lunedì 21 aprile 2014

Tu non ci sei, ma io...

… vorrei essere quel sonno che sfuggi
quei bagliori di luce che cerchi
quella vita che riempi di senso
quella strada che percorri a memoria.

Vorrei essere notte sul mare
abbracciarti come uno scialle di seta
e legarti a me con fili di sogno.

Vorrei, e nell’incertezza brucia il desiderio
come fiammella sotto parole di vetro.


E vorrei che tu, libero, vegliassi il mio sopore.

Francesca

12 commenti:

  1. vorrei... può un verbo contenere tanta soave amarezza?
    Sì, può.

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    1. Ci leggi amarezza, Dea? ... mi fai riflettere, sai? Io non avevo questo stato d'animo mentre la scrivevo, al contrario. Il mio stato d'animo era proiettato verso la "speranza"...

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  2. così, come per caso, e se, invece di un sopore che inevitabilmente jnjbjsce chi vorrebbe piuttosto svegliarti pian piano e cullarti, fosse un più leggero tepore in silenziosa e ben all'erta attesa...

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    1. Una lettura che mi piace moltissimo, Ben :) (che animo poetico nascondi dietro quella dura scorza di romagnolaccio!!! :)) )
      ... il mio sopore era sonno. Non c'è azione di fiducia più alta di chi si abbandona al sonno tra le nostre braccia :)

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    2. e pensare che ero sobrio, non c'era nell'aria il profumo del fieno appena tagliato e il sangiovese era confinato in cantina su ordini superiori per evitare pensieri troppo primaverili. Felice di aver contribuito ad un qualche sorriso finalmente risalito fino a noi.

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    3. ... e allora da sobrio sei più poetico che da brillo, Ben! :) grazie per il sorriso

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  3. mi fai venire in mente i grandi versi di batt-mogol Io vorrei non vorrei ma se vuoi. Soprattutto quel Se vuoi.
    Aleph

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    1. .. in amore ci vuole il vorrei e il se vuoi, poiché in due che si costruisce, se si vuole un sentimento ricambiato :)
      avvicinarmi a due mostri sacri, come battisti e mogol, lo considero un complimento straordinario, anche se immeritato, grazie :)

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    2. E.C. * è in due che si costruisce...

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  4. Io non sono brava a commentare le poesie. Mi sembra sempre di poter rovinare tutto. Spero che quei "vorrei" possano diventare realtà e sono contenta di sapere che, attraverso questa poesia, tu abbia condiviso con noi il tuo stato d'animo rivolto alla speranza.

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  5. Diceva Neruda, Kathe, che quel che uno scrive e poi pubblica non è più suo, ma di chi lo legge... quindi non potresti rovinar niente.... meno che meno le mie frasi scritte alla buona :)
    Grazie per l'augurio! :)

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  6. Neruda diceva così? Diceva bene il vecchio Pablo, scrivi e poi il concetto con la sua forma vaga per l'ìuniverso e si plasma sui pensieri e la voglia di emozioni di chiunque legge.
    Io ho messo in piedi un esperimento che tenevo in serbo da anni e riguarda proprio la scrittura: si tratta di un blog che proprio non riesco a definire, però vorrei proportelo perchè penso che dovrebbe in qualche modo interessarti. O ti interessa o mi mandi a quel paese una volta per tutte: commentandoti qui lo comunico anche a gli altri blogger che transitano da qui e che ho già altre volte incontrato. NUDO E CRUDO è tutto completo, io non devo fare altro che leggerlo ( o rileggerlo a seconda dei casi) tu fa come vuoi ma se vieni sarai la benvenuta. Salutiamo

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