mercoledì 29 gennaio 2014

David Grossman

Non riesco a dormire, magari potessi sapere cosa proverai nel ricevere la lettera di questa mattina, e se continuerai a scrivermi dopo averla letta. Sono quasi sicuro di no. Penserai che sia volgare da parte mia raccontarti certi fatti della mia vita. Comunque sono felice di avertela mandata. Anche se poi mi sono tormentato per tutto il giorno.
Avevi ragione: in fondo, sto cercando un compagno per un viaggio immaginario. Ma hai sbagliato nel dire che forse non ho bisogno di un compagno reale. E’ esattamente il contrario: ho bisogno di un compagno reale per il mio viaggio immaginario. Quando scrivo queste parole sento battere il cuore. Mi succede sempre quando fantastico. (…)

P.S. Comunque, anche se non tutto fila liscio e le cose sono già complicate fin dall’inizio, sento il bisogno di dirti una cosa. Devo raccontarti come le pupille mi si dilatano quando vedo una tua parola da qualche parte, persino quando mi ci imbatto nel giornale, o nella pubblicità… Ci sono parole che ti appartengono a tal punto! Impronte della tua anima che in bocca ad altri appaiono solo come strumenti discorsivi o articolazioni linguistiche, nient’altro. Non avevo mai immaginato che conoscere il linguaggio di un estraneo potesse essere eccitante come il primo contatto col suo corpo, il suo profumo, la sua pelle, i capelli e i nei.
   E’ così anche per te?
 


D. Grossman.  Che tu sia per me il coltello. Ed. Mondadori 1998



8 commenti:

  1. Compagno reale per un viaggio immaginario.
    E' così, dal momento che nessuno sa come si svilupperà ed articolerà la sua storia.
    Verissimo anche come, a distanza di anni, leggere parole scritte dell'amato, o ex, procura sensazioni molto intense: quasi come se lo si stesse toccando per la prima volta.
    Adesso capisco perchè alcune amiche mi sconsigliarono vivamente di leggere questo libro in un periodo difficile della mia vita.
    Però oggi son pronta. :**

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    1. Io credo che, nel bene e nel male, certe persone resteranno per sempre incisi nella nostra anima. no??? :)

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  2. Gli scrittori israeliani hanno una marcia in più.

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    1. <io sinceramente nn la vedo questa marcia in più, Manuela :)... ma forse è dovuto al fatto che nn li conosco poi tanto bene.. e come sai l'ignoranza rende un po' ciechi :)

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  3. Di questi tempi l'estraneo, il suo linguaggio, la sua cultura fanno spesso paura.
    Sono tempi tristi.
    Al3ph

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    1. Veramente questo è successo da epoche remotissime... tutto quel che nn si conosce fa paura ( per chi non sa aprirsi alla bellezza )

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  4. Perchè? Capisco che la domanda potrebbe essere troppo personale, ma perchè questo post. A chi e a cosa o a quale momento lo colleghi? Sembra perfettamente centrato sulla scrittura dei blog ( di quelli buoni naturalmente) perchè è vero che come in un deja vu speciale ci si sente a volte in compagnia di parole scritte da altri e si sentono ad personam.
    "un compagno reale per il mio viaggio immaginario" è la sintesi perfetta della scrittura in generale e di quella sui blog in particolare.

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  5. Chiedo scusa a tutti, ma non mi sento bene, quindi tranne qualche fugace occhiata sul web,per il resto me ne sto al calduccio sotto le coperte, sperando che questa bruttissima tosse, e anche il resto, se ne vadano :))
    Tornerò appena posso a rispondere a tutti i commenti, qui e sui post precedenti.

    La domanda è troppo personale? Enzo... ogni post va interpretato e letto con gli occhi della propria mente :) A volte ci si azzecca, a volte no, ma è secondario. Importante è quel che ognuno coglie, in un post! Non sei d'accordo? :)

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