sabato 15 marzo 2014

La rete 2

Avvampando gli angeli caddero; profondo il tuono riempì le loro rive,
 bruciando con i roghi dell'orco.

Tratto da “Blade Runner”

Era fuggito da quella piazza, era salito in macchina ed era partito a razzo verso casa. Un senso di frustrazione lo aveva annientato  Lasciarsi prendere in giro così! Lui che, di solito, prendeva in giro gli altri.  La cosa che lo disturbava di più  era che  aveva creduto in quella donna; lui, casanova incallito, si era innamorato  davvero!
Quel carnevale se lo sarebbe ricordato, ne era sicuro. Mai più web, si disse, mai più! E così fu, ed anche se  non poteva evitarsi di stare  al pc, visto che il suo lavoro si svolgeva in gran parte lì, non aveva più aperto facebook né altri social network.
Appena poteva indossava la tuta e le scarpette ed andava a correre.  Era cambiato, Gianni, aveva perso interesse anche per la vita mondana; tranne qualche puntatina al cinema o a teatro per il resto era diventato un vero esempio di virtù, come gli disse la sorella per farlo sorridere.
Si era immerso nel suo lavoro, elaborava dati su dati,  stendeva rapporti, tutto pur di non pensare. A complicare le cose ci si mise anche il suo pc, o meglio il suo Sistema Operativo che cominciò a dare i numeri; dopo vari tentativi di rimetterlo in ordine si arrese e decise di installare quello all'avanguardia che gli aveva portato il suo amico da silicon valley
Il nuovo. S.O. andava come una freccia: veloce efficiente: sembrava leggergli nella mente.  Il ricordo di Leonora ogni tanto faceva capolino nei suoi pensieri  e, in questi frangenti, gli capitava di fare  una  corbelleria  dopo l'altra,  pasticci che mettevano in serio pericolo la sua banca dati.  Grande fu la sua meraviglia quando, dopo uno di questi errori, senti distintamente la voce di Leonora/Marco  che  diceva: 
Ehi! Stai attento, se continui così mi uccidi! Ma dove ce l’hai la testa?
Si guardò in giro disorientato. Era solo nella stanza, da dove proveniva quella voce? Quasi ad esorcizzare la paura, urlò:
lo scherzo è bello finché dura poco, chi c’è nella stanza?
Una risata, la risata di Leonora/Marco, gli ghiacciò il sangue nelle vene. Si guardò intorno inquieto, sinceramente spaventato. 
Ma dove guardi? Sono io, sono il tuo nuovo sistema operativo. 
Un Sistema Operativo dotato di voce, voce conosciuta  e a lui  adesso odiosa ? Stava diventando matto?
Provò a rispondere: perché questa voce? 
Beh, ho dato un’occhiata tra  i tuoi documenti  che hai qui, ho ritrovato l’mp3 con la voce di Leonora; a proposito che fine ha fatto? Perché non vi scrivete più?
Chiuse di colpo il pc. Stava diventando pazzo, ne era certo, lo scherzo terribile di cui era stato oggetto lo aveva sconvolto più di quanto avesse potuto pensare.  Uscì nella luce della sera,  si infilò nel primo ristorantino e si concesse alla solitudine della gente che affollava il locale. Non rientrò a casa, quella notte. Girovagò con la macchina uscendo dalla città, finché il sonno non divenne qualcosa di più che una esigenza; spense il motore e si addormentò, per riaprire gli occhi ai primi raggi di sole l'indomani.
Rientrato a casa fece una doccia e con ancora addosso l’accappatoio aprì il pc.
Bentornato! Mi hai lasciata da sola ieri sera?
Allora non sono pazzo! Mormorò
No che non lo sei, io sono un Sistema Operativo di ultimissima generazione; siam dotati di voce, di intelligenza, di tutto ciò che ha un essere umano, tranne il corpo.
Potresti assumere un altro timbro di voce? chiese, con un filo di voce, quasi un lamento
Certo che sì, basta sia presente tra i documenti del pc  rispose con i toni flautati della voce di Etta James.
Cantami At last, te ne prego...
E mentre nell'aria si diffondevano le note della canzone si sedette, allungò le braccia, abbracciò  l'oggetto che gli stava scaldando il cuore il quel momento e pianse. Forse era pronto per un nuovo amore.
.






p.s.:  Esce sabato in Italia un film che parla di un uomo che si innamora di un sistema operativo. Io non lo sapevo quando ho scritto il racconto, non sapevo dell'esistenza di questo film, lo ho scoperto giovedì sera chiacchierando con una amica, con la quale parlavo di questo racconto. 


Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger su parole scelte a turno dai partecipanti. Parole e partecipanti li potete trovare sul blog "Verba Ludica", al link:   http://carbonaridellaparola.blogspot.it/ 

7 commenti:

  1. se qualcuno immagina qualcosa significa che i tempi sono maturi e chi ne parla significa che è in perfetta sintonia con la sua epoca. Solo i vecchi come me parlano solo del loro ipotetico passato, cercando di renderlo sopportabile. A ognuno il suo prossimo passato...

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  2. L'amico immaginario che torna in versione adulta. Che dio o chi per lui ce ne scampi e liberi :)

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  3. se penso alla serie Star Trek, ai libri di Asimov, a Giulio Verne, beh penso che immaginare un futuro neanche troppo lontano sia legittimo e facile. Avremo senz'altro a brevissimo i robot che ci affrancheranno dal lavoro ma anche la spersonalizzazione del nonstro ego. Il posto è un ottimo spunto per proseguire su un racconto da gustare. Grazie per le suggestioni positive

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  4. Se non conoscevi quel film, è davvero sorprendente la somiglianza dell'idea. Il film "Her" (Lei) è bellissimo, per me il film più bello tra tutti i candidati all'Oscar. Gli hanno dato il premio per migliore sceneggiatura, la tua praticamente :)
    Al3ph

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  5. ahhh..... !!! Ma è ma è capitato qualcosa di simile ...dico sul serio... non con un sistema operativo, ma con un software che serve per disegnare :) Non a questi livelli, certo, non parlava (però rispondeva alle "inquiry") :) Era "freddo" di mattina e "cado di sera" (quando avevo trovato schemi tracciamenti e soluzioni). Ora ci siamo stabilizzati e ci si incontra alla bisogna :)
    Mi è capitato anche col winzip quando c'era l'ansia dell'hard disk troppo pieno.
    Ok sto esagerando ... e quindi adesso quindi esce anche un film tema, beh per me sei arrivata prima tu Francesca, quindi prendo riferimento nettamente il tuo racconto. Grazie !
    Simo - Ray

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  6. basta pensare a Siri, il sistema di assistenza vocale della Apple: tu fai domande (anche le più assurde) e lei ti risponde, e se prosegui con richieste correlate la cosa ha il sapore di una conversazione, anche se vagamente surreale. L'effetto, per noi antropomorfi dalla forte tendenza ad antropomorfizzare, è inquietante.

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