giovedì 2 gennaio 2014

Niente è per sempre

La bellezza matematica è una qualità che non può essere definita, non più di quanto
 la bellezza possa essere definita per l'arte, ma chi studia matematica, di solito,
 non ha difficoltà ad apprezzarla.
Paul Dirac

Niente è per sempre. Questa frase letta mille volte in mille luoghi diversi le rimbombava nella mente  come un’eco fastidiosa, come una sentenza definitiva.
Nemmeno i desideri sono per sempre, nemmeno i sogni, gli uni e gli altri, se sei fortunato, mutano nel tempo e seguono i tuoi fallimenti e le tue sconfitte, le tue gioie e i tuoi dolori, le scelte forzate dalla vita, anche quando non ci sentivi vita dentro.
Niente è per sempre,  non l’odio che sfibra e lega, e meno che meno l’amore. Qualsiasi amore, quello  che infiamma i sensi, l’amore placido come il fiume in primavera, l’amore pensato ed irrealizzato.
Niente è per sempre, nemmeno quell’amicizia  che pensavi eterna e che sfiorisce se tu ti allontani un po’, come la scia che segue la nave: più ti allontani, più perde forma e ridiventa acqua nell’acqua (dove l’aveva colta questa similitudine? Forse erano i pensieri di qualche anima molto più sensibile della sua, molto più sofferente).
Restano tracce indelebili, tracce spesso non determinate e disegnate,  che ti hanno cambiato la vita, questa sì per sempre.

Non andartene così. Dimmi qualcosa  che io possa  accarezzare, coltivare nel mio piccolo giardino  mentale, come segno del tuo passaggio nella mia vita.
Lui le scrisse sul braccio:




Lo sguardo smarrito di lei, gli fece capire che avrebbe dovuto, questa volta, dare una qualche indicazione in più, rispetto al  suo solito eloquente silenzio.

Quella che leggi è un’equazione della fisica, l’equazione di Dirac, l’equazione della bellezza, secondo la quale   se due sistemi entrano in contatto tra di loro, per il fenomeno dell’entanglement quantistico, questi due sistemi  non saranno mai più due sistemi distinti tra di loro poiché ognuno di loro recherà tracce dell’altro, non importa a che distanza spaziale o temporale loro si trovino successivamente.

Lei non capiva cosa stesse dicendo, o forse sì.
Forse lui voleva dirle che l’assioma “niente è per sempre” non era così ineludibile, così fatale come lei credeva fosse. Cambiava solo la forma della relazione, ma lui ci sarebbe stato per sempre.
Lo guardò negli occhi per comunicargli che aveva compreso.
Lui ricambiò il suo sguardo e, per la prima volta, quello che lei pensava fosse incomunicabilità si rivelò essere la più alta forma di comunicazione tra essere umani, una comunicazione empatica,  che non aveva bisogno di parole.
Una comunicazione dipanante  Altrove che l'usuale, una comunicazione che non sarebbe svanita nelle brume del distacco, poiché quel che lui le aveva trasmesso, nel tempo che le loro strade avevano seguito un unico percorso, oramai faceva parte di lei, avvolto alla sua anima.

Niente è per sempre, tranne il sempre, vero?


Lui non rispose, era già vento nel vento. 

30 commenti:

  1. l'amore ha bisogno di presenza: un falso ideologico
    ciao Perla, buon anno

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    1. L'amore come l'amicizia.. è quel che volevo dire con il post, Manuela :)

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    2. L'amicizia è amore. Come diceva il grande Giorgio, l'amore è una parola che vola troppo.

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    3. Concordo!! L'amicizia è una forma d'amore. Forse è l'amore senza il desiderio sessuale. :)
      Forse gli amori che sono pervasi da amicizia sono quelli che resistono al tempo...

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  2. Vento nel vento
    Tra i capelli di lei
    Per impigliarsi per sempre.

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    1. Bellissima metafora di quel che è "presenza", Daniele :)

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  3. Ma proprio perchè ogni sistema conserverà traccia dell'altro tutto è per sempre....

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    1. questa è la sintesi, MG, esattamente questa :)... Tutto, anche se cambia modalità:)

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  4. Il sempre può essere dentro di noi: emozioni, ricordi, sensazioni che sopravvivono al tempo, alle avversità,persino alla morte. Cambiano le relazioni, i luoghi, le persone, ma non cambiano il cielo, il sole, la luce, l'ombra, l'empatia tra le anime...Non cambia la voglia di sperare e di credere che, in fondo ad ogni tunnel, ci sia sempre la luce.
    Buon 2014!

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    1. Personalmente nn vedo sempre luce in fondo al tunnel, Kathe, ognuno di noi ha reazioni differenti.
      Mi piace questo tuo spirito positivo, forse è questa la chiave di lettura più appropriata di quell'avventura chiamata "vita".
      Auguri anche a te :)

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  5. Un sorriso con l'augurio di un nuovo buon anno.
    ^___^

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  6. http://www.youtube.com/watch?v=xBRQcqwCPuA


    Non è per sempre - Afterhours

    Dici che i tuoi fiori
    si sono rovinati
    non hai abilità
    questa nazione è brutta
    ti fa sentire asciutta
    senza volontà
    e gioca a fare Dio
    manipolando il tuo DNA
    così se vuoi cambiare
    invece resti uguale
    per l'eternità

    ma non c'è niente
    che sia per sempre
    perciò se è da un po'
    che stai così male
    il tuo diploma in fallimento
    è una laurea per reagire

    puoi finger bene
    ma so che hai fame

    tutto è efficacia
    e razionalità
    niente può stupire
    e non è certo il tempo
    quello che ti invecchia
    e ti fa morire
    ma tu rifiuti di ascoltare
    ogni segnale che ti può cambiare
    perchè ti fa paura
    quello che succederà
    se poi ti senti uguale

    ma non c'è niente
    che sia per sempre
    perciò se è da un po'
    che stai così male
    il tuo diploma in fallimento
    è una laurea per reagire

    sai finger bene
    ma so che hai fame

    non è niente
    non è per sempre
    è troppo ormai
    che stai così male
    il tuo diploma in fallimento
    è una laurea per reagire
    non è niente
    non è per sempre

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    1. Bard :) Come al solito, grazie!
      .... solo che io invece credo che talune cose lo siano per sempre.
      Poi c'è anche l'equazione che supporta la mia tesi ...))))

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  7. La formula di Dirac si dice sia la formula più bella che esista.
    L'amore e l'amicizia hanno bisogno di presenza è vero, però delle volte anche lontani rimane dentro qualcosa di molto forte, ma con un sapore malinconico.
    Anche io ho scritto un racconto ispirato dalla formula. Si chiama "La formula perfetta" se lo digiti nel "cerca" del mio blog lo trovi (26 luglio 2013).
    Buon Anno Perla
    Al3ph

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    1. Infatti, Aleph, è chiamata l'equazione della bellezza ! :)
      Io non ho amori, al momento, ma ho amici lontani e non solo per i km.... sono anni che non ci vediamo. Poi, quando ci incontriamo, è successo, sembra che ci fossimo viti solo il giorno prima. Ma nessuna malinconia... è che abbiamo costruito qualcosa di così solido che sfida il tempo e lo spazio...
      Cercherò questo racconto... ma forse l'ho letto, o almeno mi sembra di ricordarlo.
      Buon anno anche a te :)
      F

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  8. Mi hai fatto lasciare fuori la mediocrità delle cose. Questo è per sempre.

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    1. Significa che questo racconto ti è piaciuto? :)

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  9. Non credo che i dialetti non si possano imparare, è più difficile conoscerne l'anima.
    La letteratura dei siciliani è di valore assoluto e non ho bisogno di citarne i nomi, non qui da te.
    Il tuo post è pieno di un lirismo moderno e coinvolgente.
    Ho commentato qui perchè anch'io ho qualche blog in "disuso" che tengo da parte per un gioco adulto e ho visto che tu non passi mai nè dal Circolo nè dalle Note..
    LUCA- Enzo- eALTROANCORA.

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    1. Concordo con te sui dialetti :)... ma anche sulle lingue straniere , eh. Tutto si può fare, volendo. Oddio, proprio tutto no, forse tener presente un sano principio di realtà ben presente, su qulli che sono i nostri umani limiti, ci salva da sensi di onnipotenza che potrebbero essere davvero deleteri!
      E' vero che dal Circolo non passo da un pezzo... ma è una creatura non esigente... è il nostro album dei moti dell'anima, quello... discreto e silenzioso ci aspetta :) Dalle Note , invece, passo sempre.. va beh, oggi non ci sono proprio stata, quindi è un altro discorso.
      Mi hai incuriosita con questa storia del Luca , Enzo e...? E? Con quale altro nome ti conosco? :)
      (Ne sai una più del diavolo, tu... altro che le donne!! Tu fai concorrenza a belzebù!! :)))) )

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    2. Passerò dunque da entrambi i blog, silenzioso e discreto per ora.
      Belzebu.
      Il post mi è piaciuto moltissimo.

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    3. Grazie :)
      ..... ti chiamerò Belzebù, dunque :)

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  10. Anch'io credo che il "sempre" sia ciò che permane indelebile nella nostro essere, comunque la vita ci abbia trasformato, e ovunque ci abbia portato. Vorrei però aggiungere, facendo un po' la sconciafeste, che la "traccia" a volte continua a nutrirci, altre ci avvelena, anche se ci sembra di averne perso memoria. Dipende dall'esperienza, dipende dalle persone, dipende da noi.

    In questo caso, nel caso del tuo post, voglio cogliere solo la bellezza, il nutrimento. Mi hai fatto pensare ad un certo Titanio, con cui Perla provoca Francesca in Tangheri e tangueri, e questo post potrebbe essere la sinfonia di alcune note di quel racconto.

    Curiosità: sai che Paul Dirac era un uomo estremamente freddo, distaccato, e taciturno? Si raccontano tanti aneddoti sul suo carattere spigoloso, persino di un dialogo con la moglie che, esausta, gli chiese cosa avrebbe fatto senza di lei se l'avesse lasciato. E pare lui avesse risposto imperturbabile: ti direi ciao, cara. :) E vabbé, le sarebbe rimasta l'equazione!

    E con questa uscita demenziale ti saluto e vado a farmi un aerosol. Ohi ohi, le mie feste natalizie sono state splendide ma la salute fa un po' cilecca. :)

    A proposito, buon anno! :)

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    1. Ant, devo farti leggere un racconto. Postato tanti anni fa :)
      Cerco di evitare di ripostare cose che ho già pubblicato... ho fatto una fatica del diavolo a guarire dalla "agoraite", ovvero della nostalgia del mio vecchio blog... che cerco di non ripensare, ma farò una eccezione... e sai perché? Perché tu hai scritto qui un concetto che era il perno di quel racconto, circa le tracce che il nostro passato lascia impresse sulla nostra anima.... io elaboravo la teoria del doppio letto di un fiume.... Ma ti farò leggere presto :)
      Devi avere doti di preveggenza, tu... o di telepatia ! :) Infatti è stato proprio Titanio a farmi conoscere Dirac! E non solo Dirac... mi ha fatto conoscere le quattro (più quella di Einstein) equazioni che travalicano la fisica per diventare filosofia, per diventare vita: le equazioni più belle al mondo :)
      Quando Titanio, lo chiamerò così, mi parlò di Dirac, io feci molte letture su di lui (son curiosissima sulle cose che ignoro) e così ho scoperto anche io quel che tu mi hai riportato circa il suo essere scontroso e taciturno: è stato definito il matematico più taciturno della Storia :)) Non conoscevo questo aneddoto sulla moglie, però, e per il quale ti ringrazio :)
      Buon Anno, Ant, felice di averti riletta, bentornata alla quotidianità.. felice che le tue feste natalizie siano state splendide, ma ora pensa a star meglio.
      Avremo modo di "duettare" qui... l'anno è appena cominciato
      Un abbraccio
      F

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  11. …e scusa gli errori di battitura.

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    1. (te lo scrivo tra parentesi così non ci legge nessuno... dove sono gli errori di battitura??? Io non ne ho visto nemmeno mezzo!!! :))) )

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  12. Francesca, scusa queste visite a puntate, ma sto ancora cotta, per non dire peggiorata, dall'influenza. Grazie delle belle riflessioni. E grazie della riedizione.
    Volevo solo aggiungere che non ho nessun potere telepatico. Ho solo letto bene il racconto in cui citavi Titanio, era tutto scritto da te! :) Unisci a questo che, benedizione e maledizione al contempo, ho molta memoria, ed ecco la magia.
    Grazie, un abbraccio. :)
    Antonella

    P.S.: c'è l'errore, sì! "Indelebile nella nostro essere" :)

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  13. Antonella :) la mia era una battuta, solo una battuta !
    Non mi è affatto sfuggita una tua dote che ritengo apprezzabilissima e rara: l'attenzione.
    Mi piacciono moltissimo le persone che sanno "ascoltare"... perché qui si legge non si ascolta, ma il senso non cambia! Essere capaci di metter da parte per un attimo se stessi, e porgersi all'altro/a completamente è azione sempre più rara in questa società :)
    Grazie, davvero grazie!!! :)

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  14. Sì, lo so, ci mancherebbe che tu mi considerassi una specie di maghetta. Era un modo per sottolineare, anche per chi eventualmente passasse a leggere, quanto profondo, e tutto da esplorare, fosse quel racconto dalla veste scanzonata e ironica che si presta a farsi leggere tutto d'un fiato. Grazie a te, assai! :)

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  15. l'equazione in quella forma è errata

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