sabato 28 giugno 2014

Infinità d'amore


Se ancor non ho tutto l'amore tuo,
cara, giammai tutto l'avrò;
non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,
né posso implorare un'altra lacrima a che sgorghi;
ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti
- sospiri, lacrime, e voti e lettere - l'ho consumato.

 J. Donne

Non tutti sono attratti dai “bilanci”. Bilanci della propria vita intendo, che quegli altri son materia per ragionieri. C’è chi non  fa mai bilanci della propria esistenza anche se poi arriva un momento,  nella vita, che è il “bilancio” a cercarti. Ti si forma in testa  di soppiatto, come un’idea fastidiosa, come il ronzio minaccioso di una singola zanzara, che non riesci ad individuare per farlo tacere.
Gabriella realizzò, così, all’improvviso, che aveva sbagliato tutto nella vita.
Aveva rinunciato all’amore, perché  quando lo aveva incontrato non lo aveva riconosciuto, semplicemente , buttandosi, poi, in storie destinate in partenza al naufragio, caratterizzate da continui stop & go,  in una stressante altalena di euforia e tristezza da farne delle vere e proprie “storie bipolari”.
Aveva rinunciato a partire, ad andarsene lontano per poter costruire un suo percorso lavorativo, finendo per vivere al margine di se stessa, sacrificando agli affetti la sua più intima  “essenza”. Per amore, si era detta,  quando si era trattato di scegliere, in un sublime artificio della mente per ingannare le ragioni del cuore, perché forse non era stata una scelta d’amore, forse era stata una scelta di paura.
Chissà come sarebbe andata se avesse preso quel treno.
A noi esseri umani non è stata accordata la licenza di  sapere, quando scegliamo, a cosa rinunciamo, quali intricati percorsi avremmo fatto, dove saremmo arrivati, quale felicità – o dolore – non sapremo mai di aver perso. Non ci è dato sapere nulla ma, non si sa bene perché, quel che non conosceremo mai  ci rimbomba dentro: ha sempre  i colori più belli, avventure più fantastiche, in un corto circuito di rimpianti  che trascinano al fondo, tagliando l’anima con la lama del fallimento.
Avrebbe voluto dirlo a lui, che non gliene fregava niente se aveva una gamba di legno, venti anni di più; se le aveva mentito  su età, situazione sociale,  colore degli occhi: ma che importanza potevano avere queste e tante altre cose, se quel che li avvicinava era una affinità straordinaria, se lei nelle sue parole aveva trovato quel refrigerio per l’anima cercato per tutta la vita? Ma non gli aveva detto niente e così aveva firmato il suo ennesimo fallimento. Forse l’ultimo della sua esistenza, in campo sentimentale. Ma l’ultimo fallimento era consapevole perché frutto della sua più intima convinzione: alla persona che vorresti accanto per tutta la vita puoi  offrire, oltre al tuo "cuore", soltanto motivazioni per rimanere e non lacci e laccioli.  
Alla persona che ami puoi solo offrire ali per volare, radici per tornare e, appunto,  motivi per rimanere.  Niente altro.

Il paradosso d'amore consiste nel fatto che, sebbene il tuo cuore si diparta,
tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
Ma noi terremo un modo più liberale
di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo
un solo essere, e il Tutto l'un dell'altro




Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger su parole scelte a turno dai partecipanti. Parole e partecipanti li potete trovare sul blog "Verba Ludica", al link:   http://carbonaridellaparola.blogspot.it/ 

16 commenti:

  1. arriva il momento che t'accorgi che i bilanci sono inutili e ti impediscono di cogliere il bello del meriggio perché la certezza del tramonto diventa un termine acquisito però così imprevedibile che tanto vale ignorarlo e seguire la saggezza dell'antico CARPE DIEM con il conseguente CHI VUOL ESSER LIETO SIA... Con simpatia kreben

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    1. C'è che non lo sa cogliere l'attimo fuggente, Ben. C'è chi è spacializzato a perderli , quegli attimi :)

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  2. "A noi esseri umani non c è stata accordata la licenza di sapere, quando scegliamo, a cosa rinunciamo"...
    A chi mai è stata accordata tale licenza?
    Agli animali non mi pare. E d'altro canto non vedo animali angustiarsi per ciò che sarebbe potuto essere.
    Agli esseri divini non so, visto che non ne ho esperienza.
    E allora forse noi umani dobbiamo imparare dagli animali a concentrarci non su ciò che sarebbe stato e più su ciò che è e come lo si può cambiare, se ci va stretto.
    Treni ne passano di continuo, tu corri e acchiappane uno, se vuoi, oppure goditi la gioia di stare seduta sulla panchina della stazione a vederli passare. C'è un piacere anche in quello!

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    1. Oh Dea, efficacissima lavata "di capa", devo dire :))) Grazie, però... preferisco le lavate di testa ai complimenti forzati :)
      Ti rispondo punto per punto???
      La licenza di sapere è accordata agli dei, e noi , ahimè, non siamo dei. La mitologia, materia che amo tantissimo, dice che neppure gli dei hanno questo potere, ma io dico che cavolo di dei sono se non sanno nemmeno questo???? Poi mi rispondo che gli dei greci erano molto umani , per cui.... :))))
      Gabriella non si dispera per le scelte che ha fatto, si dispera perché la sua maledizione è quella di essere "respingente" ..... e forse non ha più tanta forza nelle gambe da correre dietro a un treno in corsa per acchiapparlo!!! :)))
      La vecchiaia, Dea, la vecchiaia.... (o il carattere??)

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    2. Come sopra accennato, degli esseri divini non ho esperienza, e quindi non posso pronunciarmi a riguardo.
      Forse però bisogna riprendere a leggere Jiddu Krishnamurti: osservare senza giudicare, neanche se stessi. E' una forma di amore.
      A meno che Gabriella non sia "respingente" anche verso se stessa ;-)

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    3. Chissà, Dea, chissà. Forse lo è.
      Jiddu .... accompagna sempre Gabriella :)

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  3. ...e se allora fosse considerato legittimo provocare uno scossone, un "falso in bilancio" per non reprimere nulle che in fondo non sia statoi già amato in maniera incommensurabile...? Non c'è solo una maniera, gli altri raccolgono da noi anche senza averne palese razione. Dovrebbe alimentare la fiducia la considerazione che anche questo sia possibile, per rilanciare, azzardare, consapevoli della propria straordinaria bellezza. Alle nuove primavere, per una pace che è sempre possibile, alla restituzione finale di un grande, immenso sogno che non sembra sempre facile scolpire. Non c'è nulla di perduto, forse surrogato, meglio sublimato, sbattuto dall'altalena... emulsionato ma restituito come meglio si è potuto, I fallimenti lasciamoli agli operatori economici, un buon cuore oltrepassa i crack e le crisi in maniera superiore.[...Ma noi terremo un modo più liberale di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo..]
    Arriva da Gabriella ... passa e vola lontano, ci coinvolge nel giro confrontando i caratteri che hanno usato le medesime soluzioni, anche senza saper "distillare sublime" come Gabriella, solo con l'accortezza di saperlo almeno riconoscere.
    Un grande abbraccio,
    Simo
    Ps. dimenticavo, grazie infinite per questo "contributo carbonaro" alle mie 5 parole, grazie davvero :) *

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    1. Sublime commento che sublima il fallimento e il falso in bilancio, rendendo questo falso l'unico accettabile, Simo :)
      In ogni caso il fallimento fa parte del bagaglio umano, non è da reprimere ma solo da accettare a mio avviso. Accettarlo e non ritrarsi dalla vita a causa sua, no? :)
      Le tue cinque parole erano molto belle .. non ho incontrato molte difficoltà a mischiarle in uno scritto che era già parte di me. E' stato un piacere. Ci ridiamo appuntamento all'autunno :)
      Abbraccio ricambiatissimo, insieme agli auspici di una bellissima estate. :)

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  4. la vecchiaia e le gambe? perché metter limiti alla fantasia, c'è sempre il motore principe il CUORE aiutato dalla volontà! sarà per il mio nome, che voleva VOLLI sempre VOLLI quando gli toccò i POLLI sempre POLLI. (eran più comodi anche per LUI!):

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    1. I polli son facili a manovrare... solo che hanno un difetto: quando si rendon conto di essere considerati polli mordono la mano del "manovratore". Il tuo omonimo contava troppo sul suo carisma e su suo potere e forse non conosceva il detto di Napoleone Bonaparte: "le folle odiano con facilità coloro i quali hanno idolatrato" (è più o meno così, non me la ricordo esattamente, il senso è questo, però :)
      .... e tu sei sempre simpaticissimo, Ben :)

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    2. e infatti sento i rebbi della forchetta nel cervello (come noto, credo, il cervello non sente dolori, ma le tue sottili punturine sì) e mi arrendo sorri-dendo KREB

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    3. io devo essere l'eccezione alla regola, a me il cervello duole :))) saranno i trucioli di cui è composto ad essere di qualità scadente???

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  5. Perché fare bilanci? Non ci bastano quei due o tre punti della nostra vita che non sono andati come volevamo? Meglio pensarci il meno possibile e andare avanti. Alle persone che amiamo dovremmo dare un senso di libertà ma soprattutto motivazioni per restare. Non sempre accade e la vita prende direzioni malinconiche. Ciao F.
    Al3ph

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    1. Mah, forse quando nn accade, ovvero quando nn si riescono a dare ali per volare e , come dici tu, motivazioni per rimanere, l'altro/a semplicemente se ne va. O se resta, non sarà più per amore.
      Ciao F:)

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    2. PESSIMISTA. Magari è solo un po' tonto e lo crede impossibile, magari, pensa, ho le traveggole...

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    3. Ahahahha!! Ben, te possino!! :) Comunque potrebbe essere anche: fiuuuuuuuuuuuuu l'ho scampata bella, no?? :))))

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