giovedì 25 settembre 2014

Perché l’uomo ha inventato Dio?


Me lo son chiesto molte volte, ma c’è voluto l’intervento di T , che mi ha sollecitato delle risposte, affinché argomentassi .
Io credo che a questa domanda ci  sarebbero, ci sono, tantissime risposte: provo a sintetizzarne  brevissimamente un paio.
La prima è perché l’uomo, immerso  nell’universo di cui non aveva contezza,  e davanti ai fenomeni naturali di cui ugualmente non conosceva niente,  ne abbia avuto paura, avvertendo la sua limitatezza. Così ha creato un essere superiore,  capace di essere l’autore di tutte le bellezze naturali ma anche il responsabile  di tutti i disastri naturali , tipo terremoti, alluvioni etc etc, di fronte ai quali l’uomo era impotente.
La seconda è che l’uomo è così megalomane  che aveva bisogno di un contraltare, di un alter ego,  dotato di tutte le sue caratteristiche,  che fungesse - allo stesso tempo - da modello identitario,  e da alibi per il suo umano-centrismo.
Nell’Olimpo greco gli Dei avevano sembianze , usi e costumi umani, cosa che andò man mano scomparendo con l’affermazione di un Dio unico. Anch’egli  con atteggiamenti  e sentimenti squisitamente umani, ma meno “avvicinabile” degli Dei precedenti.
In tutte le religioni, comunque, vi è una netta demarcazione tra il bene e il male, tra  Zeus e Prometeo, tra Dio e il Diavolo. Le mie conoscenze non mi permettono una disamina plausibile, ma credo che l’uomo effettui questa demarcazione per  creare a se stesso un tabù, ovvero una soglia, oltrepassando  la quale l'uomo sarebbe un animale senza la ragione. Quindi si potrebbe dire che Dio  è il limite che l’uomo mette a se stesso.
Mi chiedo, però: ma se l’uomo fosse immortale, se non conoscesse il dolore e la malattia, avrebbe ugualmente bisogno di un Dio? Credo proprio di no.


5 commenti:

  1. Le due risposte ipotizzano l'uomo al centro dell'Universo, che si "inventa "Dio, cioè lo "capisce" , contiene Dio. C'è l'ipotesi di tutte le religioni che l'uomo non sia affatto il centro dell'Universo e che sia lui ad essere contenuto in un Dio inconoscibile e di cui non può neanche parlare. " Se puoi parlarne , non il Tao". I vanagloriosi e un poco stupidi uomini moderni scelgono le prime due ipotesi, i saggi di ogni tempo la seconda. Cara Perla, a te la scelta.

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    1. Le due risposte, a mio avviso, ipotizzano la non esistenza di Dio. La tua risposta ipotizza l'esistenza di un Dio. Forse sta qui la diversa lettura, Paolo :)
      Di Dio non si parla, credo, quando si ci si sente così impregnati della sua Essenza da vederlo ovunque, da un tramonto a una stella cadente; dal riso di un bimbo al ruggito di una tigre, alla melodia del vento... perché parlarne ne è in noi? :)

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  3. Secondo me se scopri il divino dentro di te non hai più necessitá di credere al dio delle religioni. Sei tu la tua religione. Ma se gli uomini non fanno questo percorso ecco che nasce il bisogno di fissare il limite. Affermare ciò che è Bene e ciò che è Male.Se inventi un Dio esterno a te è per fissare regole, divieti, per dare autorevolezza ad una struttura sociale. Dio è servito in tante civiltá a consolidare un potere gerarchico e sssolutistico

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    1. Mi hai fatto pensare a quella frase di Gesù sulla quale avrebbe dovuto costruirsi il cristianesimo e non tutto l'ambaradan che poi è diventato: AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO Forse in questa semplice frase ci sta il segreto di quel che tu chiami :divino dentro di sé :)

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