venerdì 3 ottobre 2014

I diritti dei bambini


I DIRITTI DEI BAMBINI I DERITTI E DI QUATRARIELLI
1
IL DIRITTO ALL'OZIO
a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti 

*’U DERITTU A NU FARI NENTI
A campari piezzi ‘e tiempu chi nun’è cummannatu e di ranni
2
IL DIRITTO A SPORCARSI
a giocare con la sabbia, la terra, l'erba,
le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti 

’U DERITTU ASS ‘ALLORDEARI
’a jocheari cu’ la rina, d’erba
i pampini, d’acqua, i petri, i fraschicelle
3
IL DIRITTO AGLI ODORI
a percepire il gusto degli odori
riconoscere i profumi offerti dalla natura 

’U DERITTU ALL’ORDURI
a sentari ‘u sapuru e d’ardura
ricanusciari d’arduri rigadeati e du fori
 4
IL DIRITTO AL DIALOGO
ad ascoltatore e poter prendere la parola
interloquire e dialogare 

’U DERITTU A PARREARI CU TUTTI
a sentari e potiri parreari senza vrigogna
parreari cu tutti e essere rispusu
 
IL DIRITTO ALL'USO DELLE MANI 
a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, 
plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco 
 ‘U DERITTU A USEARI I MEANI
a chianteari chiuvira, segheari, rasperai digna, scartavitreari, ‘ncolleari
fatigheari a crita, digaeri cordi, appicceuri u fuoacu
 6
IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO
a mangiare cibi sani fin dalla nascita,
bere acqua pulita e respirare aria pura 

U DERITTU A CUMINCEARI BUANU
a mangeari robba bona e du mumentu chi si nascia
a bivari acqua pudita e respereari aria pudita

7
IL DIRITTO ALLA STRADA
a giocare in piazza liberamente,
a camminare per le strade 

’U DERITTU ALLA STREATA
a jocheuri senza ristubbi mienzu alla chiazza
a camineari pè li streati e li cavarelle
 8
IL DIRITTO AL SELVAGGIO
a costruire un rifugio-gioco nei boschetti,
ad avere canneti in cui nascondersi,
alberi su cui arrampicarsi 

’U DIRITTU A ESSARI SERBAGGI
a crieari chesicelle pè guaglioni  intra d’arburi
a aviri dovi si po’ ammuccieari
arburi supi i queadi sagliari
9
IL DIRITTO AL SILENZIO
ad ascoltare il soffio del vento
il canto degli uccelli
il gorgogliare dell'acqua 

’U DERITTU A STEARI CITTU
a sentari u fidu e du vientu
u cantu e d'acielli
u strusciu ‘e d’acqua
 10
IL DIRITTO ALLE SFUMATURE
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto,
ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle
‘U DERITTU A NU VIDARI TUTTU GUEADU
a vidari quannu nascia u sudu e quannu si curca
a guarderai , intru funnu e da notti, a duna e li stilli.

Questo è un decalogo, come recita il titolo, dei diritti dei bambini. Me lo mandò tanto tempo fa  su Agorà un'amica blogger. All'epoca io la tradussi in cosentino (righe in rosso) e  arrivarono alcune altre traduzioni,  ma l'Italia dei dialetti è vastissima e io mi sono prefissa di raccoglierne un po'   per farne poi qualcosa (ma ancora non so cosa)  per i bambini. 
Anche se vi chiedo un po' di impegno, lo so, mi aiutereste  ad arrivare almeno a 10???
 Le traduzioni arrivare finora sono:
is dirittusu deis'piccioccheddusu (sardo, mediocampisano)
o diritto de ri vardasci (marchigiano, maceratese)
 i dirit di bagai (lombardo, milanese) 
i diritti di ri pizzinni  (sardo, sassarese) 



 SE AVETE LA GENTILEZZA E LA DISPONIBILITA'  AD AIUTARMI, POTETE COPIARE IL TESTO, CANCELLARE LE RIGHE ROSSE E SCRIVERE QUELLO NEL VOSTRO DIALETTO, ANCHE IN FORMA ANONIMA, RICORDANDOVI DI SCRIVERE LA PROVINCIA. IN ALTERNATIVA POTETE ANCHE MANDARMI LA TRADUZIONE VIA  MAIL.   QUESTO POST RESTERA' QUI UN PO' , GRAZIE IN ANTICIPO A CHI PARTECIPERA'

18 commenti:

  1. Ma! Io ci provo,ma scrivere il piemontese è un'arte ed io non credo di possederla. L'ho sempre parlato ma quasi mai scritto.In ogni caso, ho fatto del mio meglio.Se ci fosse in giro qualche piemontese più erudito potrà pure correggermi. C'è anche da dire che il piemontese varia da una città all'altra e quello scritto credo sia il torinese,mentre io vivo in provincia di Cuneo e certe parole cambiano pronuncia. Molte,come certe o e certe u si pronunciano alla francese, tanto per fare un esempio,possono assomigliare alla u di "une", inteso come "una" e le o come "oeil"occhio.Io li ho scritti con due puntini sopra,spero si capiscano. Ci sono poi molte e aperte o chiuse, io ho scritto così "è" per indicare la e con lo stesso suono della congiunzione.
    A te la traduzione:

    IL DIRITTO ALL'OZIO
    'L DIRIT A L'OSIU
    a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti
    'l dirit a nen fè niente,a vivi 'l temp nen prugramà dai grand
    2
    IL DIRITTO A SPORCARSI
    'L DIRIT A SPURCHESE
    a giocare con la sabbia, la terra, l'erba,
    le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti
    a giuè cun la sabia, la tera, l'erba, le föie, l'eva,le pere,i ramet
    3
    IL DIRITTO AGLI ODORI
    L' DIRIT AI UDUR
    a percepire il gusto degli odori
    riconoscere i profumi offerti dalla natura
    a senti 'l güst di udür
    ricunuse i prufum regalà da la natüra
    4
    IL DIRITTO AL DIALOGO
    'L DIRIT A DIALUGHÈ
    ad ascoltatore e poter prendere la parola
    interloquire e dialogare
    a scutè e piè la parola
    interveni e dialughè

    IL DIRITTO ALL'USO DELLE MANI
    'L DIRIT A DUVRÈ LE MAN
    a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare,
    plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco
    a piantè di ciò,resiè' bosc,pasè la cartaveder,'nculè, travaiè la creta,grupè le corde, vischè 'l fö

    IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO
    'L DIRIT A BIN CUMINSÈ
    a mangiare cibi sani fin dalla nascita,
    bere acqua pulita e respirare aria pura ’
    a mangè aliment san fin da la nasita
    beive eva pulida e respirè aria püra

    IL DIRITTO ALLA STRADA
    'L DIRIT A LA STRÀ
    a giocare in piazza liberamente,
    a camminare per le strade
    a giuè 'n piasa liberament
    a marcè per le strà
    8
    IL DIRITTO AL SELVAGGIO
    'L DIRIT AL SERVAI
    a costruire un rifugio-gioco nei boschetti,
    ad avere canneti in cui nascondersi,
    alberi su cui arrampicarsi
    a fabrichè 'n rifugio giö9
    a avei dle cane per stermese
    piante per rampignè

    IL DIRITTO AL SILENZIO
    'L DIRIT AL SILENSIU
    ad ascoltare il soffio del vento
    il canto degli uccelli
    il gorgogliare dell'acqua
    a scutè 'l sufi dl vent
    'l cant di usei
    'l gurgugliè dl eva


    IL DIRITTO ALLE SFUMATURE
    'L DIRIT A LE SFUMATÜRE
    a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto,
    ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle
    a vardè l nasita dl sul e 'l tramunt
    aamirè,'nt la nöit,la lüna e le steile

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    1. Grazie, Kathe :) sapevo di poter contare su di te

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  2. Debbo dire che di molti di questi diritti io figlio di contadini e proletari, cresciuto in anni di guerra e di vituperato fascismo ho goduto forse proprio perché non ero figlio di borghesi o borghesucci e per un po' di anni vivevo quasi randagio nelle case popolari della estrema periferia di Ravenna. Persino le elementari, in quel periodo di transizione erano "libere" come in fondo gli anni del collegio che han preceduto il seminario. Sulla traduzione, qualche difficoltà di scelta fra romagnolo e triestino e il fatto di essere di fatto ITALOFONO.

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    1. Alcuni di questi diritti oggi sembrano fantascienza... e sono stati pensati e pubblicati giusto 15 anni fa :)... come il diritto a sporcarsi. Vai a dirlo alle mamme di oggi che i bambini DEVONO potersi sporcare senza poi essere sgridati...
      Tu provaci a elencarli, se ti va, Ben, nel dialetto a te più vicino :)

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    2. cito mia nonna del 1878 o su di lì che rispondeva a mia madre che stava diventando "cittadina": i bastird par crsar bé ja da magné 'na zimblé ed tèra (i bambini-bastardi in medievale- per crescere bene debbono mangiare un cesto di terra), visto che la neo mammina si preoccupava del figlioletto felice e giocondo in mezzo alle zolle, i polli e i maiali grufolanti. Me lo raccontava mia madre aggiungendo: potevi giusto diventare chimico, non certo avvocato. E si dimenticava che mi aveva mandato allo scientifico che allora non consentiva l'iscrizione a LEGGE perché non voleva che mi occupassi di politica in futuro (e io avevo solo 14 anni ma promettevo già bene!).

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    3. Ok allora ti posso esimere dal compilare, Ben :D... con i politici - o potenziali politici - meglio non fare affari, di 'sti tempi :D

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  3. Francesca ci sto provando, è la prima volta che mi cimento con i dialetti, teni conto che non ho mai parlato dialetto (purtroppo).
    Faccio fatica a tradurre tutte le parti in rosso, appena completerò posterò :)
    Buona settimana!

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    1. Grazie , Cecilia :) grazie davvero. Il tuo decalogo varrà il doppio <3

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  4. Gentilmente offerto dal mio nipotino Francesco e dal suo papà Mauro, ecco il decalogo in dialetto senese:)


    DIRITTI DEI BAMBINI
    i diritti de'bimbi

    1
    IL DIRITTO ALL'OZIO
    I'DIRITTO A UN FA' NULLA
    a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti
    a fa le hose che si vole e non quelle che dihono i grandi

    2
    IL DIRITTO A SPORCARSI
    I'DIRITTO A INSUDICIASSI
    a giocare con la sabbia, la terra, l'erba,
    le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti
    a giocà con la rena, la mota, l'erba,
    le foglie, l'acqua, a ruzzà co'sassi, co'rami dell'alberi

    3
    IL DIRITTO AGLI ODORI
    I'DIRITTO A ODORA'
    a percepire il gusto degli odori
    riconoscere i profumi offerti dalla natura
    a sentì i gusto dell'odori
    riconosce' l'odori che la natura c'offre
    4
    IL DIRITTO AL DIALOGO
    I'DIRITTO A DIALOGA'
    ad ascoltare e poter prendere la parola
    interloquire e dialogare
    a ascoltà e potè parlà
    a fà di conto e a dialogà

    5
    IL DIRITTO ALL'USO DELLE MANI
    I'DIRITTO A USA' LE MANI
    a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare,
    plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco
    a imbullettà, segà e raspà legni, scartavetrà e incollà,
    a modellà la creta, a fà nodi, a accendere i' ffoho

    6
    IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO
    I'DIRITTO A INIZIA' BENE
    a mangiare cibi sani fin dalla nascita,
    bere acqua pulita e respirare aria pura
    a mangià roba sana fin da quando s'è piccini,
    bere l'acqua bona e respirà l'aria pulita

    7
    IL DIRITTO ALLA STRADA
    I'DIRITTO A STA' FORI
    a giocare in piazza liberamente,
    a camminare per le strade
    a ruzzà liberi nelle piazze
    a camminà pe'lle strade

    8
    IL DIRITTO AL SELVAGGIO
    I'DIRITTO A ESSE RUSTICI
    a costruire un rifugio-gioco nei boschetti,
    ad avere canneti in cui nascondersi,
    alberi su cui arrampicarsi
    a fà un capannino nì bosco,
    a rimpiattassi tra cannucci
    a salì sull'alberi

    9
    IL DIRITTO AL SILENZIO
    I'DIRITTO A STA' ZZITTI
    ad ascoltare il soffio del vento
    il canto degli uccelli
    il gorgogliare dell'acqua
    a sentì i'vento che tira
    l'uccelli che cantano
    i'gorgoglìo dell'acqua

    10
    IL DIRITTO ALLE SFUMATURE
    I'DIRITTO ALLE SFUMATURE
    a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto,
    ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle
    a vedè i'sole che si leva e che si pone
    a mirà, quandè buio, la luna e le stelle

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  5. Risposte
    1. Un semiapolide come te, credo che possa sentirsi cittadino del mondo :)

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  6. Purtroppo non conosco nessun dialetto, scusa il ritardo nel cancellare il doppio commento ma nel leggerlo mi sono emozionato pure io,non sono un poeta e pensavo di aver scritto una "cosuccia" ma sono parole mi girano in testa da due anni da quando é morta mia madre.

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  7. Grazie davvero con tutto il cuore
    Un forte abbraccio Tony

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  8. Grazie a te , Tony. Non fa niente per il decalogo :) la mia è solo una proposta, la raccoglie chi vuole :)
    Per quanto, invece, l'essere poeti... beh premesso che tutto quel che è parola è opinabile, io credo che quando si scrive una poesia come l'hai scritta tu, con una emozione che trasuda da ogni parola, beh credo che si faccia poesia, anzi ottima poesia. Io amo molto la poesia e spesso leggo, ma anche scrivo, lo ammetto, cose che ritengo solo . nella migliore delle ipotesi, prosa, a volte poetica a volte no:) Io sono tra quelli, per dirla con Montale, che pensano che la poesia è cosa diversa dall'andare a capo a ogni rigo; penso che una poesia debba emozionare, debba entrarti sottopelle, deve far si che tu la senta tua, dimenticandoti di chi la ha scritta. E la tua poesia è così, grazie a te, quindi :) abbraccio ricambiato

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  9. Francesca io ci ho provato, le vostre versioni sono formidabili complimenti! :)
    Ray


    I DIRITTI DEI BAMBINI I DIRITTI DEI FIJOLI
    (dal Centro Marche – Zona Senza Testa)
    1
    IL DIRITTO ALL'OZIO
    a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti
    EL DIRITTO AL CIONDOLASSE
    A campà i bocco’ del tempo nun cumannado dai granni
    2
    IL DIRITTO A SPORCARSI
    a giocare con la sabbia, la terra, l'erba,
    le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti
    EL DIRITTO A SPORCASSE
    a giocà sa il polverò, gli zuppi, i greppi,
    le foje, l’AQQua, i cicciòli, le rame
    3
    IL DIRITTO AGLI ODORI
    a percepire il gusto degli odori
    riconoscere i profumi offerti dalla natura
    EL DIRITTO ALL’ARIA BONA
    nel trova’ il gusto degli odori
    e a riconosce i prufumi rìgalati dalla natura
    4
    IL DIRITTO AL DIALOGO
    ad ascoltatore e poter prendere la parola
    interloquire e dialogare
    EL DIRITTO A DISCORE
    A sta a senti’ e fasse risentì
    cumunellare e discòre
    5
    IL DIRITTO ALL'USO DELLE MANI
    a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare,
    plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco
    EL DIRITTO A DOPRA’ LE MA’
    a piantà le bollette, a segà e scortigà le zeppe, portà al fonno, impiccigare,
    insapa’ la malta, legà i striffoli, piccià e fa arde el fogu
    6
    IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO
    a mangiare cibi sani fin dalla nascita,
    bere acqua pulita e respirare aria pura ’
    EL DIRITTO A CUMINCIA’ BE’
    a magnà la robba bona fin dopo bardasci
    beve l’acqua sigura e aprisse all’aria pura

    7
    IL DIRITTO ALLA STRADA
    a giocare in piazza liberamente,
    a camminare per le strade
    EL DIRIOTTO DE STA’ DE FORA
    a giocà su’in piazza senza pensiero
    a svagà girenno su le chine

    8
    IL DIRITTO AL SELVAGGIO
    a costruire un rifugio-gioco nei boschetti,
    ad avere canneti in cui nascondersi,
    alberi su cui arrampicarsi
    EL DIRITTO AL SELVATICO
    A tirà d’insu’ il cappannu per trastullo giò le macchie,
    arberi pe’ rampinasse

    9
    IL DIRITTO AL SILENZIO
    ad ascoltare il soffio del vento
    il canto degli uccelli
    il gorgogliare dell'acqua
    EL DIROITTO A STASSE ZITTI
    a cianciulasse sul filo fino del ventu
    l’arsono de ‘celletti
    il rigiro dell’acqua
    10
    IL DIRITTO ALLE SFUMATURE
    a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto,
    ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle
    EL DIRITTO DE SVARIA’ EI CULORI
    a sgamàre il sorgere del sole e quanno cala
    a stramirà, ‘nta lo scuru, la luna e le stelle.

    ***
    Grazie, oltre a gustarmi le vostre, mi sono divertito con la mia. Simo

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  10. Grazie infinite, Simo :)
    Con la tua e altre due o tre che mi son state promesse credo di essere arrivata al numero che mi son prefissata :)
    Quando le avrò tutte le posterò una accanto all'altra, così possiamo vedere tangibilmente la differenza tra i nostri bei dialetti che, in fondo, sono le nostre radici.
    Son tutte belle, le traduzioni... la mia la devo rivedere a dire il vero... l'avevo scritta dieci anni fa :). Sotto ognuno metterò nome, di battesimo, qualora lo conosca, e provincia :)) Grazie a te e tutti :)

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