venerdì 24 ottobre 2014

Pillole di ricordi

“Tenerezza e gentilezza non sono sintomo di disperazione e debolezza,

 ma espressione di forza e di determinazione.”
K. Gibran





Da fine primavera a tutta estate c’era un momento della giornata che si colorava di preziosi nero lucido, a volte con qualche puntina rossa qua e là.
E quando  lui arrivava i suoi occhi erano vividi e brillanti, come fari accesi incastonati in una teca. Si dava un tono, mostrava indifferenza ma non spostava mai la giacca, ripiegata sul braccio che gli era coperta di tepore quando usciva ai primi raggi di sole.
Oggi non le hai? Chiedevo io, donna negli anni, adolescente nelle emozioni. E domandavo senza inflessione di delusione nella voce, sapevo che tutto quel prender tempo era una finta, un tempo sospeso. Era  la calce del nostro affetto, era la sua burbera tenerezza che si svelava di colpo e, da  sotto la giacca, come un mago e giocoliere, tirava fuori il coppino pieno di grandi e dolcissime more selvatiche, raccolte la mattina, durante la sua quotidiana passeggiata per i campi.
Se ne andò un giorno di sole, appena primavera, e persi il nonno, lo zio, l’affetto avvolgente  dal color di mora

4 commenti:

  1. Man mano che passano gli anni mi sto accorgendo che sono più le persone che mi hanno lasciata di quelle che ancora mi sono accanto nella vita.Guardo le fotografie del matrimonio, del battesimo di mio figlio,e comincio a dire: "Questo zio non c'è più, quell'altra zia se n'è andata,genitori, suoceri,amici di famiglia...non c'è più nessuno. Tornano allora i ricordi di momenti felici vissuti insieme, aneddoti, episodi di vita vissuta e ci si rende conto che nessuno muore mai veramente finchè rimane vivo nel cuore di chi lo ha amato.

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  2. Notare i vuoti attorno succede anche a me... e mi dico che è un segno indiscutibile di vecchiaia :D

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  3. che storia fantastica Francesca, ero un ladro provetto nei giardini dei vicini e proprio grazie a delle more ricevetti il mio primo bacio ... a sorpresa, oltre questo, certe sorprese non passano come dimenticate... si rialimentano del loro stesso sapore, lo stesso efeftto che ti fa l'odore quando richiama il ricordo... e lo rilamncia avanti a velocità supersonica. macchine perenni ! al gusto di more! :) Complimenti.
    Simo Ray

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    1. Oh, hai centrato, Simone :)) E' il ricordo che rende certe situazioni quasi fiabesche:)
      Grazie per le tue parole, e complimenti a te per aver individuato il "nocciolo" _)

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