sabato 7 maggio 2016

La resistenza all'aria


La colomba di Kant era  convinta che, in mancanza della resistenza dell’aria avrebbe potuto volare molto meglio. In realtà è proprio la resistenza dell’aria che consente che si trasformi in volo il battere delle ali.
Se si applica lo stesso concetto sugli esseri umani,  possiamo notare che  nella vita accadano eventi  che  ci convincono che la felicità sia perduta o, ancora peggio, che non si sia mai avuta e che  il perdurare  dell’infelicità  sia ineluttabile.
Il punto, però, è  che la felicità è una condizione dell’anima che abbisogna di essere riconosciuta  ed invece spesso ci sta accanto e non ci accorgiamo di niente, ripiegati su noi stessi, incapaci di vederne i colori, di ascoltarne i suoni, di apprezzarne la fragranza.
Bisognerebbe rispondere ad alcune domande, tipo:  cosa facciamo affinché la nostra vita sia all’insegna della qualità? Quanto siamo consapevoli di questa? Quale è il nostro grado di soddisfazione  e cosa facciamo per aumentarlo? Quale valore diamo alle cose, anche – forse soprattutto – a quelle piccole? Quale valore diamo al privilegio di amare, più che di essere amati?
Essere stata lontana dal web per così tanto tempo mi ha portata  a una maggiore attenzione verso me stessa, e questo ha accelerato il cambiamento che era già in atto da tempo (cambiamento di sicuro non frutto del caso, che tra l’altro non esiste).
Non è la resistenza dell’aria  che mi ha impedito, innumerevoli volte,  di volare, no. È stata la mia incapacità a riconoscere di avere le ali.


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