martedì 25 aprile 2017

Infinità d'amore



Se ancor non ho tutto l'amore tuo,
cara, giammai tutto l'avrò;
non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,
né posso implorare un'altra lacrima a che sgorghi;
ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti
- sospiri, lacrime, e voti e lettere - l'ho consumato.

 J. Donne

Non tutti sono attratti dai “bilanci”. Bilanci della propria vita intendo, che quegli altri son materia per ragionieri. C’è chi non  fa mai bilanci della propria esistenza anche se poi arriva un momento,  nella vita, che è il “bilancio” a cercarti. Ti si forma in testa  di soppiatto, come un’idea fastidiosa, come il ronzio minaccioso di una singola zanzara, che non riesci ad individuare per farlo tacere.
Gabriella realizzò, così, all’improvviso, che aveva sbagliato tutto nella vita.
Aveva rinunciato all’amore, perché  quando lo aveva incontrato non lo aveva riconosciuto, semplicemente , buttandosi, poi, in storie destinate in partenza al naufragio, caratterizzate da continui stop & go,  in una stressante altalena di euforia e tristezza da farne delle vere e proprie “storie bipolari”.
Aveva rinunciato a partire, ad andarsene lontano per poter costruire un suo percorso lavorativo, finendo per vivere al margine di se stessa, sacrificando agli affetti la sua più intima  “essenza”. Per amore, si era detta,  quando si era trattato di scegliere, in un sublime artificio della mente per ingannare le ragioni del cuore, perché forse non era stata una scelta d’amore, forse era stata una scelta di paura.
Chissà come sarebbe andata se avesse preso quel treno.
A noi esseri umani non è stata accordata la licenza di  sapere, quando scegliamo, a cosa rinunciamo, quali intricati percorsi avremmo fatto, dove saremmo arrivati, quale felicità – o dolore – non sapremo mai di aver perso. Non ci è dato sapere nulla ma, non si sa bene perché, quel che non conosceremo mai  ci rimbomba dentro: ha sempre  i colori più belli, avventure più fantastiche, in un corto circuito di rimpianti  che trascinano al fondo, tagliando l’anima con la lama del fallimento.
Avrebbe voluto dirlo a lui, che non gliene fregava niente se aveva una gamba di legno, venti anni di più; se le aveva mentito  su età, situazione sociale,  colore degli occhi: ma che importanza potevano avere queste e tante altre cose, se quel che li avvicinava era una affinità straordinaria, se lei nelle sue parole aveva trovato quel refrigerio per l’anima cercato per tutta la vita? Ma non gli aveva detto niente e così aveva firmato il suo ennesimo fallimento. Forse l’ultimo della sua esistenza, in campo sentimentale. Ma l’ultimo fallimento era consapevole perché frutto della sua più intima convinzione: alla persona che vorresti accanto per tutta la vita puoi  offrire, oltre al tuo "cuore", soltanto motivazioni per rimanere e non lacci e laccioli.  
Alla persona che ami puoi solo offrire ali per volare, radici per tornare e, appunto,  motivi per rimanere.  Niente altro.
Il paradosso d'amore consiste nel fatto che, sebbene il tuo cuore si diparta,
tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
Ma noi terremo un modo più liberale
di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo
un solo essere, e il Tutto l'un dell'altro...
 
 
 

6 commenti:

  1. Mmmmmm, che rabbia quella frase! "...di aver sbagliato tutto nella vita".
    Non si sbaglia mai, semplicemente si vive.
    D'altro canto si sceglie sempre in base alle possibilità (anche emotive, anche caratteriali) che ci vengono concesse. E quando si percepisce che qualcosa che in passato abbiamo scelto non fa più per noi e che ora abbiamo nuovi bisogni e nuove "spinte", allora faremo nuove scelte.
    Ciò che conta è continuare a farsi domande e a non considerare le scelte fatte in passato come le uniche possibili.

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    1. ... e quando si è "condannati" da una coazione a ripetere scelte "scellerate"? Quando non si è in grado di cambiare il corso della propria vita? Si accetta, mi dirai - probabilmente - tu. E quando l'accettazione è impossibile?

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  2. Gabriella aveva scelto per amore o per paura? Aveva il rimpianto dei voli, delle strade non percorse...chissà la vita cosa le avrebbe risevato...d'altronde se avesse scelto l'altra via, se avesse fatto altre scelte, forse oggi non si porrebbe gli stessi quesiti? Se il non vissuto, il non conosciuto si riveste di misteri affascinanti e di promesse...non sarebbe stato lo stesso anche a scelte invertite? I bilanci a volte arrivano, altre li facciamo come a voler dire a noi stessi cosa e quanto fatto...se siamo soddisfatti! Ma anche l'insoddisfazione serve a dirci quello che vogliamo, ad aiutarci a metterlo a fuoco e a realizzarlo. Del resto quello che possiamo fare è "fare il meglio che sappiamo nell'attimo in cui lo viviamo"...di più non penso...e allora...ciò che eravamo, ciò che il nostro essere ha manifestato in quel momento, per le sue emozioni, i suoi sentimenti, le sue conoscenze e le sue possibilità, se Gabriella si guarda indietro...io penso che dovrebbe onorarlo, guardarsi da dov'è adesso e sentire tutto l'Amore che ci aveva messo...e ringraziarsi, sempre e comunque, per aver fatto il meglio che sapeva. E amarsi. Che non è mai tardi.
    Bellissimo racconto, mi mancavano i tuoi scritti, finalmente un attimo di tempo per passare a trovarti 😊

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    1. Amarsi è una delle cose che Gabriella proprio non sa fare, non può fare :)
      (grazie, è un piacere per me :*)

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  3. Ah se solo si potesse prevedere il futuro! Quanti errori si eviterebbero! Purtroppo non si può e certe scelte possono poi essere rimpiante per sempre. Eppure rimuginare su quel che sarebbe potuto essere e non è stato non può fare altro che male. L'unica cosa che si può fare è imparare dai propri errori e cercare di non ripeterli, anche se le situazioni quasi mai si ripetono uguali.
    Il passare degli anni regala rimpianti, ma anche saggezza ed esperienze che aiutano a maturare. Non resta che prendere il meglio dal presente e tenere sempre d'occhio quel famoso treno che, prima o poi, potrebbe anche passare di nuovo.
    Un abbraccio!

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    1. Oh sì, Gabriella è ancora seduta lì che aspetta che passi il famoso treno... solo che nn sa che la direione ha dismesso la linea per quel tratto :)
      (un abbraccio anche a te) :*

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