sabato 5 aprile 2014

La rete 3

Buona parte della felicità nostra sta nella distrazione da noi medesimi.

F. Algarotti, Pensieri diversi, 1765

L’estraniazione pian piano diventò un modus vivendi; tranne i contatti di lavoro e le visite alla sorella, Gianni si era isolato dal mondo. Anche quando visitava una mostra, andava a un concerto, o durante le sue quotidiane  corse ai giardini pubblici, rifuggiva da qualsiasi contatto umano. C’era solo il pc, il suo lavoro al pc e il sistema operativo. O meglio, la voce del sistema operativo, con la quale conversava di tutto anche se poi, invariabilmente, finiva per parlare di se stesso, dei suoi sogni, delle sue aspirazioni:  non  aveva parlato così di sé a nessuno, ma Etta sembrava leggergli nella mente, quasi anticipava i suoi pensieri, e questo sembrava bastargli nella necessità umana di confronto e di ascolto.
Lo scherzo feroce di cui era stato oggetto, da parte di Leonora e Marco, lo aveva profondamente cambiato; il suo narcisismo ne era uscito fortemente ridimensionato mentre la sua relazione “virtuale” con Etta lo aveva isolato dal mondo. Quella che un tempo era insensibilità ora era diventata diffidenza, quello che era narcisismo ora era diventata misantropia. Il mondo gli era estraneo e lui era estraneo al mondo. La sua cerchia di amici, che aveva smesso di frequentare, si era presto dimenticato di lui e questo gli aveva dato modo di riflettere su quanto fossero  falsi e labili i rapporti umani, almeno certi rapporti umani: era bastata la sua assenza per cessare di esistere.
La deposizione del Caravaggio, in mostra alle Scuderie del Quirinale, lo colpì dalla pagina web.  Gli venne naturale fare una  similitudine tra se stesso e il Pittore “maledetto”, solo che lui non cercava più, o forse non l’aveva mai cercata, la propria “salvazione”. La mostra chiudeva il nove aprile; Etta, conoscendo i suoi pensieri, gli propose una visita alla Mostra che lui prese in considerazione, tanto da fare la valigia, prenotare l’hotel e  il biglietto del treno e partire.
Arrivò a Roma il cinque aprile di buonora, il cielo era completamente terso e già i primi raggi del sole illuminavano la Città Eterna, che lo accolse con la sua naturale confusione di lingue, di razze, di colori. Fece colazione in un bar appena fuori dalla Stazione Termini, acquistò i biglietti della metro e si avviò verso le Scuderie. Il solito traffico congestionato ritardò di molto l’arrivo, cosicché quando arrivò a destinazione si trovò davanti una fila chilometrica, ordinata ad anello davanti all’entrata. Si mise in fila dubbioso poi cambiò idea: avrebbe raggiunto la Mostra non prima di quattro o cinque ore, vista la lentezza della fila, così rimandò la visita all’indomani – era sul posto, sarebbe arrivato prima -  e decise di godersi la Città.
Mentre girovagava per le strade che grondavano Storia, si trovò nei pressi del Vittoriano e intravide il manifesto che pubblicizzava la mostra di Hopper. L’impulso ad entrare fu istintivo, la fila inesistente. Davanti a lui un gruppo di turisti francofoni seguiva la guida che spiegava l’Artista e la sua opera; ben presto, però, li perse e si perse davanti a  “Morning sun”: la solitudine della donna del quadro era la sua, i raggi del sole che entravano dalla finestra che lei guardava, non riuscivano a comunicare calore: una similitudine tra il quadro e la sua vita che non aveva bisogno di molta fantasia per risaltare in tutta la sua drammaticità.
Non ebbe contezza del tempo che passava e dello spazio intorno, si riscosse ad una voce che gli parlava in una sala  quasi vuota. Guardò la sua sconosciuta interlocutrice,  dalla voce dolce e dai movimenti aggraziati, come si guarderebbe un marziano. Un tempo  ne avrebbe valutato automaticamente l’avvenenza fisica e l’eventuale disponibilità sessuale, ora questi pensieri neppure si affacciarono alla sua mente.
“…. come assomiglia alla nostra società quest’aria fredda, quest’assenza di afflato che emerge…”
Chissà da quanto tempo la visitatrice gli stava parlando!
Si trovò a risponderle, a conversare con lei, come se si conoscessero da sempre. Si avviarono verso l’uscita insieme, sempre conversando. Si sentì invitarla a consumare il pranzo insieme, vista l’ora, e non si sorprese quando lei accettò senza  neppure un tentativo di scusa o stratagemma. Il resto della giornata trascorse come in un sogno: parlarono molto di loro stessi, dei loro sogni, speranze, progetti, gusti letterari e musicali; insieme visitarono il monumento a Giordano Bruno a Campo dei fiori, conversando sulla sua figura; insieme  decisero la visita al Mausoleo di Augusto. Sembrò ad entrambi naturale, alla fine, cenare insieme e poi fare una passeggiata lungo i Fori imperiali. Così come naturale  fu chiederle, davanti alla porta di ingresso dell’hotel di lei, dove l’aveva accompagnata:

“Domani andiamo a vedere la mostra del Caravaggio?  Passo a prenderti alle sette, così ti parlo anche della voce di Etta.”



Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger su parole scelte a turno dai partecipanti. Parole e partecipanti li potete trovare sul blog "Verba Ludica", al link:   http://carbonaridellaparola.blogspot.it/ 

21 commenti:

  1. e meno male, che avevamo allertato tutte le volanti d'Italia. Io in particolare ero agitato, pensando ai miei ritardi ed alle mie inefficienza e ora che sei di nuovo a dirigere prometto: sarò BRAVO, ché ad esser breve speso non ci riesco. Un saluto.

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    1. Volante uno a volante due, rispondete due :)))) Bei tempi !
      Un saluto a te, Ben :)

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    1. Oh, Ben... forse son stata "oscura" ... tu hai citato le volenti ed a me è tornato in mente "Indietro tutta" con Arbore, la mia battuta si riferisce a quel programma, che io trovavo delizioso! :)))

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  3. Aha, vedo che la certezza è durata poco :)

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    1. Prenditela con Dina :) è lei che mi ha detto: Francy o scrivi la terza parte del racconto oppure mando un terremoto in terra calabra :)))
      (scherzo:))) )

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  4. Buono veramente buono con poche pause e un'idea originale alla base. Non è che tu sotto sotto descriva un tuo personale stato d'animo? Sei anche tu in patologia da connessione e isolamento dal mondo? Io non credo, penso semmai ad saurimento da blog questione in cui io sono molto ferrato. Francesca capita di esaurirsi o meglio di non trovare il bandolo della matassa; non basta saper scrivere bene sui blog perchè qui il contatto è troppo importante e spesso travalica la qualità del testo in se'. Sinceramente mi dispiacerebbe vederti saprire dal web. non sono poi così tanti i blogger che meritano attenzione, io uso ormai il web come strumento di lettura da affiancare al cartaceo e certi blog come espressione letteraria e umana da attenzionare, se quelli cke te passano la mano il web viene depauperato.
    Capisco che questa predica ha un oratore poco convincente, io ho lasciato già da tempo però non sono scomparso del tutto: ho messo in cantiere un'idea di tipo "riassuntivo" di tutta la mia produzione sparsa qua è là nel web in modo disordinato. Se tra poco vedrai chiuso Vita altrove sappi che è solo un momento, poi apparirà un degno ( spero) sostituto.
    Se puoi abbassa il ritmo, evita il bloggare compulsivo, i commenti a gogò, riappropriati di te stessa e del tuo mondo intellettuale...quello che ne verrà dopo a livello di scrittura virtuale sarà solo un guadagno. Ciao e a rileggerti.

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    1. L'incomunicabilità umana, il disagio sociale, la ricerca di se stessi son dei miei pallini, lo confesso e.... sì, in effetti c'è qualcosa di autobiografico, bravo, hai colto. In questo racconto più che in altri.
      Mi fai un complimento che mi lusinga molto, Enzo, ma io conosco il mio valore e so bene che non valgo moltissimo come narratrice (per esempio so bene di avere molta fantasia e creatività, ma pecco un po' nella costruzione, esagerando direi nella scenografia. Quindi, riassumendo, il web non perde poi molto, dovessi andarmene, te lo assicuro :)
      Invece tu scrivi benissimo, in maniera ricca, affascinante oltre che con grammatica e sintassi perfette.E se non dovessi leggere più te, si che mi dispiacerebbe. Spesso ti leggo e non commento... rimango affascinata, come l'ultimo tuo post ad esempio: è bellissimo. Ma che ti scrivo? che è bello e basta? :)
      Aspetterò la tua nuova creatura, dunque:) ... e nell'attesa ho rallentato sia la lettura che la scrittura (commenti a gogò non ne faccio, commento pochi blog) ... sul riappropriarmi di me stessa... beh, dovremmo fare una conversazione sull'argomento.
      Magari la faremo prima o poi. Grazie, Enzo. Ciao :)

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  5. Ci speravo tanto che avessi partecipato a come al solito hai rapito il mio interesse con questo racconto d'amore, che d'amore si può trattare in tantissime maniere, voi lo sapete meglio di me. Una "vacanza romana" per agevolare i miei parallelismi, confronti, e riferimenti per trovare sempre un nuovo spunto che deriva dallo stesso "ganglio temporale" . Grazie Francesca, dal profondo del frastuono di milioni di microprocessori. C'è ancora diritto e possibilità di tenerli in "off" - ma scremandoli nei back up per riavviare il sistema alla prima occasione utile, nobile, e pura. Nei tuoi paraggi, è sempre una sicurezza, ci si vorrebeb sempre contare :)
    Simo Ray

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    1. Simone, tu contribuisci in maniera determinante al mantenimento della mia autostima, lo sai? :) Dovrei passarti uno stipendio, per questo!
      Grazie per i complimenti... e grazie per aver fornito le parole! :)

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  6. giuro Franci non ho mandato io in tua terra alle ore 12,45 di ieri le onde di magnitudine terremoto. alzo le mani in segno d'innocenza anzi t'ho inviato un raggio di sole e di sorriso. . e con questo tuo racconto 3 s'aggiustano le cose.mai disperare , almeno nelle Storie-che poi son Vite. E come dice Ray benedetto dalla grazia certe creature trovano occasione d'uscir fuori in modalità nobile e pulita . e anche ti sei divertita a scrivere la parte della Storia ed io a leggerla. la grande bellezza di Roma e i personaggi liberati dalle vischiosità e rancori. si ricomincia a parlare. in maledetta semplicità- bene . Ora Perla va bene Caravaggio Hopper Giordano Bruno. ma un tempo lascialo a Villa Borghese alla mongolfiera in due lassù lassù. solo per due. e senza memoria e mostra in yuo tube a starnazzare i sentimenti. in silenzio. 4 parte allora...dopo
    nheit

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    1. Lo so, Dina ... magari si potesse mandare il terremoto così, con uno schiocco di dita(forse Gea non esisterebbe più) :)
      Tu sei come Simone, mi sopravvaluti... ma vi voglio bene lo stesso, sappiatelo!!! :)
      Vero, mi sono divertita, vi ho anche incastonato quel che è successo a me davanti a quella tela di Hopper!
      Uhmm.... due in mongolfiera su Villa Borghese??? Ci devo pensare... magari poi faccio scoppiare la mongolfiera e loro cadono giù, nel laghetto dei cigni!!! ehhhh sì sì, ci devo pensare al prossimo episodio!!!

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  7. Interessante il "gioco di scrittura".
    Un sorriso per la settimana.
    ^__^

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    1. Grazie, Key, tu sei uno scrittore professionista, nemmeno ti chiedo di partecipare (anche se mi piacerebbe chiedertelo eh... se decidi....:))) )
      Un sorriso anche a te!

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  8. ciao Francesca, dopo anni di assenza dal web ti ho ritrovata con gioia immensa! Ho tentato più volte di iscrivermi a questo sito ma mi è stato risposto di provare in altro momento.
    Scusa se posto la fra i commenti la mia gioia di rileggerti; ti metto in preferiti così posso tornare a rileggerti, ciao (Symphony, ricordi?)

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  9. Cecilia!!! Ma che gioia rileggerti!!! Ricordavo anche senza il nick, conoscevo una sola Cecilia :)
    Sarà bello ritornare a fare la strada virtuale insieme, ho bellissimi ricordi del comune passato in splinder.
    Non ho capito bene quale difficoltà ad iscriverti tu abbia incontrato, risulti iscritta tra i lettori fissi. Ma magari non ho capitoio, questa piattaforma ha ancora molti lati oscuri per me :)
    A ritrovarci dunque, e grazie per essere qui :)

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  10. Francesca come vedi ho sistemato alcune cose: sembrano una chiusura definitiva...dipende dalla prospettiva. La mia idea è quella adesso di leggervi tutti in pace e dopo...chissà.
    Spedirò a chiunque abbia incrociato nel web una lettera in bottiglia ma certamente ne scorderò qualcuno; questo commento spero serva come amplificatore per tutti quelli che mi hanno conosciuto sui Carbonari e tra le pagine del tuo blog. Scusami per l'intromissione ( lo dico veramente) ritornerò sulle prossime pagine con un commento più pulito. Ciao.

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    1. Enzo, torna quando lo ritieni opportuno :) ... sei sempre il benvenuto.
      Dopo passo a leggerti, sicuramente ci sarà qualche sorpresa :)
      io ho dato un bel freno alla mia permanenza in rete (in generale) ed anche sul blog. L'alternativa era chiudere definitivamente (e magari un giorno lo farò, chissà).
      Ciao :)

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  11. Avendo non pochi punti in comune col tuo personaggio (e ovviamente per me "Her" rimane il film più bello tra gli Oscar) sono sicuro che tempo qualche giorno e il protagonista si sarà dimenticato di Etta. :)
    Nessuno cerca la solitudine. La solitudine è una misura di difesa quando le persone intorno sono come estranee, ma se uno/una trova un'anima affine non ci pensa due volte.
    Tutto questo non mette in discussione la piacevolezza del tuo racconto.
    Al3ph

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    1. Devo assolutamente vederlo questo film :) Qui non c'è, spero di trovarlo ancora nelle sale quando salgo a Roma :)
      Diciamo che il tuo commento, Al, sottolinea con forza quel che era il nocciolo di questa terza puntata: Gianni ha trovato un'anima affine, gli son bastati pochi secondi per capirlo, ma è riuscito a capirlo solo perché si è liberato del suo soffocante narcisismo e dello stereotipo che nutriva sulle donne

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  12. bell'epilogo, che apre le porte alla speranza anche per chi appare disperato.
    L'umanità che irrompe per distruggere certezze, o per ricostruirle.

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