domenica 19 febbraio 2017

Il mio porto sepolto



Sono mare e sono vento
dai due nata,  nel segno della tormenta.
Così la mia vita, incessantemente in tempesta
cerca un porto sepolto,  ove ritrovarsi. 


Sono ombra  e sono luce, compiendo 
nella prima il mio destino  e disertando la seconda.  
Non si sfugge alla mappa, ineluttabile,
delle proprie inquietudini.

(Sono ombra  e sono luce, compiendo 
nella prima il mio destino  e disertando la seconda.
Mi aggrappo con tenacia alla mappa
ineludibile
delle mie inquietudini.
volendola  riscrivere, la seconda parte la riscriverei così)

 

17 commenti:

  1. Non si fuggono ma si possono accettarle o cambiarle.
    Ciao fulvio

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    1. infatti, Fulvio, infatti :)
      Ciao

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    2. Più che cambiare...trasformare :)

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    3. Ogni trasformazione è impegnativa e richiede attenzione, ma quando si riesce ad attuare.... evviva! :)
      Ben arrivata tra le mie Note, Gioia :)

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  2. Uhhhh … vorrei essere triste alla lettura ma non lo sarò.
    "Sepolto", innanzitutto, non significa morto. Bisogna che il porto emerga, eddai!
    E poi, sarà che nell'ombra si realizza il destino disertando la luce (disertare, che verbo ricercato!), ma io direi che trattasi di ombra creativa, molto creativa, arte. :)
    http://cdn.vectroave.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2012/07/Light-and- [img]Shadow-Art-by-Kumi-Yamashita-21.jpg[/img]
    E per concludere, se in quel disertare c'è un volgere le spalle alla luce, beh, mica se ne può sfuggire. Come è evidente, è la luce che genera l'ombra.
    Bacioniiiii

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    1. Il "porto sepolto" è una invenzione letteraria di Ungaretti e rapprsenta il viaggio verso se stesso del Poeta. Ecco, in questa accezione io l'ho pensato :) quindi niente di negativo o di tetro come potrebbe far pensare di primo acchito. Se poi si pensa che il componimento fa parte della raccolta poetica "Allegria dei naufraghi", ecco che le parole di Ungaretti fanno "pendant" con il resto di quel che volevo esprimere nella poesia: una disperazione di fondo, mista a una profonda stanchezza interiore, che lungi dall'annichilire mi spingono verso la ricerca, dentro di me, di un significato che sia significante, cioè di un contenuto che sia allo stesso espressione, in assoluta aderenza tra loro e che sia, quindi, il tracciato del mio cammino.
      Grazie per avermi dato l'opportunità di chiarire il mio pensiero, Carmela :)

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  3. Ho sbagliato qualcosa.
    Riposto l'immagine
    [img]http://cdn.vectroave.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2012/07/Light-and-Shadow-Art-by-Kumi-Yamashita-21.jpg[/img]

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    1. Grazie anche per questa immagine, bellissima e molto significativa immagine che rende plasticamente la mia idea di ombra e luce, che d'altronde tu ha perfettamete colto: non esiste ombra senza luce, sono un'unica cosa come, per estensione, sono una unica cosa il bene e il male; non esiste un confine fisso tra loro ma le due cose sono in perenne movimento, come disse il Nolano e rappresentano la natura umana.
      Mi fa molto piacere tu abbia colto anche "disertare", non lo avevo usato casualmente; disertare fa pensare a un deserto, ossia a un luogo apparentemente senza vita che, invece, custodisce la vita ad di sotto della superfice, così come dovrebbero custodite, a mio parere, le emozioni (e quindi i sentimenti) più preziose. :)

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    2. ps: va beh, ho commesso una infinità di errori (che nn correggerò) e una grandissima mancanza ( rileggersi è sempre necessario)
      per la quale mi scuso: ho dimenticato di dire che non conoscevo l'autore dell'immagine che hai postato, nè conoscevo questa tecnica. Un grazie infinito, quindi, Carmela :) Solo che nn son riuscita a trovare niente in rete, forse non ho saputo cercare, mi aiuteresti?

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    3. Innanzitutto grazie per la nota su Ungaretti, alla quale, nella mia infinita ignoranza, non sarei mai arrivata. È scontato ma sempre bello ripeterti che questo scambio è fonte di ricchezza. :)

      Ti lascio un pensiero dello scrittore giapponese Tanizaki, che sviluppa un'estetica dell'ombra che ha senz'altro influito sull'artista dell'immagine che ti ho lasciato.
      "V’è forse, in noi Orientali, un’inclinazione ad accettare i limiti, e le circostanze, della vita. Ci rassegniamo all’ombra, così com’è, e senza repulsione. La luce è fievole? Lasciamo che le tenebre c’inghiottano, e scopriamo loro una beltà". Penso che potrebbe essere una riscrittura interpretativa del tuo" Sono ombra e sono luce, compiendo nella prima il mio destino e disertando la seconda. Mi aggrappo con tenacia alla mappa
      ineludibile delle mie inquietudini"
      Non aggiungo altro perché potrei perdermi in fiumi di parole.

      Eccola QUI la nostra artista donna! :)

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    4. Carmela, ho visto l'artista e ti ringrazio ancora per aver "illuminato" un po' di più l'oscurità della mia ignoranza, giusto per restare il tema.
      Sì, la riscrittura è molto inerente, molto affine. Quando ho un po' di tempo in più proverò a rivedere tutti i post che meritano di essere ripresi :) GRazie

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  4. Partendo dal mio mai mutato pensiero sullla poesia che va ssorbita e fatta propria perchè i commenti spesso non la scalfiscono nemmeno, devo dirti che questa tua lirica è veramente bella. Difficile e elevata come lingua e sinatssi in generale ma bella e profonda; lultima frase sulla mappa delle proprie inquietudini è illuminante. Brava.

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    1. Grazie Enzo, tu mi lusinghi :)
      Mi lusingh ma mi fai riflettere. Sai come la riscriverei la poesia?

      Sono mare e sono vento
      dai due nata, nel segno della tormenta.
      Così la mia vita, incessantemente in tempesta
      cerca un porto sepolto, ove ritrovarsi.


      Sono ombra e sono luce, compiendo
      nella prima il mio destino e disertando la seconda
      mi aggrappo alla mappa, ineluttabile,
      delle mie inquietudini.

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  5. È stupenda! Non trovo parole più di Grande! Pennella e definisce velocemente e in modo preciso eppure...nulla è definitivo e l'ombra...basta decidere di girarle le spalle...lasciarsela dietro. La luce può essere disertata ma...per sempre? Non credo. Almeno non credo ne valga la pena.
    Abbraccissimo Perla cara ❤

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    1. Gabriella,grazie :)... sì, hai colto perfettamente non ci si lascia alle spalle la luce, si va incontro ad essa, tenendosi stretta tra le dita la propria ombra. Mi hai fatto pensare a Peter Pan, che cercava di ricongiungersi con la propria ombra poiché solo con entrambe, luce ed ombra, c'è l'unicità, l'unicum di inestimabile valore.
      Abbraccio ricambiatissimo. :)

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  6. Io non vorrei sfuggire alla mappa delle mie inquietudini, che mi fanno palpitare, del resto, arrampicarmi tra i miei versi a scorgerla quella luce... mi piacerebbe saperla decifrare, si.. ma comprendo che si tramuterebbe in una scialba mappa di certezze, di vie da intraprendere. Nessun bivio, nessuna indicazione ambigua...

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