mercoledì 20 agosto 2014

Una barca sul lago

Quando ero giovane, mi affascinava andare in barca.
Avevo una piccola barca e da solo me ne andavo sul lago; rimanevo lì per ore a meditare sulla calma del lago.
Un giorno ero rilassato ad occhi chiusi ed una barca vuota sospinta dalla corrente colpì la mia.
I miei occhi erano chiusi per cui pensai che qualcuno mi fosse venuto addosso e mi arrabbiai, poi aprì gli occhi e stavo per assalire con furia quell'uomo, ma mi resi subito conto che la barca era vuota.
A quel punto rimasi paralizzato, su chi potevo riversare la mia rabbia?  Era assurdo riversare la rabbia su una barca vuota. Perciò chiusi gli occhi e contattai la mia rabbia che era presente perché non trovò via d’uscita ed usai tale sentimento per entrare all'interno, sull’onda di quella rabbia, e quella barca vuota divenne la mia realizzazione.
In quella giornata toccai un punto di me stesso: quella barca vuota fu il mio Maestro.
E adesso se qualcuno con la sua barca mi urta e mi insulta io sorrido e dico che anche questa barca è vuota.
Chiudo gli occhi e vado dentro


Lin-tsi, maestro Zen


Foto di Misti, che ringrazio immensamente

3 commenti:

  1. Racconto molto significativo.
    Io sull'argomento sono già due volte che leggo. Spegni il Fuoco Della Rabbia” di Thich Nhat Hanh... per imparare a superare questo sentimento (???) negativo
    Ciao

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  2. Già :) Come trasformare la rabbia, sentimento che è meglio non reprimere, in qualcosa di positivo per noi? Dante lo aveva mirabilmente sintetizzato nel suo " non ti curar di lor ma guarda e passa"... mostrando come la cultura ha una radice unica.
    Grazie, Anna Maria, benvenuta tra le mie Note :)

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  3. Grazie a te Perla. Chiudo gli occhi a vado dentro ....... , altre volte mi basta guardare il cielo :-)

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