lunedì 27 gennaio 2014

Icaro

Henry Matisse amava la musica. C'è nella musica qualcosa che rimanda prepotentemente all'infinito. La musica richiede abbandono, silenzio, accoglienza. La musica spalanca l'animo. Un giorno Matisse fu chiamato ad esprimere qualcosa sul Jazz e dipinse un volo, un volo ardito dentro un cielo turchino, come quello di Icaro.
L’opera fu eseguita  tra il 1944 e il 1947, negli ultimi anni di vita di Matisse,  con una tecnica completamente innovativa,  una tecnica particolare di decoupage – la papiers decoupès, affine al collage - che si esegue attraverso carte colorate e che hanno permesso all’artista di disegnare direttamente nel colore.
A quell'epoca Henry era ormai settantenne, paralizzato dentro una carrozzina non poteva più camminare, ma aveva il cuore di un fanciullo capace di sognare. Per questo la musica Jazz gli parve un volo. Gli offrì la possibilità di volare nel cielo del suo cuore.
Icaro è un uomo d'ombra che in un cielo d'alabastro canta in volo la gioia del vivere.
Icaro è simbolo e figura dell’uomo stesso: un uomo che paga i suoi errori nella sua continua tensione verso l’infinito, quel cielo blu notturno dello sfondo, nella sua ricerca perpetua del desiderio (le stelle, il giallo  brillante nel quadro, da cui l’etimologia stessa della parola “desiderio” deriva: de- siderium,  e “sidera” sono le stelle ) e sulla cui figura spicca quel puntino rosso, la pulsione vitale del suo cuore.
Icaro non ha le ali, sono state sciolte dal sole che, tra l’altro, non è presente  nel quadro.
Icaro è il dipinto che più amo, in assoluto.


11 commenti:

  1. Bisogna sempre puntare verso l'alto, guardare verso il cielo, oltre le nubi, verso l'infinito. La vita ci trascina verso il basso purtroppo, ma se tendiamo le mani verso l'alto non toccheremo mai la terra con le dita, anche se saremo prostrati, inginocchiati, distesi al suolo. Le nostre dita tenderanno ancora verso l'alto, verso la speranza, la luce, la verità.
    Il cuore di Matisse continuava a volare verso l'alto nonostante la malattia e il suo dipinto è un insegnamento per tutti noi.

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  2. Che bello che è questo tuo concetto, Kathe:
    La vita ci trascina verso il basso purtroppo, ma se tendiamo le mani verso l'alto non toccheremo mai la terra con le dita, anche se saremo prostrati, inginocchiati, distesi al suolo.
    ... infatti il quadro, molto simbolico, molto interpretativo, rende anche l'idea di Libertà (intesa in tutte le sue accezioni! )

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  3. L'ho letto con Miles Davis come sottofondo: si è colorato di azzurro.

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    1. azzurro turchino, come il cielo di Icaro??? :)

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  4. La musica è volare sul (dal) grigiore di questo mondo.
    Al3ph

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  5. Questo dipinto mi piace molto perché trovo sia primitivo, essenziale. Mi mette anche allegria, nonostante evochi qualcosa di "drammatico". Drammatico tra virgolette, perché forse per Icaro la morte non era il prezzo da pagare per la libertà, ma la libertà stessa. Io sono molto meno "libera" in tal senso, mi aggrappo alla vita con tutte le mie forze, anche perché altro non possiedo per Vivere. Naturalmente sto estremizzando, come estrema è la storia di Icaro. Forse somiglio più a Dedalo, che dopo aver volato con coscienza sui suoi limiti depose le ali di cera.
    L'opera mi mette allegria perché immagino sia una danza. Non so, c'entrerà qualcosa il jazz? :)

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    1. Icaro, come sai,è il figlio di Dedalo... sacrificato ai sogni di libertà dal labirinto che Dedalo stesso aveva creato.... Non credo sia stato un caso che Matisse abbia dato questo titolo al quadro... che è un papiers decoupes, ma che per questa tecnica si usa anche la pittura, quindi può essere considerato, per quanto ne so un dipinto.
      Ah, Furio, come vorrei tu fossi qui!!! :)

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  6. Mi piacerebbe commentare altre tue cose.
    Anche fare un bel giro dei tuoi amici Carbonari.
    Sono giorni tosti a livello lavorativo. Non ci sto con l'energia, e la testa. Mi spiace, a me piace seguirvi. :)

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  7. P-S.
    non è un dipinto, sorry. Mi è ritornato in mente il mio primo commento mentre cenavo e infatti avevo scritto male. :/
    Baci

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  8. Ant, qui ci si è quando si può :)))

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