giovedì 10 aprile 2014

Aldo Braibanti

“Se c'e un uomo «mite» nel senso più puro del termine, questo è Braibanti: egli non si è appoggiato infatti mai a niente e a nessuno; non ha chiesto o preteso mai nulla. Qual è dunque il delitto che egli ha commesso per essere condannato attraverso l’accusa, pretestuale, di plagio? Il suo delitto è stata la sua debolezza. Ma questa debolezza egli se l’è scelta e voluta, rifiutando qualsiasi forma di autorità: autorità, che, come autore, in qualche modo, gli sarebbe provenuta naturalmente, solo che egli avesse accettato anche in misura minima una qualsiasi idea comune di intellettuale: o quella comunista o quella borghese o quella cattolica, o quella, semplicemente, letteraria... Invece egli si è rifiutato d’identificarsi con qualsiasi di queste figure - infine buffonesche - di intellettuale”
Pier Paolo Pasolini -  13 agosto 1968


E’ morto a 92 anni, lo scorso 6 aprile, Aldo Braibanti. Chi lo conosceva? Pochi, pochissimi. Nemmeno io. Il suo nome non mi era sconosciuto, ma non ho mai letto niente di lui. E come me molte persone, anche chi non è restio a leggere. Non è un caso che di lui non si sappia praticamente nulla. Intellettuale a tutto tondo, intellettuale “scomodo”, nelle parole di Pasolini si capisce il perché è rimasto da sempre nell’oblio.  Eppure, quando fu arrestato, era il migliore intellettuale che l’Italia all’epoca avesse, secondo Carmelo Bene che, nel 1998, scriveva di lui:

"Un fatto ignobile. Uno dei tanti petali di questo fiore marcito che è l'Italia. Fu condannato a undici anni, per un reato mai tirato in ballo fino ad allora. Il plagio. Per giunta ai danni di un maggiorenne... Tutto è plagio, che scoperta! Qualunque soggetto pensante e parlante è quotidianamente sottoposto a plagio. In seguito, sempre troppo tardi, questo reato fu cancellato dal codice penale. Contro Braibanti si scatenò la rappresaglia del sociale, la vendetta delle masse. Era l'intellettuale migliore che avesse l'Italia all'epoca. Aveva interessi pittorici, letterari, musicali. Profeta in anticipo di trent'anni. Fu uno dei primi a condannare il consumismo. I “diversi” allora in Italia si contavano. Lui, Pasolini, pochi altri"

8 commenti:

  1. c'è una frase su Wikipedia che spiega molto del silenzio e perché voi "giovani" non ne abbiate saputo granché.

    Mentre lo stesso Braibanti in “Emergenze. Conversazioni con Aldo Braibanti” ricorderà trentacinque anni dopo: “quel processo, a cui mi sono sentito moralmente estraneo, mi è costato due nuovi anni di prigione, che però non sono serviti a ottenere quello che gli accusatori volevano, cioè distruggere completamente la presenza di un uomo della Resistenza, e libero pensatore, ma tanto disinserito dal mondo sociale da essere l'utile idiota adatto a una repressione emblematica. Purtroppo la colpevole superficialità di gran parte dei media ha cercato da allora di etichettarmi in modo talmente odioso che per reazione ho finito col chiudermi sempre più in un isolamento di protesta, fuori da ogni mercato culturale”.

    In effetti anche a me ha colpito che fosse ancora VIVO, nel senso che dopo mi son ricordato le polemiche, le discussioni che erano vivacissime, ma non solo nell'ambito della sinistra o dei laici. Io da lettore all'epoca de Il Borghese avevo letto ampiamente delle polemiche. Il tutto, allora per me, però sapeva di lontano, di beghe di famiglie borghesi, ricche. Quelli come me avevano ben altro di cui occuparsi. E poi arrivò il '68, in fondo Braibanti era un tranquillo, non gridava, non tirava bombe...

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  2. bel post .
    Se n'è andato in silenzio . come è vissuto dopo le sue condanne. eppure vedi Perla che Aldo Braibanti ritorna . ritornerà sempre.a ricordare un pezzo di povera miserabile bigotta Italia e reazionaria di quegli anni del boom economico.delitto di plagio vedi un po'. assurdità italiana . se il dibattito prendesse fuoco oggi su quegli anni verrebbe da dire anche sul plagio d'oggi .di quanto ci siamo dentro vecchie e nuove generazioni inconsapevoli e pure consapevoli...

    Aldo Braibanti libro

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    1. un plagio ancor più difficile da dimostrare, frutto concentrico di stampa, TV, internet e, soprattutto, dalla nessuna educazione ricevuta dalla scuola che è o reazionaria nei fatti, privilegiando l'aspetto assertivo e acritico, oppure inutilmente e altrettanto acriticamente barricadero

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  3. Non lo conoscevo e non sono il solo vedo; se in post può essere culturalmente e socialmente utile questo ne è un esempio, brava Perla. Sono stato in rete e ho cominciato a leggere e capire, grazie.

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  4. Non lo conoscevo prima di leggere qui. Era un uomo mite e questo ti rende di sicuro poco interessante e invisibile, come molti di noi. La società ormai dello spettacolo non vuole questi "personaggi". Dalla sua parte aveva PPP e Carmelo Bene, mi sarei fidato anche dell'opinione di uno solo dei due.
    Ciao Perla
    Al3ph

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  5. e dalla parte di Aldo Braibanti, non scordiamolo, ci fu il partito radicale e Marco Pannella che come per Tortora anni dopo, per primo fece uscire il processo dalle quattro mura dell’aula giudiziaria e a trasformarlo in un caso che coinvolse politici, intellettuali, artisti, la stampa e gran parte dell’opinione pubblica. la sua colpa, era un “diverso”, come erano diverse le presunte streghe che si mandavano al rogo. sì, diverso e mite. sottotono e allora come oggi si amavano i" grandi " uomini e le "grandi" donne. e vediamo chi sono. a volte . spesso

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  6. Son contenta di avervi sottoposto questo post, tutti voi che avete risposto, e a partire da me, abbiamo appreso qualcosa su un un uomo, un intellettuale così importante, da cui partire per scoprirlo o riscoprirlo.
    Da calabrese, però, mi dolgo anche di un'altra dipartita SAVERIO STRATI

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  7. A mio modo di vedere è impossibile stabilire la giusta misura di ciò che possa essere definito plagio diretto, allora tutti i figli di questo mondo andrebbero considerati plagiati dai loro genitori, poi c'è sempre qualcuno che ci rimette personalmente. Probabilmente fa parte della natura sbagliata che c'è nel nostro pensiero quando si vuol per forza estrarre un problema dal nulla, solo che riversandolo ad un qualsiasi prossimo diretto, in coalizione, si commette un abuso che non è giustificabile neppure per superficialità. Pensavo ad altre vittime di casi similari, normalmente sono quelle più sensibili e al contempo silenziose, ed è amaro considerare che spesso solo la storia li rivaluta, quando ormai hanno sofferto abbastanza ...

    Simo - Ray

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