sabato 24 marzo 2018

Prima dell'alba




“Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi.
 Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. 
Guarda col tuo intelletto  e scopri quello che conosci già,
è allora che imparerai come si vola.”
R. Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston





Ho incontrato un angelo in un giorno di nebbia, quando a tentoni cercavo la mia strada. Aveva le ali spiegazzate, una ferita ancora non cicatrizzata gli attraversava il torace, i capelli arruffati e zoppicava. Ne ebbi compassione, lo credereste? Io, una umana spoglia di certezze e con i propri sogni per metà svaniti e per metà stropicciati, avevo compassione per un angelo!  Era una sorta di  rivoluzione, non si era mai vista una cosa simile a memoria d’uomo.
Quel sentimento di compassione, però, non mi doleva, anzi mi infondeva una strana serenità, quasi una forza. Lo guardai dritto negli occhi, vi lessi la dolcezza dell’amore ambito, la lealtà di un cuore integro, la confusione per il proprio futuro ed incerto cammino, il dolore per gli affetti rimasti indietro sul sentiero, il conflitto tra quel che avrebbe voluto essere e quello che in realtà era.Stranamente non mi sorpresi per quel che leggevo nel suo sguardo, era come se fossero cose conosciute da sempre, eppure gli chiesi il perché di quel tumulto di emozioni. 
Rispose:
Ho lottato, è molto; non arriverai mai alla luce, se non sperimenti il buio.
Perché devi accettare l’assenza, se vuoi comprendere il mistero della presenza, così devi lasciare andare chi non vuole stare al tuo fianco, anche se lasciarlo andare costa dolore e angoscia. 
Perché la felicità non si insegue, essa è già intorno a te nelle piccole cose, nell’incedere lento di una lumaca, nel fiorire di un disprezzato tarassaco, e per questo devi saper scorgere la vita e la bellezza anche dove tutto sembra uniforme, grigio, inutile. Colui che vede in se stesso tutte le cose è al tempo stesso tutte le cose
Perché spesso vincere ha il retrogusto di una sconfitta e perdere non sempre è un fallimento; l’uomo fallisce solo quando mente a se stesso prima che agli altri, quando si dibatte tra il bianco e il nero, negandosi la meraviglia dei colori, quando spreca la sua esistenza rincorrendo pericolose chimere.
Noi, in fondo, non siamo altro che un'ombra profonda che aspira alla luce
Il suo discorso mi colpì molto, tanto da togliermi il fiato. Provai ad allungare una mano per stringere la sua, ma lui fece uno scatto all’indietro, come un gatto che di colpo si ritrae davanti a una carezza.  Ne rimasi sconcertata.
Cosa cercava nella vita? Chi era? Provai a chiedere quale fosse il suo nome e lui, per tutta risposta, mi porse uno specchio, esclamando: “ Guardati, ecco chi sono”!





Immagine: R. Oblinski

 NB: Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger, su parole scelte a turno dai partecipanti, organizzato su Verba Ludica.

22 commenti:

  1. Buon giorno Angelo, ma quanto sei bello? :)

    Sarebbe da soffermarsi su ogni parola del racconto, è così pregno di riflessioni, e di vita!
    Mi piace molto la consapevolezza che si non può "pregare fuori di sè" e non si può affidare o demandare ad Altro la coscienza e la propria evoluzione spirituale. D'altro canto non potrebbe essere altrimenti: "Colui che vede in se stesso tutte le cose è al tempo stesso tutte le cose": non esiste una separazione.

    Ci torno Perlina!
    Complimenti per la scelta dell'immagine. Bellissimo questo angelo che suona le note di Perla con le sue ali. :)

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    1. "Colui che vede in se stesso tutte le cose è al tempo stesso tutte le cose" sono parole che condivido appieno, ma non sono mie :) Magari fossi così acculturata, così geniale... no, sono di Giordano Bruno, come tutte le frasi in corsivo, del resto :)
      L'immagine rappresenta, a me ovviamente, l'intreccio di ciò che possiamo vedere con la mente (o con il cuore, per me pari sono) e quel che vediamo con gli occhi. Solo il surrealismo, che io amo visceralmente, permette questi intrecci arditi.
      Grazie per i complimenti, Carmencita ^_^ , mi fai arrossire

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  2. fin che ci son corde c'è speranza... E l' ultima? Buona per l' impicco! Grazie per l' ottimismo comunque e un saluto e un SCUSAMI con gli eterni miei impicci. Un sorriso ...

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    1. Senza i tuoi "impicci" non saresti il simpatico e unico Benito che conosco :)
      Un sorriso anche a te.

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  3. Perla, mica ti offendi se accosto all'immagine armoniosa del tuo angelo "arpato" questa opera di Dalì?
    [img]http://www.arterritory.com/images/main/Dali_Dieviska_komedija.jpg[/img]
    È piuttosto malconcio e guarda nei suoi "cassetti", un po' mi ricorda il tuo angelo.

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    1. Ecco, Dalì, nel pantheon del surrealismo è uno di quelli che amo di meno, ma perché dovrei offendermi? :) Non ci si offende davanti a un gesto così carino che fa pensare a una ricerca, a delle domande, a una affettuosa maniera di onorare una persona, uno scritto.
      Grazie a te, quindi :)

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  4. Giordano Bruno offre sicuramente ottimi spunti di riflessione, se non altro per il coraggio che dimostrò nel seguire il suo pensiero in un'epoca che non lasciava molto spazio a pensieri alternativi. Lui era uomo privo di rimpianti, e anche di fronte all'estrema sconfitta aveva saputo vedere una vittoria assoluta. E in effetti aveva saputo vedere lontano: ancora oggi si studia il pensiero di Giordano Bruno, non quello di coloro che gli tagliarono la lingua per impedirgli di parlare.

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    1. Mi inserisco in coda perché condivo queste riflessioni, e poi per dire a Perla che avevo capito si trattasse di citazioni visto il corsivo ma nel citarle nel mio commento volevo dire che sono tutt'uno con la profondità espressa dall'autrice del racconto. :)

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    2. Giordano Bruno e in aggiunta Hugo sono i figli di mio nonno AUGUSTO da Imola finito a Trieste a fine 800 per tener lontani i caramba che avevano avvisato suo padre (piccolo notabile locale) e dagli il tempo di riparare all' estero. Persino il mio Benito (1936) potrebbe risalire a un certo Juárez. Un saluto

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    3. Non gli tagliarono la lingua, Dealma, ma gli misero una mordacchia, una sorta di museroluola con le punte che gli trafiggeva la lingua, proprio per simboleggiare che le "eresie" come quelle del Nolano, qualora qualcuno avesse voluto seguire il suo esempio, finivano nel nulla.
      In realtà Giordano Bruno fu condannato al rogo per aver sfidato il Papa, che temeva un nuovo scisma, dopo quello protestante e le sue teorie erano così rivoluzionare da non essere capite da nessuno, tranne, forse, Bellarmino che era un fine studioso e l'unico che poteva tenere testa a Giordano Bruno, proprio per questo era stato chiamato dal Papa stesso per il processo.
      Il filosofo Nolano era avanti di cinque-sei secoli, come potevano mai capirlo? Infatti ancora adesso non riescono a riabilitarlo, hanno ancora paura di lui, delle sue idee... e non lo riabilitano perché nessun potere ama chi lo mette in discussione, di più, alla berlina.

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    4. Non ho mai messo in dubbio che tu non avessi capito, Carmela. Ho approfittato del tuo cenno per dare la giusta paternità alle frasi, volesse mai che qualcuno, leggendo il post, potesse pensare che ero diventata un genio??? :)))
      Un abbraccio, Carmencita de mi corazon :)

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    5. Ben non disconoscere il tuo omonimo :) non si fa così. A detta degli italiani, anche lui ha i suoi meriti :))))

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  5. Bello e profondo. Vero è soprattutto ben scritto, senza nessuna arroganza intellettuale ma intriso di intelletto. Brava e tanti complimenti.
    PS: falli anche all'Angelo che porti dentro.

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    1. L'Angelo ti ringrazia per tanta bontà, Enzo. Ti manda a dire, però, che è ben consapevole dei suoi limiti :)

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  6. Bello e profondo. Vero è soprattutto ben scritto, senza nessuna arroganza intellettuale ma intriso di intelletto (però il corsivo non è tanto evidente). Brava e tanti complimenti.
    PS: falli anche all'Angelo che porti dentro.

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    1. Ecco, Enzo mi sta dando ragione. Il corsivo non è tanto evidente perché il racconto è scritto grandiosamente. :)

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    2. Enzo e Carmela, come dicevo prima, conosco i miei limiti, ma anche i miei pregi. Cerco sempre di migliorarmi, anche se la strada è lunga e tortuosa, piena di insidie (penso alla presunzione, alla vanagloria, all'arroganza... tutte cose di cui cerco di tenermi lontana, anche se qualche volta smarrisco la strada (che perla smarrita sarei, altrimenti? :))) )

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  7. Se il racconto fosse andato avanti avrei continuato a leggerlo con molto piacere e una bella quota di serenità.
    Mi è piaciuto perchè molte delle riflessioni espresse sono le mie, e ne abbiamo parlato.
    Brava.

    Ps. Lo scrivo qui. Ho saltato un giro e rischiavo di saltare anche questo perchè, credimi, se non crollo presto riesco a scrivere qualcosa solo molto tardi, visto le giornate si stanno complicando sempre più.
    Poi volevo dirti che ho lasciato a Dealma un commento, ma non è apparso.
    Forse ha la moderazione.
    Buonanotte Francesca. :**


















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    1. Sì, Nico è da tempo che ce lo diciamo, troppe volte le nostre riflessioni hanno seguito la stessa strada, formulando gli stessi concetti. Ricordi cosa ci dicemmo? Che forse era a causa della nostra "maledetta" sensibilità, così simile, così dolorosa.
      Non è poi così negativo questo percorso, però. Io non ci rinuncerei mai, anche perché ci sta conducendo dove siamo arrivate :)

      Dealma ha la moderazione, ma di solito legge i comment, legge e risponde, son sicura che lo ha già fatto :)

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  8. E' vero. Non si potrà mai apprezzare la luce se non si è conosciuto il buio. Posto molto profondo e coinvolgente, come tutti i tuoi scritti. Complimenti. Io stavolta salto il turno. Non ho avuto più tempo libero, ultimamente!

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  9. Quel "Guardati, ecco chi sono" è di una bellezza struggente, riuscire a vedere se stesso come un angelo, stropicciato, ma sempre un angelo, è un bel cammino e un bel vedersi. A colloquio con te, con la parte più vera, quella che a volte non conosciamo fino in fondo: lo specchio un dono prezioso per saperne di più.
    Siamo ombre che aspirano alla Luce? O tendiamo semplicemente alla fonte? Di certo Luce ed ombra sono in noi, in proporzioni variabili.

    Bellissimo racconto; pensavo d'aver lasciato il commento quando l'ho letto, fortuna che sto passando a controllare.
    Un abbraccio Perla

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  10. Un bellissimo scritto che fa riflettere...
    Ciao, buona domenica.

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