mercoledì 15 gennaio 2014

What kind of blogger are you?

Scrivere è un po' come il sesso quando si invecchia: cominciare diventa ogni giorno un po' più difficile, ma quando hai cominciato non vorresti mai finire.
Stephen King

Sul numero di ieri de LaRepubblica, c’era un interessante articolo sul rifiuto degli italiani alla lettura. Secondo recenti statistiche, pare che solo il 13% degli italiani legga almeno un libro al mese, mentre ci son ben 4 italiani su dieci che non hanno mai letto un libro in vita loro, che non sia stato un libro scolastico. Seguiva una esilarante intervista a un Non Lettore (nell’articolo era in maiuscolo perché era il suo nome nell’intervista) una persona, un musicista,   dai molteplici interessi: arte, viaggi, musica etc. che affermava che la lettura lo annoiava, che non gli servivano i libri per comprendere la vita, e per comprendere la gente gli bastava guardare verso il cielo.  Bontà sua.
Per contro ricordo, sempre su LaRepubblica di qualche mese fa, un articolo dove si dimostrava, dati alla mano, che sono più gli italiani che scrivono di quelli che leggono. E così mi son chiesta, ma che storia è mai questa? il tizio che ha scritto il libro, avrà pur riletto il suo libro, no? Ma forse il suo libro non rientra nel computo dei libri letti (perdonate la mia punta di sarcasmo).
Se applichiamo le informazioni di cui sopra alla blogosfera, devo convenire  che molti, moltissimi blogger che conosco hanno pubblicato almeno un libro. Qualcuno lo ho comprato e letto, molti no, ma per una ragione logistica: sono da molto tempo senza la carta per comprare online e nelle librerie  cittadine non sono mai arrivati.
I blogger, già, questi strani individui che si muovono nel luogo/non luogo per eccellenza, strani e diversissimi tra loro ma con un comune denominatore: il narcisismo.
Diciamocelo, chi scrive, lo fa per essere letto. Chi afferma il contrario o è un neofita della blogosfera o mente sapendo di mentire. Chi afferma di scrivere per se stesso e non cerca lettori, dopo un po’ molla il blog, proprio perché gli viene a mancare lo scambio, il confronto, anche solo il cazzeggio (scusate il francesismo). Quindi si scrive per essere letti, e fin qui niente di sconvolgente. I problemi, diciamo così, iniziano quando chi scrive per essere letto non legge il lavoro altrui o, se lo fa, non lascia tracce della sua lettura. E per tracce non intendo i “ciaocomestaipassavodiquisplendidopostritornerò” e poi via una serie di immagini glitterate. Parliamoci chiaro, le immagini vanno bene, così come i saluti, non sempre si ha qualcosa da dire. È quando diventa l’impronta del nostro passaggio che  questo modo di stare sul blog, almeno a me, stanca.
Il blogger è narciso, dicevo, afflitto da un personalismo spesso molto accentuato. Ed è anche, fondamentalmente, un solitario. Difficilmente  “fa gruppo”, riesce, cioè a far parte di un gruppo allargato che, come tutti i gruppi, sono regolati da un minimo di norme. Perché, per mettersi in gioco in un gruppo, è costretto a mettere da parte un po’ del suo esorbitante egocentrismo,  si sente appiattito in un gruppo,. E così riporta  e riproduce, nel web, quello che nella vita reale non gli riesce di esprimere e che è il motivo che lo ha spinto sul web: la solitudine, la necessità di essere ascoltati, l’illusione di essere speciali: tutte cose che, spesso anche se non sempre,  condizionano la sua quotidianità.
Spesso si dice, ed io ne sono convinta, che il web sia uno spaccato fedele  della routine quotidiana e così, i blogger, per riallacciarmi all’articolo del quotidiano,  stanno sul web come scrittori, non come lettori.

Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni in merito



37 commenti:

  1. Cominciamo col dire che col sesso il rapporto non è mai stato facile,forse per tutti quelli della mia generazione o forse no,chissa',la chiesa ha dato un ottimo contributo perchè fosse traumatico e colpevolizzato-.dunque la similitudine nel caso specifico,non mi calza.Io ho comninciato a scribacchiare da piccola,giu' in Calabria ancora,a diario,dunque non volevo essere letta,e non sempre il contesto era a livello confessionale come sempre i diari.Poi al nord,è diventata scrittura di sfogo contro il razzismo che mi veniva usato contro,quindi era occasione di sfogo e pianto e anche in questo caso non era perchè mi si leggesse,in seguito ho cominciato a scrivere poesie seppellendole nei miei cassetti.Da vecchia..diciamo,con l'approccio al computer edulcorando la rabbia e il dolore, riappropriandomi finalmente dell'orgoglio dell'identità ho scritto anche per sapere cosa gli altri pensassero delle mie vecchie scritture.Anche in questo caso su Splinder si è verificato il miracolo del confronto,dopo vari mesi di attesa ,ovviamente,mi ero fatta il mio "giro",poi finito e su wordpress,non me la sono sentita di andare a raccattare ancora lettori e a mia volta leggere,a volta anzi leggevo ma senza commentare.E' difficile il confronto Perla,per me lo è sempre stato,forse anche per questo ho continuato a scrvere per non essere letta nei quadernetti,e poi ho preferito leggere libri e non piu' blogger.

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    1. Ida, anche io ho cominciato da piccola a scribacchiare, diciamo ad imbrattare fogli più che altro, che sono rimasti nei cassetti dell'adolescenza :)
      Poi, passata l'adolescenza, son diventata "seria", ho perso cioè la voglia di giocare, mi sono interessata di politica, anzi ho fatto politica attiva, e la poesia l'ho relegata in un angolo. Ho ricominciato a scriverne quando, su consiglio di Viola (chissà se te la ricordi, scriveva su splinder) ho aperto Agorà. Il fatto che ricevevo le impressioni più disparate mi ha fatto crescere molto, specie le critiche amabilmente feroci di Furio, così piano piano sono riuscita a tirar fuori dal baule delle mie emozioni parole che hanno composto "poesie", racconti etc.
      Non mi reputo una scrittrice, anzi ho ben presente la mia abissale ignoranza (sarà che ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare persone di enorme cultura) quindi ho ben presente i miei limiti. Il blog mi ha aiutato molto, devo dire. Un po' per il fatto che il monitor ha "diluito" la mia infinita timidezza, un po' perché attraverso il blog - ovviamente attraverso le persone che frequentavano (e frequentano) il blog - ho sperimentato strade di Conoscenza a me ignote, mi son posta quesiti che altrimenti non mi sarei posta, ho potuto liberare tutta quella mia "malinconica giocosità" che nella vita di tutti i giorni non posso, per ovvi motivi, esprimere. Poi la mia indole, sono una "socievole riservata", ha fatto sì che amassi molto il confronto, lo perseguissi con tutte le mie forze.
      Ant ha scritto un commento molto interessante, da questo punto di vista, sul post "La notte". Tra le altre cose dice:
      Della serie che le anime, con le loro affinità e condivisioni del "sentire dentro", possono incontrarsi ovunque, anche a centinaia, migliaia di chilometri di distanza, anche nei posti deputati da NonSoChi, che non è NONso ma si crede Regola, a prefigurate funzioni, compresa quella ambigua.
      che forse riassume la mia idea dei blog e dei blogger :)

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    2. Ah, mi hai citato?
      Allora mi vendico! Ti cito in giudizio!!! Leggerai "tue notizie" più avanti. :)

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  2. Io ho letto tantissimo, dai cinque anni finchè non è nato mio figlio, intorno ai trenta. Poi gli impegni sono aumentati: casa, scuola, famiglia... In seguito si sono ammalati i miei genitori e mi sono ritrovata due persone da curare, due case da pulire...Insomma, per forza di cose ho dovuto limitare molte attività piacevoli, compreso suonare il pianoforte. E' proprio in quegli anni, e ne sono ormai passati dieci, che ho cominciato a scrivere sul blog, riscoprendo il piacere della scrittura, ricordo degli anni di scuola.
    Lungi da me l'idea di scrivere un libro:so benissimo di non essere una scrittrice

    Ho sempre letto i post degli amici e ho sempre cercato di commentare in modo pertinente. Anche a me, confesso, danno un po' fastidio quelle persone che passano lasciando semplicemente un saluto o inserendo un'immagine. Mi sembra un modo per chiedere di essere letti senza fare altrettanto.
    In quanto al gruppo, devo dire che mi sento soprattutto parte del gruppo di persone che conosco da parecchio tempo, tanto da pensare a loro come se fossero amici reali. Cerco di partecipare alle varie iniziative quando posso e quando mi ritengo in grado di farlo, conoscendo i miei limiti, ma il dialogo ed il confronto sono elementi che ho sempre ritenuto molto importanti.

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    1. Eh Kathe, la lettura... condivido con te la precocità della lettura, soprattutto grazie a mio padre- un lettore indefesso, mai conosciuto nessuno come lui, divorava i libri - Pensa che i regali che io ricordi di mio padre erano sempre e solo libri.
      Poi ho attraversato fasi nella vita (credo sia fisiologico) che ho rallentato, a volte ho proprio evitato di leggere. Ora ho ripreso :) non più con i ritmi della mia gioventù, ma un libro o due al mese li leggo.
      Per molti il blog ha determinato il rallentamento della lettura, per me ha avuto una funzione opposta. Nel mio carattere c'è di bello che ho una curiosità insaziabile verso quello che ignoro, quindi qualsiasi argomento - o autore- che non conosco è per me fonte di ricerca, di approfondimento.
      Il tuo modo di stare sui blog lo conosco :) E anche il modo di stare nei gruppi. Oggi riflettevo che son quasi dieci anni che ci leggiamo. Tu sei una persona pratica, diretta, schietta ... e, per quanto mi riguarda, sei il porto dove atterro quando tento i miei voli di Pindaro :))) Te lo avrò detto decine di volte :)


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    2. Miiii, facciamo un trio, tu, Kathe ed io? Anch'io lettrice precoce. Quando mi ammalavo, alle elementari, nascondevo le supposte sotto il materasso per non guarire e restare più giorni a casa, nel mio lettuccio, a leggere!
      Anche mio padre è un divoratore di libri …e anch'io ora leggo meno (mi riferisco a tue news nel post "Notte" per via della cechia (italiano perfetto) in aumento. Ipermetrope ed astigmatica, uff! Però leggo ancora, al massimo delle mie possibilità.

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    3. Oh Santa madonna !!! :)))
      Pure o son ipermetrope e astigmatica!
      Ne sono sempre di più convinta!! Siamo gemelle!!! :)))

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  3. Siccome io amo scrivere (poesie, i miei post in prosa sul blog non hanno per me valore artistico ma rappresentano solo degli "editoriali" se volete) eviterò il parallelo con il sesso altrimenti rischio di sembrare un gradasso lol. Io scrivo molte poesie e quelle che potete trovare sul mio blog sono solo un piccolo assaggio. Confermo che anche io cerco sempre di commentare ed ho sempre voluto commentare in modo pertinente al post che leggevo da altri e possibilmente cercando di avere qualcosa che non fosse banale da dire. E' vero che forse ora più che mai quei pochi blogger rimasti hanno pochissima voglia di confrontarsi leggendo altri e questo è un peccato secondo me.

    Per quanto mi riguarda io scrivo quello che sento e spero di essere letto perché credo e mi auguro di avere delle cose da dire che possano arrivare agli altri. Quindi chiaramente spero di essere letto ma quando scrivo non mi pongo e non mi sono mai posto il problema se quello che scrivevo poteva incontrare i favori del pubblico o magari risultare anche scomodo da digerire. E questo che si trattasse di poesie o di semplici post sul blog. Ovvio cerco sempre di essere molto severo con me stesso in relazione a quello che scrivo soprattutto le mie poesie. Che tipo di blogger sono? Sociale? Personale? Non lo so, io ho sempre amato dire che se per "personale" si intende un blog che racconta i fatti e gli accadimenti del blogger allora il mio è un blog sociale ma se per "personale" vogliamo invece intendere un blog scritto con l'anima mettendo a nudo le proprie emozioni, i propri pensieri e non quante volte abbiamo preso il the in una giornata, allora il mio è tra i blog più personali della blogosfera.

    Chiedo scusa per la prolissità del commento.

    Ciao Perla :-)))

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    1. La seconda parte del tuo commento, Daniel, mi trova concorde, anzi mi ci rivedo. Penso la stessa identica cosa circa l'esser letti e la relazione con chi mi legge.
      Il fatto è che tu scrivi benissimo, il tuo stile è davvero unico. Facile dire che scrivi delle bellissime poesie il cui tema si allontana fortemente dal solito trittico: fiore-cuore-amore per diventare poesia di denuncia civile (penso alle tue poesie su : "morti da accertare", disastri ambientali, violenza sulle donne, guerra, etc etc) ... quindi penso di poter affermare che tu sei un blogger atipico, anzi forse la definizione blogger ti sta un po' stretta. Poi, ogni tanto, fa capolino la tua anima romantica :))... e se è vero che ogni cosa che scriviamo parla di noi, beh, in queste ultime è più facile intravedere la tua anima.
      A proposito, quante volte hai preso il tea oggi??? :))
      Ah! ho un'altra domanda :) Potresti spiegarci dettagliatamente il parallelo con il sesso cui accennavi???

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    2. Ti ringrazio per le meravigliose parole che hai nei miei confronti. Non posso ahimè entrare nel dettaglio del parallelo in quanto darei una risposta "personale" nel senso di quante volte ho bevuto il "the" oggi e quindi sorry ma no comment :-)))

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    3. Volevo solo dire che condivido pienamente quello che dice Daniele sulla scrittura.
      Tra l'altro deduco che lui in questo momento sia superiore anche a Stephen King. :)
      Aleph

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    4. Grazie Aleph,vuoi dire che scrivo da "paura" lol? Scherzo , grazie per le tue parole

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    5. Ehmmm ... Daniel, non so, così, a intuito.....credo che Aleph si riferisse al famoso parallelo..... :))))

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    6. Io, invece, non condivido pienamente la reticenza di Daniele a spiegare il parallelo. :)
      Daniele, favella! Ce lo puoi spiegare in versi? :)

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    7. Daniele non favella, agisce :)
      In questo momento è impegnato nello slalom parallelo che è una specialità dello sci alpino, nella quale due atleti scendono contemporaneamente sullo stesso pendio, lungo due tracciati identici.E NON SI INCONTRANO MAI.
      Come fa a spiegare in versi una specialità sportiva?
      Perché Daniel dello slalom parallelo parlava nel suo commento.
      Tu e Aleph avevate pensato ad altro??? :D

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    8. "Daniele non favella, agisce :)" Grazie a Perla, ottima Press Agent :-)

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    9. Caspita! E chi arriva primo??? L'atleta Daniel o l'atleta Sex? :D
      Daniele, non ti arrabbiare, altrimenti ti torturiamo, piuttosto favella!
      Ma come non si può spiegare in versi? Ohhhh, ahhhh…Sìììììì Ooohhhh ...solo versi di incoraggiamento, mi aspetto di meglio! :D
      Anima candida, io. :)

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    10. Mannaggia, mi sono persa Daniele in presa diretta, ero lontana dal computer.
      Declami i tuoi versi solo dal vivo. Meglio, più emozionante.
      'Notte

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  4. ciaocomestaipassavodiquisplendidopostritornerò :)))
    Non ho un blog, e se non risulto molesta per questa ragione tornerò, per esprimere con calma delle riflessioni. Se hanno un senso le riflessioni di una semplice lettrice.
    Intanto, concordo con l'analisi di Perla. Lucida, consapevole, e spietata. Tanto di cappello, questo sì che è parlar chiaro!

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    1. Perla ti ringrazia immensamente :) Mi chiede di dirti se puoi parlare con NONSO , metterci una buona parola, visto che NONSO la considera una ignorante :) Io cerco di consolarla come posso, ma serve a poco !! Le parole di NONSO hanno abbassato di molto la sua autostima!!
      Molesta????? MOLESTA???? Se io avessi molti altri commentatori come te sarei felicissima!! E non mi posso nemmeno lamentare eh, ho i commentatori più in gamba della blogosfera :) Forse per la legge del contrappasso dantesco, i miei commentatori vanno a sanare le lacune della proprietaria del blog :)
      Aspetto il tuo commento :)

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  5. "Diciamocelo, chi scrive, lo fa per essere letto. ……. Chi afferma di scrivere per se stesso e non cerca lettori, dopo un po’ molla il blog". Sono d'accordo, però forse le interpreto in modo diverso, e cioè si scrive sempre per esser letti, tranne quando scriviamo la lista della spesa, tuttavia si scrive (quasi) sempre qualcosa che inizialmente deve piacere e deve stimolare prima di tutto noi stessi. In questo senso si scrive per se stessi, però sempre pensando ad un fantomatico lettore che quindi renderà la nostra scrittura accessibile a tutti.
    Al3ph

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    1. Aleph :) concordo, non ho una interpretazione differente.
      Tu hai esteso il concetto, partendo dallo stato emozionale quando si scrive. Io mi ero fermata prima.
      Si scrive per se stessi, per il bisogno che si ha di esprimere le proprie emozioni, poi si ha bisogno della lettura degli altri per confrontare proprio le emozioni che stavano alla base della scrittura :)
      ... è detto in un'altra maniera ma il concetto è uguale al tuo, credo...

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  6. Certo che si scrive per essere letti, e il blog è l 'occasione finalmente per tutti di avere un pub blico, micro o macro che sia!
    Ma è anche l'occasione per conoscere più gente e più opinioni, e non concordo sull'analisi del blogger come "solitario", anzi spesso è proprio alla ricerca di persone .
    A volte si lasciano saluti lampo come segnale che si è presenti su quel blog, anche se non si commenta, magari perchè non si ha niente da dire. Non lo trovo brutto, è un saluto!

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    1. MG, infatti, abbiamo detto la stessa cosa :)
      Io trovo noioso solo quando un ics blogger lascia sempre e solo saluti! Che tipo di confronto ci potrà mai essere?
      Discorso a parte sono i commenti brevissimi, ermetici.
      A volte contengono mille parole, a volte.... sono solo un'escamotage per dire "ti ho letto", ma in ogni caso vanno benissimo! :)

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  7. essere speciali è un'illusione?
    Parti da un assunto che non condivido. Perché se è vero che solo pochi arrivano alla fama, quasi tutti sono speciali, e tanti lo sanno esprimere.
    Ciò detto, io scrivo per essere letta, compresa (presa con sé), e se possibile apprezzata.
    E ciò che mi fa piacere è il sapere che ho saputo trasmettere emozioni.
    Ecco, sono il tipo di blogger che vorrebbe trasmettere emozioni tramite ciò che scrivo.
    besos!
    Uh! A proposito: ciaocomestaipassavodiquisplendidopostritornerò

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    1. Dea, ufff non mi hai capita!!!
      Sono una incompresa, ecco. Sono vittima di un complotto mediatico :)))
      Ti rispondo seriamente, dai :)
      Essere speciali non è una illusione, credo che qualunque essere umano lo sia :) ... per illusione intendevo dire pensare di essere migliori rispetto al proprio contesto :)

      Ciaoaspettoiltuoritorno :)
      Baci

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  8. Per altre strade mi è arrivato un commento a questo post. Ve lo lascio... è un capolavoro! :)

    Perlina il tuo post è inquietante come l'albero mio di Bonorva.
    come Cacciari che ora parla alla sette.
    C'è di tutto in un blogger: orazi e curiazi storie e intrighi silenzi e schiamazzi gelosie cazzeggi narcisi e eremiti tristezze e contemplazioni del proprio ombelico. gesta maestose. madri terese e ciccioline .Jovanotti e mozart.piccoli principi e repubbliche delle banane. talenti generosi e sinceri e coglioncelli acculturati. ma Vivere senza blog è pericoloso. ci si deve accontentare di se stessi. senza cuoricini .con disegni di rutti

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  9. Quanti bei commenti, specialmente l'ultimo! ahahahah esplicativo

    Ovviamente, non essendo mai stata dall'altra parte, cioè blogger, non ho esperito "sulla pelle", se non con l'immaginazione e tentativi di immedesimazione, i processi mentali ed emotivi di chi scrive su un blog. Sono un'osservatrice esterna.
    Tuttavia, condivido pienamente alcune riflessioni lette, in toto quelle del post, a partire dalla considerazione "Chi scrive, lo fa per essere letto". Lo sto facendo anch'io, in questo preciso momento, e vado a colpo sicuro perché so per certo che almeno una persona mi leggerà attentamente. :)
    Statisticamente parlando, sono pochissime le persone che hanno un blog attivo ma chiuso al pubblico -non parlo di quelli a cui devi chiedere l'accesso, ma di quelli che non fanno entrare nessuno- e che quindi non vogliono lettori ma usano il blog come banca dati, archivio personale. È una percentuale che va osservata come dato, ma nel discorso generale è ininfluente. Poi ci sono quelli che manifestano apertamente di NON voler interagire con altri, se non in maniera unidirezionale, cioè facendosi solo leggere, e disattivano la funzione commenti. Pochissimi anche questi, ma forse i narcisisti più sinceri. :)
    E il resto? Naviga a vista! :) Credo che il blog, come strumento di comunicazione contemporanea, offra la possibilità di superare i propri limiti. Dove comunicare significa "mettere in comune" non mettere in vetrina propria solitudine (il limite), ché se per questo, la vera solitudine, non cerca spettatori.
    Cito testualmente stralci di una parola al giorno. it, il primo sito a caso dove ho cercato la parola comunicare.
    "co-mu-ni-cà-re (io co-mù-ni-co) dal latino: [communicare], mettere in comune
    Incredibile il valore di questa parola, ed incredibile la profondità intuitiva della sua etimologia.
    Consapevole delle proprie responsabilità e forte del proprio ruolo, la comunicazione è un'espressione sociale, un mettere un valore al servizio di qualcuno o qualcosa fuori da sé: non basta pronunciare, scrivere o disegnare per comunicare; la comunicazione avviene quando arriva, quando l'espressione è compresa e diventa patrimonio comune per la costruzione di una discussione, di un sapere, di una cultura"
    .
    Costruzione di discussioni, sapere, cultura. Aggiungo: di valori, idee, emozioni, amicizia. E perché no? Il blog potrebbe essere un'eccellente possibilità di umanità, mentre spesso, ahimé, diventa scambio di gettoni di presenza, il cui unico contenuto è Ok, ho letto, ora leggimi, vince chi colleziona più click e ciao miaooo! Con tutto il rispetto per i gattini.
    Mettere in comune e mettersi in gioco, imparare a leggere, prima ancora che scrivere. perché se non sai leggere, non sai neanche scrivere, e non mi riferisco di certo alla bella forma. Ma…
    "Il gioco è una cosa seria? Seriamente ne sono convintissima! Attraverso il gioco si veicolano tanti di quei messaggi, anche quelli più "feroci", ma non feriscono, proprio per le caratteristiche che assume la funzione del gioco.
    Ma giocare non è facile [...] Per saper giocare bisogna che si sappia essere seri, senza perdere la capacità di stupirsi e, allo stesso tempo, abbandonare la serietà per ritrovare quegli stati d'animo che, per esempio, permette al bambino di ricominciare sempre daccapo. :)"

    Perla dixit in "Notte".
    Abbandonare (seriamente) la serietà è uscire dal proprio solipsimo, egocentrismo, individualismo, chiamiamolo come ci pare, e imparare a con-dividere. Non solo le parole, anche pensieri autentici, anche la propria anima, please!

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    1. Ant, un commento che sembra un discorso solenne: molto ma molto bello e condiviso da me al 100%.
      Non lo avevo ancora letto (non avevo riaperto qui, pensavo che il tuo commento fosse quello lasciato in calce a quello di Kathe :) ) ed sono andata a leggere il post di Aleph.
      Beh, vai a leggerlo, se vuoi :) è la sintesi di questo commento, non ci crederai! :)

      Credo che tu per:
      Mettere in comune e mettersi in gioco, imparare a leggere, prima ancora che scrivere. perché se non sai leggere, non sai neanche scrivere, e non mi riferisco di certo alla bella forma.
      intenda leggere=ascoltare, leggere empaticamente insomma, non scorrere con gli occhi le righe. La stessa differenza che c'è tra sentire ed ascoltare....
      E quando si sa leggere empaticamente si riesce a condividere anche frammenti della propria anima!

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  10. Dimenticavo...
    Cara Perla, sono andata da Nonso, ma sull'uscio della sua residenza, mi ha bloccata un urlo.
    Era uno dei suoi figli più famosi che parlava.
    Pirla, Pirla!
    Dici a me?
    Sì, a te, sei una Pirla, da non confondere con Perla.
    E perché?
    Perché io sono il Figlio, onnisciente come il Padre, e so cosa cerchi, ma il vecchio ha l'altzheimer ed è meglio non scomodarlo. Metterò io la "buona parola" ma tu mi devi ascoltare.
    Dimmi pure, figlio di Nonso.
    Vai da Perla, e dille di non preoccuparsi di nulla, perché gli ultimi saranno i primi! Capito?
    Ok, riferirò!

    ;))) Mi cacci?

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    1. Uhmmm sta storia degli ultimi che saranno i primi l'ho già sentita da qualche parte. Non so perché ma non mi convince proprio!!! :))))
      Se passo da ultima a prima, quelli in fila dietro di me mi linciano... evidentemente il Figlio non deve aver mai fatto la fila a uno sportello postale!!!!
      Bello, Pilra e Perla mi sembrano due nomi adatti a delle gemelle... poi sono interscambiabili :)))) Mi vengono in mente mille situazioni dove potremmo scambiarci il nome, non le cito per pudore :)))) ... e anche per lasciare libera la fantasia :)))))
      Comunque Perla deriva da Pirla, ed entrambi i nomi dal famoso motto latino :
      Pirlum vivere, deinde philosophari

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  11. Franceeeesca! :)))
    Ho appena lasciato un commento ad Al3ph, vengo qui, e scopro che siamo gemelle davvero! Leggere=ascoltare è quello che ho scritto sul suo blog. Intendevo proprio questo, grazie dell'ascolto. Grazie dell'accoglienza, grazie di tutto.
    Io sono la gemella Pirla, aggiudicato, mi piace. Quando incominciamo a scambiarci il nome? :)

    Oggi pomeriggio credo di aver scritto in questa pagina cinque commenti (ti vorrei far notare il sollecito a Daniele per il suo parallelo, Daniele, se ci sei batti un colpo… ehm, doppio senso? ;) ), ed un altro a "Notte", ma quello è proprio osceno. :)
    Comunque mi hai fatto ridere di cuore, anche quando hai detto che il mio discorso sembrava solenne. È vero! Mi è uscito un discorso da Pirla oratoria. :)
    Come anche la perla del Figlio di Nonso, mi sa tanto che è una pirlata. Si vede che è uno che non paga le bollette!

    Domani è in uscita il gioco con le parole scelte da te? Attendo.
    Grazie, un abbraccio.

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    1. Grazie a te , Ant :) Hai concorso in maniera determinante a fare di questo post un gioiello di ironia e di gioco.... proprio nello spirito che si descriveva nei commenti stessi.
      E' bellissimo fare blog così :)
      Sullo scambio... possiamo cominciare fin da subito... quasi quasi creo un profilo "Pirla" e poi ci firmiamo alternativamente :)))) chissà se si può fare?
      Poi andiamo , che ne so, da Aleph, da Daniel, da Kathe... e confondiamo le acque :))))

      Grazie, Antonella, grazie davvero :) è stato davvero un bel giorno quando ho incrociato il mio cammino virtuale con il tuo. Non finirò mai di ringraziare Aleph :)


      Si, domani è il giorno fatidico :) Mi sa che posteremo in pochini, c'è la fuga da Alcatraz :)))))

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  12. Ahahahah sarà troppo divertente andare a confondere le acque, specialmente dopo averli avvisati! Perla&Pirla Coming Soon! :)
    Al3ph, ci senti? Grazie! Lui lo sa, ed è contento.

    Grazie a te Francesca, è un immenso piacere. Ti auguro la buona notte.
    Ora vado a nanna, ma prima chiederò di Daniel nei commenti più in alto. :)

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    1. Daniel conferma la versione "Daniele non favella ma agisce" data dalla sua ottima Press Agent Perla lol :-)))

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  13. Arrivo tardi, lo so ma lascio ugualmente la mia monetina...

    Dipende. L’equazione blogger=narcisista mi convince fino ad un certo punto. Credo sia meglio non generalizzare.
    Certamente si scrive per essere letti, essere apprezzati fa sempre piacere, anche fuori dal blog, ma se così fosse ogni essere umano sarebbe da considerare narcisista. Si scrive però anche per condividere emozioni proprie – e in questo senso si scrive per se stessi – ma anche per cercare di stimolare una discussione, un confronto e, perché no, per provocare una reazione. Il narcisismo lo vedo più in altre forme di diffusione che non sui blog il cui spirito mi sembra principalmente rivolto alla voglia di confrontarsi. Credo che molti qui apprezzino di più una serie di interessanti commenti privi di complimenti piuttosto che tanti clic silenziosi sulle proprie pagine.
    Personalmente vado a periodi. Se scrivo commento pure, se non lo faccio è perché sono poco presente in rete o impegnato in altre pesanti faccende come in queste settimane. Il blog comunque non ha mai rallentato il mio ritmo di lettura, sempre piuttosto sostenuto.
    E oggi non sono d’accordo nemmeno con S. King. Scrivere non mi sembra più faticoso che in gioventù. Sul sesso sorvolo. :-|

    E lascio pure un saluto!

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    1. Il tuo apporto è sempre graditissimo, Dodo, lo sai :)
      La mia stima per te è immensa.
      Per il narcisismo,, beh, non si può mica essere d'accordo sempre :)... anzi nella disparità di opinioni si cresce.
      Il il narcisismo, non so io ce lo vedo, anche se in misura minore che in altri, come chiamarli, social network?. Per esempio non è paragonabile a FB, dove davvero si sta in vetrina.... e lo dico, standoci su FB!
      Forse viene visto come meno personale, rispetto ai blog, non saprei. Forse viene visto come meno impegnativo... io so solo che non lo amo molto, FB.
      Ma sono due strumenti di conoscenza diversissimi tra di loro, forse non sono nemmeno paragonabili.

      Sul sesso sorvolano tutti, chissà perché :)))

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