domenica 5 marzo 2017

Dina

Chi non si muove non può rendersi conto delle proprie catene.
Rosa Luxemburg




Francesca  si guardò attorno, era davvero uno strano hotel! Invece dei numeri, sulle  porte delle stanze, che si affacciavano su quel minuscolo corridoio di albergo di periferia, campeggiavano delle strane scritte per delle stanze d’albergo:.
‘Karl Marx’, 
‘Stato  e rivoluzione’, 
‘I compiti del proletariato nella rivoluzione attuale’
… ma non è troppo lungo questo nome, per una stanza???  si chiese. Poi scrollò le spalle, ci sono cose stranissime al mondo, non poteva capirle tutte, l’importante  era che la  sua stanza fosse pulita e tranquilla,  delle altre poteva fregarsene, qualsiasi nome avessero. Fece qualche passo, ma poi la  sua curiosità innata la fece tornare indietro e provò, con estrema  cautela,  ad aprirne una.
La stanza ‘Karl Marx ‘ era immersa in un buio assoluto… qualcuno doveva essere in fondo alla stanza, chissà, perché le arrivarono, veicolate da una voce grave e stentata, le parole (*)Il marxismo ha aperto la via a uno studio universale, completo, del processo di origine, di sviluppo e di decadenza delle formazioni economico-sociali, considerando l'insieme di tutte le tendenze contraddittorie, riconducendole alle condizioni esattamente determinabili di vita e di produzione delle varie classi della società, eliminando il soggettivo e l'arbitrario nella scelta di singole idee direttive o nella loro interpretazione, scoprendo nella condizione delle forze materiali di produzione le radici di tutte le idee e di tutte le varie tendenze senza eccezione alcuna...(*). Non ascoltò il resto… sull’ultima frase aveva richiuso piano la porta dietro di sé. Era perplessa. Ma era un hotel quello, oppure la sezione di un partito?
Esitò davanti alle altre porte chiuse: provare ad aprire?
No, si risolse, era troppo stanca, e con determinazione  si avviò verso la sua stanza. Guardò la scritta sulla chiave che aveva in mano, la controllò con la scritta sopra la porta: ‘Che fare?’, sì, era la sua stanza.
Sorrise. Quel ‘Che fare?’, così interlocutorio, così sospensivo, le sembrò di buon auspicio.
Entrò, le serrande erano alzate, un neon di una qualche insegna, proiettava nella stanza una luce azzurra intermittente. Cliccò sul pulsante e una luce bianca illuminò la stanza. Chiuse la porta alle sue spalle, andò dritta  verso l'armadio, lo aprì, controllò che fosse vuoto, diede uno sguardo nel bagno e tirò un sospiro di sollievo. Finalmente posò la piccola sacca che aveva con sé sul letto, ne estrasse una magliettina e uno slip puliti, si spogliò, prese l’accappatoio e si concesse una doccia ristoratrice. Il senso di rilassatezza che ne conseguì prese il sopravvento sui suoi pensieri, ed alla luce pulsante del neon che a tratti illuminava la stanza si addormentò…. per riaprirli  di colpo, dopo un lasso di tempo che non seppe quantificare, con l’impressione che ci fosse qualcuno nella stanza.
Scorse una sagoma ma,stranamente, non ne ebbe paura, solo aguzzò la vista per vedere meglio e vide un uomo non molto alto, stempiato, con baffi e pizzetto e una vividissima luce negli occhi. Alzò il braccio, puntò il dito  indice verso di lei e cominciò a parlare:
Francesca, Francesca, ti rendi conto di quel che hai fatto?? Hai smesso di lottare per i tuoi ideali, mettendo quei libri sotto al tuo sedere!  Senza il tuo apporto, come farà il partito di rivoluzione sociale a tramutarsi in partito democratico di riforme sociali??  Approfittando della tua distrazione c’è chi(**)nega la possibilità di dare un fondamento scientifico al socialismo e di provare che, dal punto di vista della concezione materialistica della storia, esso è necessario e inevitabile; si nega il fatto della miseria crescente, della proletarizzazione, dell’inasprimento delle contraddizioni capitalistiche; si nega l’opposizione di principio tra liberalismo e socialismo; si nega la teoria della lotta di classe, che sarebbe inapplicabile in una società rigorosamente democratica, amministrata secondo la volontà della maggioranza… (**)
Francesca ma che fai, dormi o mi ascolti? Francesca, Francesca???
- Francesca, svegliati!  Francesca… Dina la stava scrollando.  Francesca mi ascolti??? Che ti succede??? Blateravi di socialismo, liberalismo, lotta di classe….
- Ma dove sono, che ora sono???
- Sono le tre di notte e siamo a Roma, Francy.  Abbiamo cenato a Trastevere, siamo andate a letto tardi, abbiamo conversato fino a mezzanotte inoltrata, scherzando sui libri di Lenin che hai a casa e che vorresti usare come supporto per un materasso troppo morbido e poi ci siamo pian piano addormentate.  Salvo poi svegliarmi di colpo  a causa della tua voce alta  e tu  che sproloquiavi  nel sonno…
Dina era fatta così. Intelligente e ricca di cultura, Dina possedeva una sensibilità davvero altissima;  quando qualcosa non le piaceva si chiudeva a riccio non senza, prima, aver dato del pane al pane,  sincera e leale come ormai era raro trovarne. E a Francesca piaceva per questo. Una amica speciale che si teneva ben stretta.
- E Lenin dove è?
- Lenin? Sarà a Mosca, nel mausoleo  che lui non voleva.... ma che c’entra adesso Lenin???
- Niente Dina, niente, anzi scusami moltissimo, forse non ho digerito quei tontarelli cacio e pepe mangiati stasera; forse c’era troppo pepe o forse abbiamo abbondato con il vino, in fondo sono sempre un’astemia incallita!  Ho fatto solo un sogno che aveva i colori e gli odori  di un incubo . Le sorrise. Domani mentre facciamo la fila alle Scuderie del Quirinale te lo racconto, dormiamo ora !
Francesca spense la luce ma non riuscì a riaddormentarsi immediatamente. Aprì gli occhi sul rassicurante silenzio  che era ripiombato sulla stanza e, nel silenzio, udì Dina che cantava sottovoce: allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé…..!!!!  
Ma era proprio la voce di Dina??? Cantava in francese, ma aveva uno strano accento  tedesco con inflessioni polacche e sembrava provenire dal fondo buio della stanza…







NOTE:
(*) LENIN,   KARL MARX , EDITORI RIUNITI, 1972
(**)LENIN, CHE FARE?, EDITORI RIUNITI, 1968

19 commenti:

  1. Ecco, non si può imbavagliare l'inconscio (neanche quello collettivo).
    È l'ora di dargli ascolto.
    È l'ora della rivoluzione.

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  2. Gli italiani , al massimo, la possono proclamare la rivoluzione, che a farla ci devono pensare gli altri :D
    Grazie, Cincia :)

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  3. Racconto bellissimo e divertente, permettimi di immaginare Dina/Rosa e Francesca, in quella notte di onirici mormorii :DDD
    [img]https://scontent-vie1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/12799097_10205958392345349_5626390752939990130_n.jpg?oh=195482692e1e5333b5122ec4cc7d6b8b&oe=59304CE5[/img]

    Spero arrivi l'immagine!

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    1. Dina esste davvero, Carmela :) ... ed è più "tosta" di come la descrivo. Così come "tost" era la mitica Rosa, che ha "nutrito" il mio immaginario post adolescenziale.
      Se l'altra è la Kuliscioff ne sono onoratissima. :)

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    2. Sì, l'avevo capito che fosse una persona reale, forse sei stata fuorviata dal mio esordire con "racconto bellissimo" ma i personaggi hanno letteralmente una realtà che supera la fantasia! E sono, SIETE, due donne meravigliose.
      Non si tratta di Anna Kuliscioff ma di Clara Zetkin (si può cliccare sul nome per il link) amica tedesca di Rosa con la quale ha condotto diverse battaglie. Spero non sia delusa ma ugualmente onorata.

      Concludo dicendoti che quando mi ringrazi e mi fai i complimenti, sorrido, arrossisco e divento piccola piccola. Baciiii

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    3. Perlina, per essere più precisa, ti ho immaginata come Clara Zetkin, sia perché il posto di Rosa era già occupato da Dina, e sia perché il suggerimento me lo hai dato tu con quella foto a fine post.
      La foto fu scattata nel 1907 a Stoccarda, al congresso internazionale socialista, e la donna seduta a sinistra di Rosa è proprio Clara. :)

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    4. M permetto di correggerti :) i miei non sono complimenti ma constatazioni, sono obiettiva.
      Sì, mi sento ugualmente onorata, conosco la Zetkin ma non ho mai approfondito su di lei, e me ne vergogno visto il mio trascorso tra le fila dell'UDI. In genere cerco informazioni sulle immagini che posto, ma la fretta me lo ha impedito. Sto lavorando troppo e altri accidenti (te ne parlerò) mi hanno resa poco attenta... c'est la vie. :)
      Vedi? Hai fatto sì che ritornassi sulla foto e contemporaneamente hai ampliato la mia Conoscenza. Come faccio a non adorarti? :)

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    5. Veramente sono io che adoro te e ti ringrazio!
      Sai, ho dovuto studiare e scavare non poco per trovare attestazione storiche affidabili che certificassero esattamente quell'evento di Stoccarda e i suoi protagonisti. E per me è un grande stimolo.
      Ti voglio bene!

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    6. Leggendo questo tuo ultimo commento, Carmela, ho pensato che appartieni a quella schiera, ormai sparuta, di persone che presta attenzione, che ha cura, che rifugge dalla superficialità; e che legge anche testi lunghi per il piacere di farlo, al di là del contenuto :) Quel che io definisco scambio proficuo tra menti curiose :), sei un tesoro da tener stretto.
      Te ne voglio anche io, ma questo lo sai già :*

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  4. Oh bene, hai riconosciuto l'amica? ;)
    Ad avercene di donne così!

    Se posso agganciarmi alla riflessione che hai lasciato in risposta a CirINCIAMPAI, in effetti mai come oggi si assiste alla gara dei proclami. Fatti sedute comodamente in poltrona, davanti al monitor di un pc o di un cellulare, a casa propria ma visibili ...in tuttooo il mondo. Ecco, visibilità tanta ma altrettanta vacuità.
    In quanto a fede ed ideali, potrebbe aver ragione il disegnatore, casualmente russo, di questa e della precedente immagine.
    [img]http://www.cartoonmovement.com/depot/cartoons/2015/10/25/faith__victor_borograd.jpeg[/img]

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    1. Immagini molto belle e molto appropriate, di non finirò mai di ringraziarti. Parlano della tua attenzione, della tua curiosità intellettuale, della tua partecipazione. Non ricordo esattamente la citazione e ancor meno chi l'ha pronunciata ma che suonava più o meno così: la fede assopisce le menti, la curiosità le sveglia.:)
      Non credo io possa aggiungere altro, no? :*

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  5. Bellissimo racconto, suggestivo e... splendido finale! Ti ho immaginata in quel corridoio, nel letto a dormire svegliata prima dall'omino e poi, realmente, dalla tua amica! Le considerazioni, le riflessioni...ma il nome delle stanze mi ha proprio affascinata...metafora stupenda la tua, metafora della vita, di quanto ci avviciniamo e discostiamo da ciò in cui crediamo, del periodo storico che l'Italia sta vivendo...che noi italiani viviamo, creiamo, ci rassegniamo forse ad avere. E bellissima Dina accanto a te, due amiche! Gli amici sono sempre importanti!

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    1. Gabry :) e se ti dicessi che il sogno l'ho fatto davvero?? :D :D E' passato un po' di tempo, io e Dina stavamo organizzando il nostro incontro a Roma e parlavo con Lei della mia difficoltà momentanea a leggere e comparavo il presente con il passato quando una insaziabile curiosità mi portava non a leggere ma a divorare i libri, tra cui quelli di Lenin, anzi, soprattutto quelli di Lenin, che io considero il più grande utopista socialista che ha cercato di coniugare la realtà con la realizzazione dell'utopia. Che grande cosa l'inconscio... e come ci spiega chi siamo, se sappiamo "ascoltarlo" :)
      Grazie, Gabry, un immenso abbraccio

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    2. Si, una saggezza infinita alla quale accediamo si e no a sprazzi, l'inconscio! Come dire: "A colloquio con se stesso".
      Visto che l'hai fatto davvero questo sogno è ancora più bello! Bellissimo direi!!!
      Abbraccissimo

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  6. pericoloso addormentarsi e sognare come se fosse il '68, le giunture e la ruggine sulle giunture mentali rischiano di mettere in crisi il vissuto quotidiano. Tuttavia lo stimolo a riprendere le ANALISI (quelle cerebrali non quelle dell' ASL)è utile, come quando lìoculista ti ordina di cambiare gli occhiali. E... GRAZIE di avermi onorato della tua attenzione che forse voleva essere anche una specie di calcione nella gamba sinistra per ricordarmi la SVEGLIA RAGAZZO! Un casto abbraccio mentale...

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    1. Oddio, Ben, non era precisamente il '68 :D
      Sì, Ben, fb mi ha davvero scocciata, se nn sei sempre "in prima pagina" ti dimenticano in fretta, ed io nn mi so rassegnare a questa società mordi e fuggi, dove niente sembra aver valore, dove tutto soggiace a una logica di egocentrismo edonistico e megalome. Una persona che conosciamo entrambi ha scelto l'anacoretismo, io mi sono "rifugiata" nel mio blogghino e mi basta "conversare" con qualche amica/o di tanto in tanto :)
      Ricambio il casto abbraccio mentale :D

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  7. [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/36.gif[/img]

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  8. Un respiro di utopia in mezzo ai miasmi che quotidianamente ci toccano. Grazie.

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