domenica 25 dicembre 2016

Niente è per sempre


Dedicata a Cirinnciampai, ogni promessa è un debito

La bellezza matematica è una qualità che non può essere definita, non più di quanto
 la bellezza possa essere definita per l'arte, ma chi studia matematica, di solito,
 non ha difficoltà ad apprezzarla.
Paul Dirac
Niente è per sempre. Questa frase letta mille volte in mille luoghi diversi le rimbombava nella mente  come un’eco fastidiosa, come una sentenza definitiva.
Nemmeno i desideri sono per sempre, nemmeno i sogni, gli uni e gli altri, se sei fortunato, mutano nel tempo e seguono i tuoi fallimenti e le tue sconfitte, le tue gioie e i tuoi dolori, le scelte forzate dalla vita, anche quando non ci sentivi vita dentro.
Niente è per sempre,  non l’odio che sfibra e lega, e meno che meno l’amore. Qualsiasi amore, quello  che infiamma i sensi, l’amore placido come il fiume in primavera, l’amore pensato ed irrealizzato.
Niente è per sempre, nemmeno quell’amicizia  che pensavi eterna e che sfiorisce se tu ti allontani un po’, come la scia che segue la nave: più ti allontani, più perde forma e ridiventa acqua nell’acqua (dove l’aveva colta questa similitudine? Forse erano i pensieri di qualche anima molto più sensibile della sua, molto più sofferente).
Restano tracce indelebili, tracce spesso non determinate e disegnate,  che ti hanno cambiato la vita, questa sì per sempre.
Non andartene così. Dimmi qualcosa  che io possa  accarezzare, coltivare nel mio piccolo giardino  mentale, come segno del tuo passaggio nella mia vita.
Lui le scrisse sul braccio:


Lo sguardo smarrito di lei, gli fece capire che avrebbe dovuto, questa volta, dare una qualche indicazione in più, rispetto al  suo solito eloquente silenzio.
Quella che leggi è un’equazione della fisica, l’equazione di Dirac, l’equazione della bellezza, secondo la quale   se due sistemi entrano in contatto tra di loro, per il fenomeno dell’entanglement quantistico, questi due sistemi  non saranno mai più due sistemi distinti tra di loro poiché ognuno di loro recherà tracce dell’altro, non importa a che distanza spaziale o temporale loro si trovino successivamente.
Lei non capiva cosa stesse dicendo, o forse sì.
Forse lui voleva dirle che l’assioma “niente è per sempre” non era così ineludibile, così fatale come lei credeva fosse. Cambiava solo la forma della relazione, ma lui ci sarebbe stato per sempre.
Lo guardò negli occhi per comunicargli che aveva compreso.
Lui ricambiò il suo sguardo e, per la prima volta, quello che lei pensava fosse incomunicabilità si rivelò essere la più alta forma di comunicazione tra essere umani, una comunicazione empatica,  che non aveva bisogno di parole.
Una comunicazione dipanante  Altrove che l'usuale, una comunicazione che non sarebbe svanita nelle brume del distacco, poiché quel che lui le aveva trasmesso, nel tempo che le loro strade avevano seguito un unico percorso, oramai faceva parte di lei, avvolto alla sua anima.
Niente è per sempre, tranne il sempre, vero?

Lui non rispose, era già vento nel vento.




2 commenti:

  1. Questo raccontino, scritto in tempi migliori, è stato già pubblicato su questo blog. Avevo promesso, però a Cirin di postare, solo per lei un raccontino sulla bellezza della matematica.... ed allora eccomi qua :)
    Spero ti piaccia, Cirin.

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  2. Grazieeeeeeee

    Già il pensiero basterebbe, la bellezza della storia è la ciliegina sulla torta.

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