lunedì 5 maggio 2014

La solitudine

La solitudine | non è mica una follia | è indispensabile | per star bene in compagnia. 
G. Gaber

La solitudine è uno stato dell'anima che in molti ricercano nell'anelito di ritrovar se stessi, essa è però, per la maggior parte dell'umanità, uno stato di sofferenza dove lo stare da soli è visto come abbandono dal mondo. E’ una visione piuttosto recente, però, perché per moltissimi secoli, fino all’avvento dell’uomo moderno, la solitudine era considerata uno stato desiderabile, uno strumento di evoluzione personale fondamentale. A conferirgli una valenza negativa sono stati poi il razionalismo illuminista, la sociologia marxista e infine alcune correnti della  psicologia moderna.
Per fortuna la tendenza si sta invertendo e si assiste, oggi, alla rivalutazione della solitudine come strumento di rafforzamento di Sè e conquista del proprio essere più autentici, oltre che  come mezzo di emancipazione dal rumore sociale e dal pensiero standard collettivo indotto dai mass media.


F. Galli



M. Ernst

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
S. Quasimodo



A. Modigliani

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.

E. Dickinson




G. De Chirico

Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro, 
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

G. Leopardi

E. Munch 


L. Freud

Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d'esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.
Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m'hanno oscurato agli occhi l'erba, i monti
le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c'è solo l'ombra.
E mi sarai lontano mille volte, 
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest'angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.

P.P.Pasolini


E. Hopper


Nella carrellata di opere  precedenti ho riassunto la mia visione della solitudine attraverso la poesia e la pittura, ma avrei potuto egualmente rappresentarla attraverso la musica, la scultura, la letteratura in generale, etc.
Mi piacerebbe conoscere la vostra rappresentazione della solitudine attraverso l'arte: quale musica, poesia, canzone, quadro, etc indichereste???

15 commenti:

  1. hai già citato Emily Dickinson. E altro da aggiungere non v'è.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amo la Dickinson... ma credo che vi sarebbe da aggiungere tanto, ma tanto... La Poesia è spessissimo solitudine..
      Grazie, Dealma :)

      Elimina
  2. La solitudine che fai descrivere ha altezze stellari, ma si cade ugualmente. Scelta impeccabile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si cade sempre, ma ci si rialza altrettante volte.... Se non ci si rialza, credo si sia morti, anche se si respira :)
      Grazie, Enzo :)

      Elimina
  3. SOLITUDINE

    Ci sono momenti di solitudine che cadono all’improvviso
    come una maledizione, nel bel mezzo di una giornata.
    Sono i momenti in cui l’anima non vibra più. Alda Merini

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alda Merini è grande... Una descrizione che coglie la differenza tra solitudine subita e non
      Grazie, Cecilia :)

      Elimina
  4. Per me solitudine sono le canzoni bellissime di Nick Drake, oppure un film come Taxi Driver dove in realtà il tassista De Niro è l'unico vero e solo passeggero del suo taxi, uno straniero nella sua stessa città come disse un critico. Di solitudine parlano i quadri di E. Hopper, e tantissime altre opere per fortuna o per sfortuna.
    Al3ph

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Al, per questo commento che arricchisce di altre arti la narrazione della solitudine.
      Drake mi piace, lo avrei usato, come anche Burkley, ma al film, confesso, non sarie arrivata. Sarà la mia scarsissima conoscenza dell'argomento, mi sa :)

      Elimina
    2. Su Scorsese e, quindi, su Taxi Driver ho scritto la tesi. :)
      Il titolo era: Il cinema della solitudine e della nostalgia.

      Elimina
    3. Quando son tornata dalle mie brevi vacanze, ho fatto il viaggio in autobus. Durante il tragitto hanno proiettato un film , non eccezionale, ma che andava benissimo per il contesto: "Mai Stati Uniti", che giocava sul doppio significato della frase. Bene, il più simpatico, particolare e arraffugliato personaggio , durante il viaggio che la comitiva intraprende, pronuncia diverse volte la frase che DE Niro (che tra l'altro è l'attore che a me piace di più) dice davanti allo specchio, in Taxi Driver... Non mi era sconosciuta, cercavo disperatamente di ricordare dove l'avessi ascoltata... ma non me lo sono ricordato... ci voleva questo tuo commento per farmela ricordare :) Sia la frase che il film... me lo devo rivedere, mi sa. Hai fatto una bellissima tesi, Al, mi piacerebbe tanto leggerla... io non so quasi niente di cinema,,,,

      Elimina
  5. 400 e passa km in autostrada a 80/90 all'ora, con la solita stazione di Radio Rai 3 a recitare continui appelli a essere bravi buoni democratici, per fortuna intervallati da nota antica musica (dell'altro ieri...). E intanto ogni tanto qualcuno che azzarda manovre impossibili alle quali rispondi in modo automatico. E poi le stazioni di servizio e il relativo mi fermo non mi fermo. E poi come mai non squilla il telefono. Ma adesso mi fermo, do una occhiata ai giornali, no è meglio il solito latte macchiato, le compro le sigarette, perché son già 5 anni che non fumi, poi dopo che faccio, ma l'ho già prenotato dove dormire, e poi cantare a squarciagola da allarmi siam fascisti a bianco padre che da roma a bandiera rossa e le canzoni di montagna. E poi silenzio che c'è il radio giornale, allora son già le 18 e 45, non si arriva più, ancora due ore, poi telefono... Ecco il casello, anche oggi è finita, è andato tutto bene, buona sera, ha prenotato l'ufficio, si cara sono arrivato, buonanotte tutto a posto. GRAZIE.
    METTO LA SVEGLIA... domani si ricomincia!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un piccolo racconto che parla molto bene di quella solitudine che attanaglia in maniera sottile e forse subdola. Grazie davvero, per questo commento.... quella che racconti è una solitudine quotidiana, quella che meno rilevi ma più fa male

      Elimina
  6. Sogno nel bosco

    Sotto un abete
    per tutto un giorno
    dormire
    e l’ultimo cielo veduto
    sia in fondo all’intrico dei rami
    lontano.

    A sera
    un capriolo
    sbucando dal folto
    disegni
    di piccole orme
    la neve
    e all’alba
    gli uccelli
    impazziti
    infiorino di canti il vento.

    Io
    sotto l’abete
    in pace
    come una cosa della terra,
    come un ciuffo di eriche
    arso dal gelo.

    Antonia Pozzi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh, Lu, grazie... ho dimenticato la Pozzi. Sì, anche lei graffia l'anima con i suoi versi che non conoscono velature o edulcorazioni..

      Elimina
  7. Bellissimo post !
    Tutta la vita è solitudine, a volte mascherata da compagnia: l'opera d'arte forse , qualunque essa sia, può attutirla.

    RispondiElimina

Per chi commenta in anonimo: lasciare Nome e Nick o URL