venerdì 2 giugno 2017

Distratta ed Iperego


 Non ho bisogno di un amico che cambia quando cambio e che annuisce quando annuisco; 
la mia ombra lo fa molto meglio.
Plutarco

Ognuno di noi può essere chiuso nella propria isola, sentirsi diverso, ma allo stesso tempo avere voglia di attraversare quel mare che si frappone fra noi stessi e gli altri, spesso non sappiamo come fare, non basta una "allergia" come difesa o saggezza del corpo, bisogna prima fortificarsi per poi poter affrontare il profondo mare della nostra esistenza.
Lo scorrere sempre uguale dell’esistenza sull'isola della vita  non è sufficiente, per chi ha un animo predisposto a comprendere l'esperienza delle emozioni, a trasformare un paradigma significante in significato, a rivestire di Senso un Segno. Distratta  avverte che c'è di più, si può "essere" di più, nel Vuoto  che accompagna l’esistenza, ma non ne sa disegnare i confini.
Un giorno approda sulla sua isola un forestiero, una novità, una finestra spalancata verso il mondo, un altro mondo, in un certo qual modo diverso dal suo: un portatore di Segno, all’interno di un Significato Significante. Distratta lo osserva da lontano, ne segue le mosse, ne introietta i discorsi e, lentamente, arriva a misurare il suo universo  con quello del forestiero, non per comparare o competere, ma per puro Amore della Conoscenza.
Avviene così l'incontro tra Distratta e Iperego; due esiliati, due isolani, due persone diverse – anche se non tantissimo -  per cultura ed esperienza.  Si incontrano per rinascere, l'una grazie all'altro, decidendo di perdere una loro parte, donandosi quello che è più grande e forte in loro: l'immediatezza verso le emozioni, il senso vero della vita.
Sono come due fanciulli che giocano sulla spiaggia; metafora dell'amicizia.
Ma le "reti tristi" della realtà, i bisogni, le necessità  e i dolori della vita, fanno sì che Distratta e Iperego vadano incontro a strade differenti, pur mantenendo lo stesso linguaggio, lo stesso codice mentale.
Così arriva il momento della separazione.
Distratta capisce che Iperego – sparito repentinamente -  non tornerà. Continua ad attenderlo ma comprende che lui ha portato i suoi passi altrove, chissà forse per non soffrire, per non ricordare; o forse solo perché il dolore forte e intenso – quel dolore che morde l’anima e sconvolge una vita, lo stesso dolore che Distratta aveva ahimè, già provato - non gli permetteva di restare.
Il senso di abbandono si impadronisce di Distratta, il dolore è forte ma è proprio per questo che Iperego può trasformarsi in un creatore di bellezza.
Distratta capisce, dopo due mesi di assenza, finalmente capisce che Iperego gli ha lasciato qualcosa quando la rimproverava di  “dividersi” troppo e non prestare completa attenzione alle sue parole; quando le suggeriva di riappropriarsi del suo egoismo; quando le diceva di credere di più in se stessa e nelle sue capacità; quando le regalava  le sue lacrime e il suo dolore; quando le mostrava, punzecchiandola, il proprio egocentrismo; quando le diceva che amare vuol dire  voler il bene dell’altro a spese, a volte, del proprio.
Distratta capisce appieno finalmente cosa le lasciava Iperego e cioè la possibilità di riconoscersi in  un valore fortemente umano  e così riesce infine,  a trasformare i doni che ha ricevuto da Iperego in doni per sé stessa e per gli altri.
Soltanto ritornando in contatto con ciò che è dentro di noi e vicino a noi (sentimenti, relazioni, conflitti), si può scrivere la "poesia" per il mondo: "quella che non sarà più di chi la scrive ma di chi gli serve” 

E Distratta lontana, ma solo fisicamente, da Iperego  e nell’attesa del suo ipotetico,  desiderato ritorno sotto qualsiasi forma, gli regala  un frammento del dono che lui aveva fatto a lei in precedenza; gli regala – sapendo con certezza che lui la vedrà -  l’immagine che le è più cara,  l’immagine di un Icaro libero; libero dalle antiche sofferenza, rinato; un Icaro che oramai ha imparato a non farsi toccare più dalla cattiveria, dalla gelosia, dall’invidia poiché sentimenti negativi e distruttivi che annientano e fanno male innanzitutto a chi li agisce, prima di chi li subisce.
L’immagine di un Icaro che librandosi in un cielo stellato, metafora della serenità e del caos insieme,  della Serenità nel Caos, riesce a mostrare senza alcun timore quel suo cuore rosso e pulsante, quale metafora della capacità d’amare senza nascondersi.
Il regalo più prezioso per un Amico prezioso.
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16 commenti:

  1. Storia di una amicizia, una semplice e pura amicizia, lontana nel tempo, ma che mai si è allontanata dal mio cuore.

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  2. Ti trovo particolarmente ispirata, profonda ed emozionante, negli ultimi post. Questo poi, è di una bellezza disarmante. Esprimi una facoltà medianica, sei cosciente, consapevole e centrata sulla tua natura e verità, complimenti maestra della luce!
    Scusami amica carissima, ma sono sbalordita e abbagliata, non riesco, anche stavolta, a dire oltre quello già detto.
    Sei straordinaria e ti amo!

    Sono già venti volte che ti rileggo per il puro godimento di perdermi …e di ritrovarmi nel tuo scritto. Grazie

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    1. Carmela, tu mi lusinghi :) Il mio ego viene strapazzato molto, quando ti leggo, lo sai? Se avrò problemi di cuore, sappi che ti invierò il conto del cardiologo da pagare! :)))
      Guarda, "maestra di luce" non me lo ha mai detto nessuno, non avrei immaginato mai qualcuno me lo dicesse, nemmeno nei miei sogni più belli. Essere paragonata a Caravaggio fa il suo effetto.
      Io scherzo, lo sai. Ti voglio bene, anche mi imbarazzi. Un bacio.

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  3. Fammi aggiungere solo una cosa. Dio sa quanto abbiamo bisogno di quel Significato Significante! Diversamente, secondo me, si resta a crogiolarsi nell'attesa e nella speranza. Ci meritiamo pur qualcosa!

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    1. Purtroppo, mia cara, il significante, nei discorsi ma anche nelle relazioni, si sta sempre più appiattendo sul niente assoluto.... e se l'espressione è "niente" cosa mai può essere il contenuto, il significato se non niente? :)

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    2. ...ehmmm inviato troppo presto.
      Volevo aggiungere che è proprio come dici tu, crogiolarsi nell'attesa e, peggio ancor, nella speranza, ci toglie progressivamente la facoltà di pensare....

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  4. E, in fondo, come è bello esser IPEREGO incontrando TE...

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    1. Ecco, dopo Carmela, anche tu :)
      Ok, ragazzi, quando farò testamente sarete nominati, al momento sono al verde :))))

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  5. Mi hai fatto volare via è questi tuoi ultimi testi ti fanno nuova e antica insieme. Chapeau.

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  6. E quando si allontana...quando ne scopre i doni...e prima ancora quando erano vicini...è intriso di bellissime e profonde emozioni, pieno d'Amore che si manifesta anche dopo, anche a distanza!
    Stupendo! Tanto,tanto,tanto!

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    1. ... è la teoria di Dirac, Gabry :)
      Un abbraccio.

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  7. Come facciano delle persone a sbucare sulla mia isola non l'ho mai capito.
    Per carità, ci sono momenti della vita in cui i visitatori sbarcano a frotte, come a Stromboli i turisti dall'Aliscafo.
    E vedono quel che si è apparecchiato in vetrina, nulla più. E sono contenti così. E pure io nel constatare che se ne sono andati tutto sommato in fretta.
    Io parlo di quelli che approdano già col diritto di cittadinanza.
    Chi te l'ha dato? Io? Non ne ho memoria. Non sapevo neanche di ospitare un ufficio per queste pratiche.
    E quelli mi abitano, e mi trasformano. E anche quando se ne vanno mi lasciano i loro segni, tangibili,alcuni continuo a viverli anche senza di loro, altri torno a visitarli di tanto in tanto, da sola o in compagnia di nuovi naufraghi arroganti diritto di cittadinanza, come vestigia di civiltà remote.

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    1. Come ho scritto a Gabry, credo che quando si entra in contatto, ad un livello superiore di quelli che guardano "apparecchiato in vetrina e nulla più" (splendida sintesi), che ci si porta dentro, per sempre. E' la teoria di Dirac, lo conosci? E' la sua 'equazione della bellezza' :)
      Un abbraccio, Cirin :)

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  8. Una storia bellissima ed emozionante. Purtroppo la vita può allontanare e separare le persone, ma le vere amicizie, i sentimenti, le emozioni, restano per sempre e scaldano il cuore, soprattutto nei momenti difficili. Ti abbraccio!

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    1. Esattamente così anche per me, Kathe :)
      Abbraccio ricambiato.

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