domenica 7 settembre 2014

Uomini e donne

“Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi,
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro,
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo,
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia.
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto”.
Pablo Neruda

Sabato scorso ero a cena con amici. Nel ristorante, appena una famiglia con bimbi al seguito è andata via, siamo rimasti solo noi. Eppure è un ristorante rinomato, che al venerdì propone un menù di pesce che è una favola. Colpa della crisi, chissà.
In ogni caso l’essere i soli avventori ci ha regalato la possibilità di conversare a voce alta, in maniera appassionata e così, tra una portata e l’altra, tra un risotto ai funghi e una scaloppina al limone, la conversazione è scivolata su uno degli eterni temi di conversazione: la seduzione, il corteggiamento.
Ognuno di noi riflette, in quel che dice, quelle che sono le sue esperienze, è ovvio. Ma anche le sue convinzioni,  che non sempre corrispondono  al suo agire quotidiano.
Mi spiego meglio. Uno dei commensali  era un uomo molto intelligente, alto livello culturale, ottimo oratore. E scapolo. Il che lo ha reso una “preda” ambita, dall’universo femminile locale. Bene lui, senza ovviamente far nomi, ci ha raccontato le varie strategie di seduzione di cui è stato oggetto: dalla signora sfacciata e sicura di sé, che al secondo incontro gli ha  esplicitamente proposto  del sesso, ad un’altra, sua collega di lavoro, che lo adora timidamente e in silenzio.
Si può ben immaginare lo spreco di battute ironiche  del tipo: “ beato te, datti una mossa, sei uno scemo, ma cosa cerchi nelle donne, etc etc”
Alla battuta “ma cosa cerchi nelle donne” lui ha risposto “il corteggiamento, nessuna corteggia più, sembra essere passato di moda ed invece io vorrei che una donna mi corteggiasse, discretamente ma costantemente.
Al che gli ho chiesto: scusa ma perché non le corteggi tu? E lui: “ma io le corteggio, solo che corteggio quelle che poi scopro non essere interessate a me”.
Ed io: ma non è che tu scegli inconsciamente ma costantemente, quelle che già sai che ti diranno di no perché in realtà tu non vuoi nessuna storia seria e duratura?Ha protestato, ma flebilmente.
Penso di aver colpito nel segno. Lui, probabilmente, è il classico uomo che ha paura, paura di essere amato, paura che si possa materializzare la felicità.  E pensare che tale tipo di paura è caratteristica delle donne, in genere. Un segno dei tempi, dove i ruoli sembrano essersi capovolti, anzi dove non sembra esserci più alcun ruolo tipicizzante.



Vermeer

11 commenti:

  1. magari timidone e qualcuna delle presenti non ha colto, o voluto cogliere, il messaggio. SUCCEDE.

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    1. No, non credo che il messaggio fosse rivolto a qualcuna delle presenti alla cena. Naturalmente non metto la mano sul fuoco, ma che io sappia nessuna delle presenti spasimava per lui :)

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  2. Già. Questo è il momento della velocità, del tutto e subito. Una volta una ragazza, amica di mio figlio, aveva scritto sulla sua home page: "Qual è il momento migliore per dichiararsi ad una donna? Quello che viene prima che lo faccia qualcun altro" Chissà, sarà stato un messaggio subliminale per mio figlio? Così, mentre lui discretamente e gentilmente la corteggiava, aveva visto comparire sulla scena un suo amico, dotato di forti muscoli e tatuaggio, che gliel'aveva portata via in quattro e quattr'otto sotto al naso...

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    1. Kathe :) posso permettermi di essere irriverente??? :)) Io una ragazza così... che preferisce i muscoli e il tatuaggio a un bel cervello, non la vorrei proprio. Mi sa che tuo figlio ha fatto un affare, alla fine :))

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    2. Comunque resta una sacrosante verità quel che hai scritto. SI è perso il piacere della dello scoprirsi piano piano, della lentezza :)

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  3. Può essere pure che il corteggiamento verso una persona che ti piace diventi blando proprio per paura di rovinare tutto, mentre si è più spavaldi con chi non ti coinvolge molto. E' così. Poi, può pure essere quello che dici tu, ma se una persona ti piace tanto solitamente
    non hai paura di accettare la sua corte. Magari hai paura quando hai ormai detto sì, se sei uno che ama la libertà.
    Al3ph

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    1. Punto di vista interessante il tuo, Al3ph. Solo mi chiedo cosa si possa rovinare se le due persone hanno una conoscenza superficiale che non decollerà mai se non si decidono a farlo diventare altro. Anzi, dopo un po' rischia di dissolversi del tutto (a causa della paura?)

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  4. Secondo me hai colto il punto. Aspettare di essere corteggiati, tenere per sé il ruolo comodo di chi deve solo dire di sì o di no, è in realtà sintomo di non volersi impegnare.
    E il fatto che corteggi solo quelle che non lo vogliono, in effetti, significa che è attratto proprio da coloro che non mettono a rischio il suo disimpegno.
    Anche perché, scusa se mi permetto, ma l'interesse altrui non solo lo riconosce, ma si permette pure di farsene vanto durante una cena. Un po' narciso?

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  5. Mah, forse un po' narciso lo è. In effetti è sempre l'anima delle compagnie, non lo frequento tanto ma è un amico di una mia cara amica e ogni tanto, quando vinco la mia naturale riluttanza a questo genere di incontri, mi capita di osservarlo.
    Non lo so se quel che dice è vero, a me sembravano un po' delle spacconate, ma in ogni caso l'impressione è stata quella che tu hai descritto con precisione. Quando una persona non vuole impegnarsi davvero ogni scusa è buona per svicolare.
    Grazie Dea, bentornata :)

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  6. La bellezza del corteggiamento che cos'è? E' nella dedizione, nella lentezza dello scoprirsi a vicenda, nel togliersi gradualme te tutte le maschere e le difese per restare semplicemente se stessi davanti all'altro.. è un percorso verso l'autenticitá. Ma basta che uno sia un poco narciso o egocentrico e questo percorso si blocca. Prevalgono altre componenti allora. Si preferisce che prevalga l'amore per il proprio Ego rispetto all'opportunità di incontrare per davvero l'altro.

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    1. Caspita, scusa il ritardo nella risposta, Carlo --- mi erano proprio sfuggiti i tuoi commenti!
      Condivido pienamente quello che hai scritto. Aggiungo solo al narciso e all'egocentrico, il timido. Il timido, lo dico con cognizione di causa essendo timida in maniera quasi patologica, ha sempre paura di essere inopportuna, di disturbare, di non fare la cosa giusta e così facendo genera nell'altro perplessità quando non addirittura fastidio... e blocca il percorso verso l'autentcità. In questi casi ci vuole una persona paziente e sensibile - e anche un po' sfacciata - dall'altra parte per non bloccare il processo del corteggiamento :)

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