sabato 3 dicembre 2016

Mario



Quella sera, seduta davanti al camino e  con accanto solo la gatta nera, cercavo disperatamente di rifare amicizia con la matematica. Io e lei avevamo litigato in seconda media, quando un prof rancoroso, memore di una qualche “offesa” fattagli da mio padre, pensò bene di rifarsi su di me attuando quel che oggi potrei definire tranquillamente mobbing. Non l’avrei studiata volentieri mai più.
La mia passione era l’italiano, la storia, la geografia. La matematica era un fastidioso effetto collaterale, che cercavo, stancamente, di arginare eccellendo nelle altre materie. Me la ero sempre cavata, ma un minimo sindacale, giusto per un quattro lacerato ed offeso. dovevo pur farlo.
La gatta mi stava a sentire un po’ annoiata, aveva imparato a menadito funzioni e limiti e non ne poteva più,  se avesse saputo parlare mi avrebbe ripetuto lei le cose e,  dopo avermi guardato a lungo con una espressione tra lo schifato  ed il commiserevole,  pensò bene di addormentarsi sulla sediolina in paglia della mia infanzia, ed io mi ritrovai senza interlocutore.
Mi estraniai dal contesto, riflettendo su me stessa e sul perché non sono fossi nata gatta, quando alcune note di chitarra, seguite da una voce, si diffusero nell’aria. Vicinissime, provenivano dalla strada sotto al balcone della mia cucina. Chissà perché pensai subito fosse una serenata alla mia dirimpettaia, mia coetanea. Era ancora il tempo delle serenate, del corteggiamento discreto e costante, delle cose dette con gli occhi o attraverso una canzone. Niente a che vedere con la prosaicità attuale, con i modi spicci e diretti, con i messaggini  o le foto su facebook o instragram.

“Comm'è bella 'a muntagna stanotte,
bella accussì, nun ll'aggio vista maje.
N'ànema pare, rassignata e stanca,
sott' 'a cuperta 'e chesta luna janca.”

Caspita come è romantico il tipo, pensai.

“Tu ca nun chiagne e chiàgnere mme faje,
tu, stanotte, addó' staje?
Voglio a te.
Voglio a te.
Chist'uocchie te vonno,
n'ata vota, vedé.”

Oh! Oh!! Pensai, hanno litigato? Crudelissima lei che strazia un cuore così innamorato….e mi affacciai.
La serenata non era per la mia dirimpettaia, realizzai in pochi secondi, era per me! Mario cantava rivolgendosi al mio balcone!
Imbarazzata, confusa, richiusi precipitosamente E se si fosse affacciata la mia vicina impicciona trovandomi lì? Brrrrrr, mi sarei rovinata la reputazione ! E poi che storia era questa?  Non  mi ero mai neppure accorta di piacergli, ma che sfrontato!
 E continuava a cantare, nonostante il balcone chiuso!

“Comm'è calma 'a muntagna stanotte,
cchiù calma 'e mo, nun ll'aggio vista maje.
E tutto dorme, tutto dorme o more,
e i' sulo veglio, pecché veglia Ammore.”

Quella sera funzioni, limiti e derivate sfumarono nella canzone di Bovio, preludio di una materia che avrei dovuto, poi, riparare a settembre, ma ancora oggi, quando incontro Mario, che mi saluta sempre con entusiasmo, non posso fare a meno di ritornare con la mente a quella sera, con infinita tenerezza. 
L’amore segue sempre strade sue, a volte naufraga e a volte no, spesso il tempo lo spegne, ma lascia nel cuore cristalli di bellezza, sempre.





11 commenti:

  1. E che tenerezza in queste righe, Perla.

    (Lemurakkia)

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  2. Giiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Ma che piacere leggerti! Sono così contenta di averti ritrovata, non sapevo come fare. :)
    (ps: ma tu come hai fatto a trovarmi?)

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    1. Sono arrivata per puro caso, saltellando da un blog all'altro di quelli che leggevo su Splinder! :D

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    2. Felice, io, che tu sia qui :)

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  3. Che carina!!
    Ci ritroviamo qui, da dove siamo partiti....

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    1. Tornare da dove si è partiti potrebbe essere una grande risorsa MG :) Grazie per essere qui

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  4. Nuuuuu
    La matematica è uno dei grandi amori della mia vita ma una serenata così non me l'ha mai fatta...

    Devo rivedere un po' di priorità?!?

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    1. La matematica potrebbe essere amore, anzi Amore :) Pubblicherò un racconto che lo dimostra, in tuo onore . Grazie per essere tra le mie Note :)

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. La mia idea scritta e ribadita da sempre per esperienza diretta è che un amore, se vero, è per sempre. Anche se naufragato, sommerso da altre quotidianeità. Resta ed è una delle poche consolazioni che abiamo. Una serenata! Vecchio stile! Di sera sotto il balcone! Ragazza fortunata.

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    1. Concordo con te al mille per cento: un amore se è Amore non muore mai, non muore neanche con noi.
      Sono una ragazza fortunata, ebbene si, caantava il Cherubini :))

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