di civiltà e amore. Abbiamo paura di dire Buon Natale come se l'augurio sia buono solo per i credenti. Buon Natale Francesca, serenità e un po' di pace.

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    1. Io non sono cattolica, Enzo. Mi definisco agnostica.
      Non non l'attitudine a prendere per oro colato nessuna fede, religiosa o pilitica, e , nel caso della religione cattolica, mi nascondo alcune contraddizioni: per esempio, il Natale, come la stragrande delle feste cattoliche, ha radici nelle culture che l'hanno preceduta e che questa ha ripreso e fatto proprie, come - appunto -il Natale che riprende la festa romana del Sol invitto, nel solstizio d'inverno. Detto questo, visto che però appartengo a questa cultura è ovvio che sono permeata da questa festività, che però, lungi , per me, dal celebrare una nascita rappresenta , comunque, un periodo di riflessione. Forse riflessione su quel che il Natale cattolico evoca, quindi la semplicità, la solidarietà, come dici tu, in un sogno di civiltà e di amore.
      E pure se uno non crede al Natale, se lo detesta (come lo detesto io, ma per ragioni solo mie, dovute a una mancanza feroce, dolorosissima, che mai è stata colmata nella mia vita) non è una buona ragione per rispondere : buon natale un cazzo. Ma che senso ha? Ha ragionissima, Antonella, ad avvertire sconcerto.
      Buon Natale anche a te, Enzo , ricambio gli auguri di serenità e di pace.

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  3. Francesca, ha pochissimo tempo, mannaggia.
    Voglio dirti almeno grazie. Sento di condividere i tuoi pensieri con un moto interiore molto spontaneo. E grato. Non vorrei davvero che tu diventassi allergica ma non è facile incontrare un animo nobile come il tuo. Grazie della condivisione, e della bellissima dedica. A proposito, vedo che ti diverti con gli html. :) Bellissimo! Dopo le feste chiederò una consulenza ad un web master, vediamo se ha qualche idea anche per immagini, ed emoticon.
    Ti abbraccio Non importa se dura un istante, è "la magia dell'attimo" che ci riscalda (ho rubato tue parole, anima in filigrana!). Faremo di tutto per coglierla sempre, attimo dopo attimo. :)

    Un augurio di cuore anche ad Enzo, e a tutti i tuoi amici. Buone feste, ci vediamo nel 2014.

    E ora si parte! :)

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    1. Ora che ti sto rispondendo, tu sarai arrivata a destinazione :) Non so se leggerai, in ogni caso il mio auspicio ti arriverà attraversando lo spazio e il tempo: che la tua vacanza sia serena, colma di gioie, che ti porti quel che il tuo cuore desidera.

      Grazie per le bellissime parole, vero, riscaldano il cuore. (e poi sei andata a ritroso nelle letture, questo è un segno di attenzione che apprezzo moltissimo, più di mille lodi!!)
      E grazie anche per l'interessamento "informatico" :).... anche questo molto apprezzato! se lo vorrai ti posso dare la pass e fare tu le modifiche, Così diventi una blogger a tutti gli effetti!

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  4. P.S.
    se clicchi sull'abbraccio, apparirà uno scatto di un artista/fotografo, Stanislav Aristov, che ha fatto della magia dell'attimo (dei fiammiferi) la sua arte. La foto che ho scelto per te potrebbe essere tante cose, per esempio un Yin e Yang, come da titolo dell'opera. Non so, ognuno ci vede quel che vuole. A me piaceva vederci calore umano.

    A presto! :)

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    1. Sì, nel quadro ho visto anche io Yin e Yang, l'ombra e la luce: è un concetto che mi è caro, come avrai notato. Perché noi siamo luce ed ombra... chi rifiuta l'ombra , rifiuta se stesso.
      Molto bello, non conoscevo questo autore :)

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  5. Eduardo era un genio, lo Shakespeare italiano; forse è andato addirittura oltre Pirandello. Su questo sarei quasi tentato d'essere integralista.
    In ogni caso... poichè era appunto un genio, ha potuto scrivere cose straordinarie senza temere di passare per macchiettista o tradizionalista: "Natale in casa Cupiello" lo dimostra ampiamente...
    Oppure prendiamo capolavori come : "Gli esami non finiscono mai", o anche come "De Pretore Vincenzo", laddove Dio dice: "Per questo si chiama Paradiso: perchè c'è un tetto per tutti e pane ben diviso."
    Io, personalmente, lo chiamo socialismo. E penso che su questo neanche Dio nè il Figlio del falegname avrebbero niente da ridire.
    Il significato originario del Natale non è quindi chiesastico (anche se forse solo a modo mio, io mi considero cattolico) ma in qualche modo sociale e comunitario.
    Discorso complesso... e poi, forse a quest'ora ho bisogno di una bella trasfusione di vino!
    Cara Francesca: buon Natale.. comunque il consumismo decida di pervertirlo.
    Riccardo

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    1. Mi fido completamente della tua analisi, Riccardo. Chiaro che ognuno di noi ha le sue idee, le sue conoscenze, le sue conclusioni, ma io mi fido molto delle tue... ti leggo da un po' ed ho potuto constatare quanto queste siano dettate da analisi attenta, oltre che da conoscenza approfondita dell'argomento "letteratura" :)
      La trasfusione, più che DI-VINO potrebbe essere DIVINA, trattandosi di periodo natalizio, no??? A parte la battuta scontata, ti ringrazio per il bellissimo intervento e ti auguro Buon Natale :)
      Un abbraccio
      F

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  6. a me del presepio piace il ricordo, di quando, da bambina passavo ore a guardalo, stupita dalla prospettiva un po' divina che mi veniva concessa: io, enorme e invisibile, osservavo quel mondo in miniatura, pieno di dettagli e scorci improvviso.
    Il presepio era un enorme giocattolo, come pensavo fosse il mondo (il nostro mondo) per il dio della mia infanzia.
    Ora quella magia è persa, ma senza rimpianto. Perché, secondo me, le cose hanno stagioni precise, e la stagione del presepio è l'infanzia.

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    1. Concordo con te, Dealma, il presepe è afferente all'infanzia e a quel periodo di grandi scoperte del mondo. Tuttavia, per me, il presepe conserva tuttora il suo incanto e il suo fascino... forse perché, come Luca della commedia, non ho tagliato il filo che mi lega alla mia infanzia, anche se non sono rimasta ancora a quel periodo. Diciamo che davanti a un presepe mi incanto ancora, quasi a voler trattenere in qualche parte di me, quella bimba felice che sono stata :)
      Interessantissima analisi , la tua, Dealma. Come sempre, oserei dire
      Un abbraccio
      F

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  7. il Presepe della mia infanzia era quello in Chiesa, non c'era posto in campagna dai nonni, famiglia di mia madre, Arrivò uno striminzito albero di Natale con un po' di arance e una capannina molto essenziale ai piedi. Eppure eran di quella Romagna che va a messa. Il Natale aveva soprattutto odori e sapori, a cominciare dal maiale, anzi I maiali, ormai arrivati a fine vita per concluso ingrasso e con tutto il seguito delle operazioni di selezione delle parti, fusione del grasso, preparazione di salami e prosciutti e salsiccia e poi pancette e le costoline per subito e i ciccioli e noi piccoli ad impicciare e con le dita a frugare qua e là. Fuori c'era sempre la neve, dentro il fuoco del caminone che ci si stava seduti in sei, 3 per parte. E poi la gramola a lavorare l'impasto per il pane, con il su e giù con alla stanga i miei zii allora neppur quarantenni. E poi il vino da travasare, la SABA da travasare, le castagne da cuocere e tutto quel che convien in un mondo che conosceva solo qualche giorno di festa all'anno e anche quello operoso. Chi vivrebbe oggi in una tribù fino a più di 20 fra grandi piccoli e minimi? Buone Feste a tutti, ed eran ancora così senza tutti gli ammenicoli che spesso ci teniamo vicino per compensare il freddo che nessun termosifone aggiusterà.

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    1. Percorsi vita :) Bellissimo questo viaggio nell'infanzia, Benito :)
      Io sono un po' più giovane di te, i tempi erano necessariamente diversi.
      Però, per esempio, il presepe a casa di mia nonna c'era, lo aveva costruito mio nonno. Io ho ancora la casetta fatta da lui, semplice, non ha niente della grotta è proprio una cassetta fatta con quattro tavolette di legno modellato.. e come apertura c'era un arco che prendeva tutta la parete. Mi è rimasto anche un pastorello :) ... un po' malandato, con al posto dei piedi i ferri che escono dal gesso, i piedi si son persi chissà quando, sempre se ci son stati. Li tengo come se fossero reliquie :)
      Io non me lo ricordo però a casa di nonna, perché il nonno morì che avevo due anni e mezzo, giovanissimo, e mia nonna dal dolore per moltissimi anni non permise l'allestimento del prese e neppure dell'albero.
      Mia mamma mi racconta che, durante la guerra, lei adolescente, accompagnò il nonno sul fondo familiare, per tagliare un grandissimo ramo di corbezzolo, con i frutti appesi. Mi racconta pure che i corbezzoli furono mangiati, dopo capodanno e il ramo bruciato nel grande camino che avevano :)
      Se tu pensi che io non ho mai visto un albero di corbezzolo da vicino.... mi prende una grandissima nostalgia.
      Buon Natale, Benito :)

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  8. A casa dei miei c'era l'addetta all'albero (mamma), e il costruttore del presepe, che occupava una parete intera del soggiorno.
    E' durata qualche anno, perchè mio padre aveva sempre troppo poco tempo, ma conservo ricordi molto belli.
    Manco a farlo apposta, durante i pochi anni del mio matrimonio io mi sono sempre occupata dell'albero, mentre mio marito allestiva un grande presepe, aiutato da Riccardo bambino.
    Oggi addobbi ridotti all'osso per via dei gatti, ma i simboli ci sono tutti.
    Quello che s'è perso per sempre, purtroppo, è lo spirito.
    Comunque sia, tanti auguri, Francesca. :**

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    1. Devo dirlo, a me l'albero piace molto di meno del presepe. E' troppo scintillante per i miei gusti. Anche se lo faccio ogni anno, quest'anno l'ho addobbato con palle di tutti i colori, che nel mio linguaggio significa che tutto è una palla (ehmm!) e che tutti raccontano coloratissime palle (mi riferisco alla politica)... va beh, poi tanto lo so solo io!!!
      Auguri che ricambio con affetto. Nita :)

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  9. ...auguri grandi amica mia..
    un bacione.
    moni

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    1. Monimò :)) Ricambio con un abbraccio i miei auguri

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  10. Un augurio di giorni sereni anche a te Francesca...
    Robertomeister

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    1. Roberto, ma che bella sorpresa trovarti tra le mie Note :)
      Grazie, per il tuo augurio che ricambio. Con un abbraccio :)

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  11. anche se ho un approccio laico al natale, mi piace il presepio. senza luci, sobrio, con poche essenziali cose e statuine, con tante pecore.
    buone feste cara

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  12. Mi sa che abbiamo lo stesso approccio, Bard :)
    Buone feste anche a te, con un abbraccio affettuoso

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  13. Risposte
    1. Benvenuta tra queste Note, Cook, e buon Natale! ;(

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  14. O bene finalmente lo si può commentare quando l'avevo visto qualche giorno fa non erano abilitati i commenti. Bel post! Rinnovo i miei auguri di buone feste Francesca!

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  15. Tantissimi auguri di buone feste
    Un abbraccio Tony

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    1. Grazie, Tony, molti, molti auguri anche a te. Che siano feste, ed anche i giorni che seguiranno, come tu li desideri :)

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